Evelina Santangelo
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L'occhio cieco del mondo
La «carriola», come la costruì mamma Mattia.
La «carriola», come la costruì mamma Mattia.
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Le due tavole grandi, finite di tagliare due giorni fa, le due bacchette lunghe ottanta centimetri ciascuna, che ha misurato e segato ieri, da mattina a sera, altri due pezzi di legno appena tagliati, in ordine sul pavimento: sei pezzi in tutto e chili di fatica sulle sue braccia.

Io ci ho una gran voglia di chiederle e le dico «A che servono quei cosi?» Lei dice «Servono, Savino».

Mi porta il piatto con dentro la cena. Si siede a mangiare. Troppo silenzio per chiedere altro.

Colazione con latte e biscotti da solo, perché mamma c'ha un sacco di cose ancora da fare e bestemmia di brutto.

Tira il metro contro il muro di fronte, tira uno dei legni che ha finito di tagliare proprio ieri, perché è lungo, porco tutto, lungo.

Io non c'ho più tanta voglia di berlo il mio latte. «Tu finisci quel latte, Savino, subito!» Mi faccio tornare la voglia e finisco tutto d’un fiato, mentre lei si piega sulle ginocchia, prende ancora un coltello, si mette a segare con la rabbia che c'ha dentro le braccia, perché deve venirmi uguale identico all'altro pezzo, ripete piano tra i denti. Continua a tagliare fino al pomeriggio, con la lama che alla fine le sviene dalle mani e si spezza sull'ultimo colpo.

Io penso: troppo tardi ormai per respirare un po' d'aria all'aperto che è quasi buio in strada. Proprio bellissime oggi le strisce di fuori che s'allungavano tra le scalette di legno della persiana. E io mi annoio qua dentro. Ma forse domani sarà ancora bello e mamma c'avrà tempo abbastanza per portarmi fuori, davanti la porta, almeno. Speriamo.

Alle due del pomeriggio avevo finito ormai anche l'ultima storia di Martin Mystere. Una gran voglia oggi di farmi qualche giro e non ho resistito: un viaggio lontanissimo dall'altra parte del mondo con Martin. Alle due è terminato anche quello.

Tutto il giorno mamma più muta che mai.

Mi ha messo il piatto davanti con la cena e se n'è già andata a dormire in fondo alla stanza. Si sveglierà sicuro per mettermi a letto, come ogni sera.

Speriamo di no.

Troppo stanca mamma stasera.

E poi è cominciata la festa dei chiodi.

Era da tempo che non la vedevo così. Oggi si è alzata prestissimo, all'alba. Dice «C'ho proprio voglia di spaccare il culo al mondo, figliolo!» Poi scoppia a ridere. E io non me l'aspettavo proprio dopo quel temporale di ieri dentro la faccia.

Guardo le cose del lavoro a terra. «Non ho ancora finito, – dice, mangiando pane con me a colazione. – Non ho ancora neanche cominciato quasi, a dire il vero, ma giuro che lo finirò, cristo se lo finirò».
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L'occhio cieco del mondo
Prima edizione
2000
Editore
Einaudi
Collana
I coralli
ISBN
880615463X
Pagine
151
Prezzo
€ 9.30
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