Evelina Santangelo
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Il Viaggio di Alice
Trama
Prologo
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Il Viaggio di Alice
Prologo
Prologo
Il Viaggio di Alice è una narrazione affidata a una sola attrice che, calandosi nell'universo umano e psicologico della protagonista, Alice, comincia una ricerca di identità tra due labirinti. Da una parte, il groviglio di storie e memorie lasciatele come testamento dal padre, dall'altra, il magma di diverse umanità ed esistenze perdute tra le viscere della metropoli newyorchese, sentita, questa, come luogo in cui si concentrano, convivono e si esasperano le contraddizioni del mondo contemporaneo.

(Alice gira come pensierosa sulla scena come a raccogliere i pensieri, poi guarda il pubblico in silenzio, e comincia con voce pacata)
...Questa storia ha a che vedere con mio padre e... con una città... che non aveva mai conosciuto gli incubi della Storia.

Cominciò da lontano, mio padre, raccontandomi di città che erano state schiacciate al suolo da una gran mano. E queste città avevano decine e decine di nomi e si trovavano in ogni angolo della terra...

E mi parlò di città che erano state come sviscerate e fatte a pezzi dalla Storia. Guernica, e poi Dresda Stalingrado Berlino Hiroshima Nagasaki Seul Saigon Hanoi... un fiume lungo lungo di nomi.

E di fossati popolati di gente come fossero villaggi... «Città di morti».

E di campi dove intere genti vagavano ancora nel cielo in cerca dei loro corpi nel fumo... «Città di fantasmi». Buchenwald Dachau Ravensbruck Mauthausen Auschwitz Birkenau Treblinka...

E di città cui era stato negato il diritto di continuare a essere città, anche se lo erano state per millenni, sino al giorno prima... Tenochtitlán Cordova Beirut Sarajevo Kozarac Grozny... E di città cui, invece, era negato il diritto di vivere vite ordinarie di città... Haifa Tel Aviv Jaffa Gerusalemme... Perché c’erano due popoli lì che erano ormai come dei fratelli siamesi e, giorno dopo giorno, questi due fratellastri morivano sempre più dalla voglia di scomparire insieme...

E mi parlò, mio padre, di città e intere regioni sperdute della terra che erano rimaste nella Storia per il semplice fatto di essere state spazzate via dalla Storia... «Città di polveri». «Come Troia, quella del cavallo», disse.

E di città che da decenni non sembravano più città, ma immense pozzanghere di fango e basta. «Città di zombie», come Kabul...

E di città-suicide, città-mattatoio... «Qui, in Africa», disse, indicandomi una grande fetta di terra sulla carta geografica.

...E poi, però, un giorno... mio padre mi raccontò anche di una città, appunto, che non aveva mai conosciuto gli incubi della Storia... «Un posto da pazzi, sai?» E in questa città... la gente diceva più o meno così: «If you've lived in New York city, you can live everywhere!» ...Se hai vissuto a New York, puoi vivere in qualsiasi altra parte del mondo...»

(Pausa. Distoglie lo sguardo dal pubblico, poi torna a guardare la platea)

...Forse per questo, una mattina d'autunno... in un lampo... questa città ha scoperto come si vive in «qualsiasi altra parte», o meglio, come si vive nelle parti «qualsiasi del mondo»... ha scoperto... quello che il suo ventre... lì, in basso, tra i piedi dei grattacieli, in verità, sapeva già: e cioè che... non sei al riparo dagli incubi, neanche se vivi di sogni, nel cuore del cuore di un posto chiamato: New York...

«If you've lived in New York city, you can live everywhere!» (leggero sorriso pensoso)... «If you've lived in New York city, you can live everywhere!»...
Il Viaggio di Alice
Voce recitante
Gabriella De Fina
Musica composta
ed eseguita da

Giuseppe Milici
Il Viaggio di Alice
Il Viaggio di Alice
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