Evelina Santangelo
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L'occhio cieco del mondo
La «carriola», come la costruì mamma Mattia.
La «carriola», come la costruì mamma Mattia.
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E io dico che quella è verità, bestemmia forse, ma verità, lo stesso. Allora lei fa la muta per giorni anche se strappo un foglio dal quaderno grande e ci scrivo sopra: viva mamma mattia. Lei fa la muta lo stesso. E io allora, «Vedi che non riesce mai niente?»

Mi ha fatto compagnia tutta la notte scorsa quel fratello sciancato che ha costruito a segate e martellate mia madre, per poi lasciarlo lì a languire sul pavimento. Una cianfrusaglia in più dentro la stanza.

«Benvenuto nella terra dei lasciati-a-metà, fratello!» gli ho urlato con la fame che mi mangiava lo stomaco, a mezzogiorno, e mia madre che non tornava.

E poi hanno bussato. Non era Mattia. Un uomo che gridava da pazzi, diceva «Apri!» Io stavo in silenzio e lui, «Ti ho detto apri, Mattia!» E io, silenzio.

Allora se l'è presa con la persiana. A calci, a pugni. «Apri, ti ho detto». Ha battuto mezz'ora sul legno dell'imposta. «Credi di fartela franca? Apri, se no spacco tutto e pure te spacco, mi senti? Te e quel mentecatto...» «Non sono mentecatto», gli ho urlato da dietro le scalette chiuse. «Di' a tua madre di ridarmi la roba». «Non c'è nessuna roba qua dentro, non c'è neanche mia madre, ed è meglio per te, se te ne vai... – E quello si mette a ridere come un porco. – Che ridi, porco?» gli urlo e mi veniva di aprire di scatto e sbattergli dritto sui denti scoperti, come una palata, l'imposta. «Di' a tua madre che se non mi ridà le mie cose, faccio denuncia, capito?» «Denunci chi?» «Quella ladra di tua madre denuncio». «Non è una ladra, mia madre. – E ho dato un pugno alla persiana, gridando – Vattene, porco». «E com'è che da un po' va rubando, tua madre? Prima o poi le spacchiamo le ossa, diglielo e chiaro, visto che almeno la lingua ce l'hai». «C'ho la lingua e tutto il resto, e t'ammazzo», gli ho detto, mentre aprivo. Mi stavo pisciando addosso, porco tutto. Fortuna che quello se n'era già andato.

Che vergogna puzzare di piscio così. E tu, te ne freghi, Mattia. Non torni.

È arrivata che era notte. Ha gettato per terra una vanga, poi una zappa piccola incrostate di terra. «Imprevisti», ha masticato tra i denti, senza neanche guardarmi. E io non le ho mica parlato. Ho aperto le scalette della persiana. Mi son messo a guardare la strada. Una striscia gialla di luce, bagnata. Pisciata addosso anche lei.

Una mano ruvida lungo la guancia. «Scusa», mi ha detto. Mi giro, «C'ho voglia di uscire, Mattia». «Lo so, – e se ne va verso il fratello sciancato. – Devo finire il lavoro adesso». «Mi sono pure pisciato addosso, Mattia». «Si sente».

Si siede per terra. Comincia ad avvitare alla base la terza rotella.

«E c'ho vermi qua dentro, si stanno contorcendo da ore nelle budella».
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L'occhio cieco del mondo
Prima edizione
2000
Editore
Einaudi
Collana
I coralli
ISBN
880615463X
Pagine
151
Prezzo
€ 9.30
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