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Alice ha promesso. Sarà
lei a chiudere la casa del padre a New York, dove
lui ha vissuto per sedici anni. Non ha voluto mai
che lei andasse a trovarlo in tutti quegli anni
passati oltreoceano, e poi un giorno, così,
d'un tratto, le ha fatto fare quella strana promessa.
Adesso che suo padre è morto lei è
lì, alla ricerca di quella casa, nel cuore
di New York, la città che «non aveva
mai conosciuto gli incubi della Storia». Sa
vagamente l'indirizzo, sa che ci sarà un
portiere ad aspettarla, pronto a consegnarle le
chiavi dell'appartamento, che «È grande,
– le ha detto suo padre – molto grande».
Della città dove il padre ha scelto di vivere,
senza mai spiegarle bene perché, conosce
solo un mucchio di storie: quelle che lui le raccontava
quando lei era ancora una bambina. Saranno proprio
quelle storie ad aiutarla a orientarsi in un mondo
elusivo, sfuggente, dove tutto è mescolato
in modo inestricabile… come la vita, d'altronde.
Un mondo che pian piano, però, finisce per
tirarla dentro, per farle trovare, in modo traverso,
la casa del padre, finisce, insomma, per consegnarle
il testamento lasciatole dal padre: che ha poi a
che vedere con quel particolare modo di conoscere
il mondo che solo la vertigine dell'invenzione sa
dare. |
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