Evelina Santangelo
Biografia Parole stampate Parole recitate Parole cantate Rassegna Press Riflessioni News Contatti Narrazioni in viaggio
Parole stampate
Non va sempre così
Cose da pazzi
Senzaterra
Il giorno degli orsi volanti
La lucertola color smeraldo
L'occhio cieco del mondo
La Carriola
Curiosita
I giudizi degli amici
Premi
Pesci
Deandreide
Ragazze che dovresti conoscere
Principesse azzurre
Disertori
La realtà nelle parole
I racconti delle fate sapienti
Dieci decimi
FAQ Domande e risposte sulla narrazione
Liberare il futuro
Cura
Vincenzo Rabito - Terra matta
Traduzioni
Tom Stoppard - Rock 'n' Roll
Sam Savage - Firmino. Avventure di un parassita metropolitano
L'occhio cieco del mondo
Curiosità
La critica più dura che ho ricevuto
Dinamo, Torino in diretta
18 ottobre 2000

Evelina Santangelo
L'occhio cieco del mondo
Einaudi

Ogni tanto ci si chiede perché grandi e stilose case editrici mandino in stampa libri che sanno di poco. È il caso, mi sembra, de L'occhio cieco del mondo, raccolta d'esordio della palermitana Evelina Santangelo, scrittrice in qualche modo inserita nell'entourage della scuderia Holden e approdata alla Einaudi dopo una serie di racconti pubblicati su riviste. La Santangelo, nelle undici prove che danno corpo al volume, dimostra ambizioni non da poco, mira in alto, a raccontare il dolore con la D maiuscola, quello universale, con storie dal tono sottilmente velato d'angoscia, dove i personaggi sembrano parti, spurghi di una coscienza destabilizzata e febbrile. Forse è proprio questo timbro surreale quello che convince di più, soprattutto quando, come nel primo testo (La "carriola", come la costruì mamma Mattia), è supportato da un senso di disperazione che bracca i gesti dei personaggi e li rende in qualche modo incomprensibili. Gli altri racconti, storie di ordinaria solitudine, lasciano, dispiace dirlo, un po' indifferenti.

(Andrea Bajani)
Il Titolo

I titoli proposti sempre con grande entusiasmo dalla sottoscritta, l'autrice, e bocciati con altrettanto entusiasmo dalla casa editrice.

La discussione è andata più o meno così:

L'ospite nella gamba? Bello, no?
— No. Fa pensare a malattie. E poi è troppo «cannibale», e i tuoi racconti non lo sono. Assolutamente no.

Qualche giorno dopo.

Guardando rasoterra il mondo vi piace? Perché a me sembra bello… il titolo giusto, ecco.
— Mah. Forse sì.

Ma poi, dopo un bel po' di giorni. Per la precisione, due ore prima che il libro andasse in pellicole:

— Niente da fare. Dal sondaggio fatto via internet risulta che la gente non lo capisce.
— Che gente?
— La gente cui è stato chiesto. Non lo capisce, Evelina. È così. Troppo complicato.
— E allora?
— Bisogna che te ne inventi un altro. Che so, Come vedo il mondo
Come vedo il mondo? È un titolo bruttissimo.
— No. Perché? Cioè, non l’ho proposto io, però, non mi sembra così...
— Sembra il titolo di un tema dell'elementari, scusa!
— Senti, pensaci un po' su e poi mi fai sapere, va bene?
— Veramente sono mesi che ci penso e...
— Hai due ore di tempo…
— Come due ore?

Dopo due ore e una ventina di sigarette...

L'occhio cieco del mondo va bene?
— Potrebbe andare. E poi?
— E poi basta. Si capisce, no? L'occhio… che è cieco… un modo di guardare il mondo... la sua opacità… le cose cieche… l'occhio che è cieco, però… Insomma può andare, no?
— Mah… Sì, direi che può andare. Aspetta, ne parlo e ti richiamo.

Qualche minuto dopo...

— Può andare, sì. Ci sembra che funzioni.

Grande respiro di sollievo!
L'occhio cieco del mondo (ipotesi di copertina)
La copertina

La copertina del libro proposta con grande entusiasmo dalla sottoscritta, l'autrice, e, purtroppo, bocciata in tronco dalla casa editrice.
Motivo: «Chi vuoi che si vada a comprare un libro con una copertina così.
È respingente. Già il libro è triste, se ci mettiamo una copertina così…»
Privacy Policy