Evelina Santangelo
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Soglie di lettura
(3/3)

Salvatore Savoia: Non so se l'occhio del mondo di Evelina sia cieco. Non credo, anzi. È certo, però, che è un occhio «altro», posizionato stranamente, come la lente dell'occhialaio di Spoon River, fatta per vedere il mondo in un altro modo. Evelina non possiede così la prospettiva comune, le è stato fornito uno strumento ortopedico che le consente un'ottica del tutto originale. E non è che le siano stati montati paraocchi come quelli dei cavalli, che devono guardare solo in un'unica direzione,magari comoda per qualcuno. Tutt'altro. Evelina guarda, soffre, ride, vive dal di dentro, come un forno a micro onde.
Ma Evelina è pure così fisica, così avulsa dalla retorica, così siciliana e così priva di sicilianità, con la sua scrittura persino perversa, con la sua sobrietà barocca. Una contraddizione? Sì, e allora?

Gabriella De Fina: I personaggi di Evelina, fisicamente appena abbozzati, traboccano di cuore e cervello. Alcuni di essi, acquattati, solitari, mi sono sorprendentemente familiari. E li vedo lì, sulla scena, urlare e finalmente muoversi e parlare.

Maria Teresa Santangelo (altra sorella, di partissima): Mi è piaciuto il primo racconto, La carriola, l'umanità di queste due creature, madre e figlio, che lottano per sopravvivere, degnamente.

Leo Muscato: Ho una fantastica idea editoriale per la prossima ristampa: per limitare l'inevitabile stato depressivo in cui cade il lettore dopo ogni racconto, che ne dite di allegare al libro un cofanetto di vhs con gli episodi dei Simpson, così che uno possa alternare l'occhio cieco del mondo con l'occhio di pesce di Bart.

Antonella Alamia: Dell'Occhio cieco del mondo mi è rimasto dentro il suo linguaggio, a volte asciutto, leggero, essenziale, altre volte noioso e ridondante, che quasi s'incolla agli occhi; comunque inquietante, come la vita, che racconta nella sua ruvida autenticità e di cui anima gli oggetti, i quali prestano la loro materialità all'incalzare delle emozioni quasi a dar loro una concretezza sensorialmente percepibile.

Attilio Scuderi: In questo libro c'è una frase che non mi stanco mai di leggere e rileggere.
È quella che apre uno dei racconti più belli, che ha per titolo Il castello di Arianna «La spiaggia era una crosta bianca butterata dalla pioggia, che il cielo aveva scodellato in violenti, minuscoli spilli tutta la notte, un temporale senza lampi e tuoni, e senza vento…»

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L'occhio cieco del mondo
Prima edizione
2000
Editore
Einaudi
Collana
I coralli
ISBN
880615463X
Pagine
151
Prezzo
€ 9.30
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