Evelina Santangelo
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Rassegna stampa
9 Aprile 2012
Grazia (9/4/2012)
Palermo mai vista

I primi due odori che si sentono sono il rabarbaro e la nicotina. Che poi la nicotina venga da una sigaretta di una marca che non si usa più, come le spezie, rimaste solo nel nome delle donne, questa è la più grande delle contraddizioni della Palermo raccontata da Evelina Santangelo. Rafael e Richi, i due protagonisti bambini di questo grande romanzo, vivono in una città contemporanea, scritta e descritta in una lingua contemporanea: che sa usare gergo economico e sa dire nomi di auto di lusso, ma che a leggere bene si salva solo perché cammina su terra battuta invece che sull’asfalto. Pare infatti che solo la povertà la possa salvare, che la precarietà (del lavoro dei genitori, dell’insegnate emigrata dal nord…) possa salvare tutti, in un mondo dove le certezze sono di altri e non corrispondono mai alla realtà sognata (soprattutto dai due bambini). Quando uno scrittore offre un ritratto così profondo di un luogo (fisico, sociale, umano) che ci sembrava di conoscere, c’è da ringraziarlo. Perché noi sbagliavamo.

Valeria Parrella

 

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