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13 Novembre 2008
Corriere della Sera
Le italiane assaltano Francoforte.
In fiera Mercoledì si inaugura una Buchmesse che guarda con grande interesse alle nostre scrittrici.
di Ranieri Polese


In fiera Mercoledì si inaugura una Buchmesse che guarda con grande interesse alle nostre scrittrici Le italiane assaltano Francoforte (...)

 

Gli Usa riscoprono Elsa Morante: «È lei che ha aperto la strada».

L' opera Si chiamerà «Novecenta», una originale antologia di 50 racconti del secolo scorso scritti da donne (...)

 

Un Campiello 2008 per quattro quinti al femminile; la storia recente dei due premi letterari più importanti che registra una forte presenza di libri scritti da donne (lo Strega, fra il 1995 e il 2003, è andato a quattro autrici: Di Lascia, Maraini, Mazzantini, Mazzucco; il Super Campiello, dal 1988 a oggi, ne ha laureate otto: Loy, Duranti, Maraini, Bossi Fedrigotti, Morazzoni, Mastrocola, Venezia, Cibrario); c' è stato il caso di Milena Agus, pubblicata dalle edizioni Nottetempo e diventata un bestseller in Francia e Germania (in questi due Paesi Mal di pietre ha venduto complessivamente oltre 350 mila copie); senza dimenticare l' exploit internazionale di Và dove ti porta il cuore del 1994 (l' apripista di questa crescita di attenzione per la narrativa femminile) e più recentemente il clamore suscitato dal libro di Melissa P. Insomma, c' è un grosso fervore di scrittrici in Italia, accompagnato da un crescente interesse dell' editoria europea. Proprio la proposta di romanzi scritti da donne costituirà uno dei motivi forti della presenza italiana alla Fiera di Francoforte 2008 che si apre mercoledì 15.(...)

«Se prendiamo l' antologia di Gianfranco Contini uscita 40 anni fa, troviamo solo due donne: Anna Banti e Gianna Manzini. Che – senza togliere nulla alle due scrittrici – erano comunque, rispettivamente, moglie di Longhi e compagna di Enrico Falqui» dice Enzo Golino che all' ultima edizione di Pordenonelegge ha curato una sezione dal titolo «Più premiate, più lette» (...)

Cento anni segnati da una costante ostilità maschile, inaugurata da Croce (il maggior gesto di cavalleria per le scrittrici è non citarle nemmeno) e proseguita fino al secondo dopoguerra. Le donne che scrivono hanno pagato il ritardo della emancipazione sociale. Ma anche l' assenza di una critica militante scritta da donne.

«Le donne in Italia hanno sempre scritto – dice Ginevra Bompiani delle Edizioni Nottetempo. – Il problema per loro è stato quello di venire alla luce. Ma alla fine, come nelle professioni da sempre appannaggio degli uomini, questo è accaduto anche in letteratura. Con la possibilità di pubblicare, è aumentata non solo la quantità di opere scritte da donne, ma anche la qualità».

Abolizione di divieti, rivendicazione di un posto nel canone. Ma è proprio così?

Alberto Casadei, docente di Letteratura italiana all' Università di Pisa, non è d' accordo. «Parlando di canone, si debbono distinguere due fasi» dice. «Fino agli anni '80 e dopo. O meglio, prima e dopo il successo di Susanna Tamaro. Prima, le scrittrici sono state poche, e quelle "di peso" fra loro sono state pochissime: Morante senz' altro, e poi con qualche riserva Ortese, Ginzburg, Romano, Cialente, Manzini, Banti, De Cespedes. Dunque non vedo nessun ostracismo maschilista nella loro esclusione. Non credo insomma che la nostra storia letteraria sia da riscrivere perché troppe autrici sono rimaste fuori»

E dopo la Tamaro?

«Le scrittrici pubblicate sono molto più numerose, e la qualità è spesso notevole. Del resto, nei "canoni ravvicinati" le scrittrici post-80 ci sono tutte, e non solo quelle di buon livello».

E quali sono le migliori? Elena Ferrante («sperando che sia femmina»), Evelina Santangelo, Laura Pugno.

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