Evelina Santangelo
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Il meraviglioso segreto del Biondo
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Il meraviglioso segreto del Biondo
(8/12)
Sulla groppa porterà noi bambini sino in fondo, lì, in alto,
dove guardi tutto il mondo, dove l'acqua è a volontà,
e non c'è da spasimar, ci si può un po' rinfrescar e, se vuoi, anche nuotar.
Il gran caldo toglierà. E vacanza tutto l'anno porterà.

Un miracolo sarà.
Guai a chi non ci sarà. In inferno rimarrà.
— Il mercato, tutt'intero, dritto in cielo lancerò,
proprio in cima in cima al mondo, — dice il Biondo.
E lo farà.
Che chi ci scommette già.
C'è chi dice, sospirando: Si vedrà.

Siamo qua, tutti quanti ad aspettar.
Manca poco e arriverà. Manca poco e arriverà
e chissà che porterà.
Un miracolo sarà. Un miracolo, un miracolo sarà!

Alle cinque non c'era più un posto libero. I bambini accosciati a terra davanti, e dietro tutti gli altri, alcuni seduti a due a due, altri in fondo, in piedi. E Peppe all'ingresso del corridoio che, a un tratto, con la mano alzata diceva: — Arriva! — Un ruotare, all'unisono, di teste. Un silenzio grosso che faceva come mille volte più grande la piazza, e il Biondo con un gran cappello in testa che avanzava sulla strada centrale del mercato tirando appena con una catenella il suo orso, il pelo che luccicava al sole, riempiva gli occhi di riflessi bruni, ondeggianti, mentre già i bambini si alzavano sulle punte dei piedi, le facce rosse e anche gli occhi. E poi il Biondo si fermava, diceva qualche parola in una lingua strana a quella sua bestia, che era un miracolo se non lo ammazzava con quegli artigli giganti, l'accarezzava sul petto e sistemandosi sulla spalla una specie di bicicletta a strisce bianche e rosse, — Come la bandiera del suo paese, — aveva detto Peppe a quelli che gli stavano accanto, si era inoltrato nel corridoio, guardando davanti a sé, con la testa così dritta sul collo che pareva mezzo metro più alto. Poi aveva poggiato a terra la bicicletta, aveva fatto inchinare l'orso in un saluto lungo che aveva sciolto il silenzio in un applauso così forte e serrato che alla vecchia era quasi venuto da piangere per l'emozione.

Un miracolo sarà. Un miracolo, un miracolo sarà...

Con un gesto morbido aveva invitato l'animale a salire sulla bicicletta, dicendo: — Ecco a voi... Iuri, l'orso polacco più in gamba che avete mai visto.... e mezzo italiano ormai, — aveva aggiunto, strappando ancora un applauso anche alle mani grosse del Rosso, mentre tutti si lanciavano sguardi, perché, in qualche modo, era anche roba loro quell'animale che avevano nutrito in tutti quei mesi.

Un miracolo sarà. E il mercato tutt'intero, dritto in cielo lancerà...
Tutto il mondo parlerà del polacco e del suo orso
e di questo nostro posto, ché anche Dio si girerà,
un'occhiata ci darà. — Che spettacolo, — dirà.
Un miracolo, un miracolo sarà...
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