Evelina Santangelo
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Il meraviglioso segreto del Biondo
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Il meraviglioso segreto del Biondo
Il meraviglioso segreto del Biondo
(4/12)
Perché il Biondo ha un segreto da ingrassar
e nessuno lo deve scovar!
E nessuno, nessuno lo deve scovar!

E calci in culo al Biondo, piuttosto, e via da dov'era venuto!

E nessuno, nessuno lo deve scovar!

E siccome, però, il Biondo era lì da tre anni ormai e non aveva mai dato fastidio a nessuno, e ogni volta che prendeva qualcosa: — Grazie, — diceva e sapeva stare al suo posto, che non era, poi, cosa di tutti, s'era stabilito, all'unanimità quasi, di fare la riunione e decidere insieme, tenendo buoni i figli maggiori del Rosso che: — Noi, quello ce lo mangiamo in un solo boccone, — avevano detto, mostrando i denti e i muscoli spessi delle braccia.

Perché il Biondo ha un segreto da ingrassar
e nessuno lo deve scovar!
E nessuno, nessuno lo deve scovar!

Fu una notte di urla terribili nel negozio di Peppe, che di tanto in tanto conficcava il coltello nel bancone, diceva: — Silenzio!
Ma bastò che uno dicesse così tanto per riderci su: — Io dico che quello ha topi ammaialati, là dentro! — perché si cucissero in un attimo a tutti le bocche, mentre il Rosso si alzava dal suo posto, e: — Io so solo che una volta c'era un russo che aveva un figlio mezzomaiale... — poi tornava a sedersi, guardando dritto verso la saracinesca abbassata del negozio, e girandosi solo quando uno, con la voce ferma e forte, appena strozzata, propose: — Ci vai a parlare tu al Biondo, Peppe? — E perché? — Sei stato in Germania, no? — E allora? — Ci hai le parole per farti capire... ci hai un po' di scuola... — e un altro, urlando quasi: — Senti, o ci vai tu o ci mandiamo quelli, e la facciamo finita, — e aveva indicato i due figli maggiori del Rosso, che se ne stavano in fondo con le mani affondate dentro le tasche.
Così, quando ormai era quasi l'alba, Peppe s'era ingollato un caffè che gli aveva rivoltato lo stomaco e si era avviato verso il magazzino dove abitava il Biondo.


Perché il Biondo ha un segreto da ingrassar
e nessuno lo deve scovar!
E nessuno, nessuno lo deve scovar!
E nessuno, nessuno lo deve scovar!

Ci vollero dieci minuti buoni prima che il Biondo si decidesse ad aprire, gli occhi, il naso e la bocca incollati a una specie di finestrella aperta alla bell'e meglio sulla lamiera della saracinesca, mentre Peppe: — Su, Biondo, apri. Voglio solo parlarti. Apri, su —. E si era, finalmente, deciso a far scattare il lucchetto che agganciava la saracinesca a un occhiello piantato per terra, solo quando Peppe gli aveva sussurrato: — Se non apri... niente avanzi domani... niente di niente, né domani né mai più, capito, Biondo? È meglio per te, se mi capisci, Biondo!
Non appena aveva sentito la chiave armeggiare nella serratura, Peppe si era chinato, pressando il palmo della mano sulle reni, e poi aveva tirato su in un sol colpo la saracinesca.
Quando si era rialzato, stirando lentamente la schiena, se l'era visto davanti, il Biondo, incorniciato al centro del rettangolo nero dell'ingresso di quella sua specie di casa e insaccato in una tuta leggera

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