Evelina Santangelo
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L'occhio cieco del mondo
La «carriola», come la costruì mamma Mattia.
La «carriola», come la costruì mamma Mattia.
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Allora si alza. Mi porta una tazza di latte e del pane. E io cenerei volentieri a Coca-Cola e polpette, piuttosto. Poi torna al lavoro.

«Devo finire, capito? Stasera. Se no si riprendono tutte le cose!» «...Che hai rubato, perché hai rubato anche quelle, Mattia, vero?» le urlo. Si volta di scatto, «Mattia non ruba, – mi ruggisce, – ficcatelo in testa, non ruba. Prende quello che le bisogna, capito?» «Ruba invece: travi, lampazze, seghe, zappe; ruba per quel fratello sciancato in mezzo alla casa, un ammasso di segatura e chiodi... Che ne devi fare, vorrei sapere, che ne devi fare di quell'aborto di falegnameria... proprio buona a niente, Mattia!» «...Non c'ho voglia di bisticciare, stasera» e fa per portarmi a dormire. Le do pugni e dico «Lasciami stare». Lei mi poggia piano sul letto. Spegne la luce.

Al buio la sento massacrare di calci il fratello sciancato.

«Tu dormi!» mi urla.

E poi ha acceso una torcia e ha preso la zappa piccola. Colpi secchi sulla lama della vanga finché non si stacca e le resta nella mano sinistra il manico solo. Liscio, che le viene di carezzarlo. Una mazza perfetta per sfasciare ogni cosa: base, braccia, giunture; il mio cranio anche, con tutta la cacca di piccione che c'ha dentro, perché è colpa mia, fratello, se Mattia sfascia tutto.

Chiudo gli occhi. Addormentati, finché sei in tempo, mi dico.

«Fatto! – Mia madre mi scuote nel letto e mi grida, – fatto! – Una paura dentro che mi incolla le palpebre. – Li vuoi aprire questi occhi, Savino?» mi urla.

La mazza inchiodata anche quella. Incastrata in alto tra le braccia, che non supplicano più adesso. Anche la tartaruga è riuscita a tirarsi su nella notte, troneggia sulle quattro rotelle. «Che ne dici, Savino? – Mia madre c'ha due pozzi per occhi e un sorriso tirato sopra le labbra. – Che ne dici, allora?» Non dico. Guardo. Senza riuscire ancora a crederci, che quello l'ha fatto mia madre. Poi chiedo «F i n i t o?» «Da un'ora almeno».

Colazione che è ancora buio, a brindisi di Coca-Cola.

A mamma Mattia, che ha lavorato nove giorni e dieci notti e ha terminato il lavoro! Alla carriola, che non è proprio una carriola ma è tutta finita e funziona lo stesso! A Savino che c'ha una madre in gamba, falegname persino!

Lei dice «La provo». Con tutte le spalle e le braccia mi tira su. Io penso: ora mi porta di nuovo a letto e urlo «Non c'ho proprio voglia di tornare a dormire! – Mi carica sopra la base. – Finisce che la rompi così, Mattia! la rompi». E comincia a spingere finché la carriola strazia un mugolio e si muove, e «Allora, dove si va oggi, Savino?» Che è proprio come averci tutt'in una volta le gambe, porco tutto!

«Dovunque, mamma», le dico, mentre lei già spalanca le imposte della persiana.
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L'occhio cieco del mondo
Prima edizione
2000
Editore
Einaudi
Collana
I coralli
ISBN
880615463X
Pagine
151
Prezzo
€ 9.30
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