Evelina Santangelo
Biografia Parole stampate Parole recitate Parole cantate Rassegna Press Riflessioni News Contatti Narrazioni in viaggio
Riflessioni
#FestivalLetteratureMigranti 12 -16 ottobre 2016
Dopo i risultati della Classifica di Qualità sui libri usciti nel 2015 realizzata dall'inserto «la lettura» del «Corriere della sera», UNA PROPOSTA FRUTTUOSA, SPERO...
SCRIVERE - La grammatica dell'immaginazione
Quattro scrittori creano per «Repubblica» una storia ambientata in Sicilia per una stagione («La repubblica», giovedì, 1 ottobre 2015)
La Tonnara è di tutti. Su storia e bellezza non c'è il copyright (la Repubblica - Palermo, venerdì 14 agosto 2015)
Ecatombe nel Mediterraneo... ecatombe nel Mediterraneo...
Tra le pagine più belle del «Tamburo di latta» di Günter Grass
Per ricordare esattamente cosa accadde alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 (2001).
Accade in Sicilia... come potrebbe accadere solo in Sicilia
COSA FARE. COME FARE Iolanda Romano (Chiareletere)
Scrivo dunque sono (Evelina Santangelo)
Trittico Andreotti
Un tratto dello spirito nazionale: Fingere di non sapere… Ovvero dell'ingenuità e del candore del senatore Andreotti (e non solo)
Chiusa nella mia stanza in un'abissale solitudine («il Fatto Quotidiano» 10/12/2012
A Terramatta; di Costanza Quatriglio l'Efebo d'argento 2012
IL PROFILO DEL POTERE IN ITALIA - DATI EURISPES 2012
L'ultima bicicletta di Evelina Santangelo su «Doppiozero» (6 novembre 2012)
Perché il processo (Pier Paolo Pasolini «Corriere della Sera» 28 settembre 1975)
Se una città sa riconoscere i suoi narratori (La Repubblica - Palermo 14/09/2012)
STORIE PARALLELE DAI QUARTIERI DI PALERMO
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
Studio 2 - TRM
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
Workshop sul self-publishing
Sandro Bonvissuto «Dentro», Einaudi
Quello che, tra le altre cose, mi ha insegnato mio padre.
Palermo. Ci si continua a dilaniare «a sinistra»...
Booksweb tv
Roberto Andò ed Evelina Santangelo dialogano su Palermo. Due scrittori, una città in crisi. «Tra le rovine segni di vita»
Delirio elettorale...
PRESENTAZIONE «COSE DA PAZZI» ALLA VICARIA.
Una sedia per il Teatro Garibaldi Aperto
Ricordando Primo Levi
Palermo mai vista (da «Grazia» 9/4/2012)
UNA CITTÅ DA ROMANZO (intervista di Salvatore Ferlita a Evelina Santangelo)
Massimo Maugeri: intervista a Evelina Santangelo.
Il 3 aprile in libreria
Una riflessione su TQ dal sito di Michela Murgia
È morta Agota Kristof...
Ma è decrescita o trionfo del bestseller?
Su “Elisabeth” di Gilda Policastro
Tutti arancioni per mandare a casa questo governo
Voto alla Camera sul fine vita... 278 sì, 205 no, 7 astenuti
APPELLO ARANCIONE lanciato da Roberto Vecchioni, Daria Colombo e altri cento firmatari.
Sono libera di dire: ora devono pagare (da «il Fatto Quotidiano» domenica 10 luglio 2011)
IL POPOLO NON DEVE AVERE PAURA DEI GOVERNI
I blog italiani più seguiti - Classifica giugno 2011
L’anima, nel concreto... (Goffredo Fofi incontra Alice Rohrwacher)
La Generazione TQ e il verduraio di Havel
Vita della albero L'
Scrivono in tanti, sulla soppressione a Marsala del Festival "A Chiare Lettere"
Referendum 12-13 giugno: DIAMO UN SEGNALE CIVILE FORTE E SONORO.
Protestano i detenuti all'Ucciardone di Palermo. Da giorni. Nessuno se ne accorge.
Né apatica indifferenza né invettive ingiuriose né narcisismi ombelicali. Dovere di critica.
Il Dio impassibile di Malick (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 1 giugno 2011)
Il vento del nord, il vento del sud...
Ricominciamo da qui
APPELLO AI MILANESI
Intelligenza e umanità - Un pensiero prima di partire pe il salone del libro di Torino.
Cosa importa alla Nato? certo non le vite umane...
Questo referendum è una battaglia civile!!! In rai non se ne deve parlare. Ecco la lettera ai cittadini di Mariachiara Alberton
In questa Pasqua...
Le nostre comuni sorti repubblicane e democratiche
Asor Rosa: Non c'è più tempo.
Chi c'è dietro la morte di Vittorio Arrigoni? Perché è morto Vittorio Arrigoni?
In questo giorno di lutto...
Il cappio è chiuso...
Ma se un governo...
Pace a responsabilità limitata
Mio figlio cieco senza Giochi. Colpa della Gelmini (da «il Fatto Quotidiano», 22 marzo 2011)
Io ce l'ho...
In guerra contro Gheddafi
Non sempre si riesce ad essere lucidi...
«L’Italia senza inconscio. E senza desideri» di Massimo Recalcati
8 marzo 2011...
L’uomo dei segreti tra tangentopoli, santi e Santanchè (da «il Fatto Quotidiano» del 5 marzo 2011)
L'8 MARZO 2011 A PALERMO
La scuola, a casa mia
Il paese dei burattini e dei balocchi...
Oggi, a Oslo, è morto un nostro «antico» poeta.
«Accade a Palermo, la mia città» (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 23 febbraio 2011)
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari...
Caro Maroni, ecco che succede appaltando gli immigrati alle dittature
Teledurru. Lettera aperta di Fulvio Abbate a Nichi Vendola
Piccola riflessione marginali su certi disguidi con la stampa.
Perché sarò in piazza («il Fatto Quotidiano - giovedì 10 febbraio 2011)
Jennifer, che ha perso tutto, persino la traccia esile di un nome... nella mia città.
Aasma, la più coraggiosa ( «il Fatto Quotidiano» - 8 febbraio 2011)
Se non ora quando... nelle città d'Italia
Ciò che non siamo ciò che non vogliamo.
Il dissenso di Asmaa Mahfouz e il ruolo delle donne degiziane nelle proteste contro Mubarak
La conversazione globale al tempo dei citizen media: Global Voices Online
RUBY: SANTORO-TRAVAGLIO-SPINELLI, AVANTI PER LEGITTIMA DIFESA
Preghiera ai naviganti (da «il Fatto Quotidiano - sabato 29 gennaio 2011)
Scrittori e Battisti. La censura non è mai una buona idea (da «il Fatto Quotidiano - mercoledì 26 gennaio 2011)
Tutti contro la censura degli autori "pro-battisti" (Simonetta Fiori)
Una firma per Jafar Panahi
Libertà e giustizia sociale...
Vi prego, non «rivoltiamoci»... nella melma.
«L'agonia del teatro italiano» si potrebbe intitolare questa analisi spietata e quest' appello accorato del baritono Alfonso Antoniozzi
Il BUONSENSO...
BATTISTI, LE VITTIME, LO STATO di Giacomo Sartori (da Nazione Indiana)
Maghreb. L'umanità che brucia...
Rodotà: l’Italia laboratorio di totalitarismo (El Pais)
«I cento padroni di Palermo» di Pippo fava
«Scrivere è un lavoro», Josè Saramago
Che sia un buon inizio 2011 un po' dipenderà anche da ciascuno di noi...
Il metodo Marchionne & company... come importare il modello di lavoro cinese, dopo essersi sbarazzati di tutto il resto...
Un augurio, più che gli Auguri di Natale. Un controcanto di amore civile.
L’assalto ai palazzi del potere «fantasma»
Dettagli di... potere
A NATALE PUOI... UCCIDERE LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
Caro Saviano
B, Mangano e la sottomissione
Cultura fuori dalla cultura (da «il Fatto Quotidiano)
Foto di gruppo senza piazza (da «il Fatto Quotidiano»)
Omaggio al Maestro Monicelli
Matteo Renzi e il Cavaliere
«La resistenza al presente» di Chiara Valerio (L'Unità, 26 ottobre 2010)
Joubran Khalil Joubran (traduzione del narratore iracheno Yousif Latif Jaralla)
Nichi Vendola: Elogio della bellezza.
Rizzoli e il romanzo dedicato all'epica dei giovani di Casa Pound...
LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
«Cosa c’è di europeo nella letteratura europea?» (da Nazione Indiana)
Pasolini e gli Italiani
piccole patrie, distretti economici (da Nazione Indiana)
Sarah, un orrore domestico
Perché l’intellettuale ha perso l’aura? (da Europa - 5 ottobre 2010)
Perché abbiamo scelto di fare i libri delle Murene (Nazione Indiana)
Le recensioni delle scrittrici secondo lo scrittore Ottavio Cappellani...
Incredibili scuse a Dell'Utri («il Fatto quotidiano», martedì, 20 luglio 2010)
Bossi, il dottor «ce l’ho duro» (da «il Fatto Quotidiano» - martedì 10 agosto 2010)
Oro nero, ultimo nemico dell'Amazzonia («il Fatto Quotidiano» - giovedì 5 agosto 2010)
Mondadori, il coraggio di parlare (da "il Fatto Quotidiano" - mercoledì 1 settembre 2010)
Dopo dieci anni di collaborazione con la casa editrice Einaudi, dichiaro che io oggi più che mai non me ne vado.
«L'Eguaglianza uccisa dal Progresso» di Marco Revelli
«Così muore una Mamma Coraggio» di Paolo Sapegno
Pietro Mirabelli è morto, in miniera
Negato l'uso delle intercettazioni a carico di Cosentino. Il lutto della giustizia e la nostra vergogna.
A PROPOSITO DEI RISULTATI DEI TEST INVALSI. NORD, SUD E STRANIERI di Fiorella Farinelli
«Il senso di Vespa per le tette» («il Fatto Quotidiano», 7 settembre 2010)
DITE A TUTTO IL MONDO CHE HO PAURA DI MORIRE
Lavoro: Fantozzi era un dilettante («il Fatto Quotidiano», venerdì 16 luglio 2010)
Articolo 21 della Costituzione Italiana Riformata in base al diritto inalienabile alla «distrazione di Stato»
Cari lettori, gli scrittori Einaudi firmatari di questa lettera...
Addaura, nuova verità sull'attentato a Falcone (di Attilio Bolzoni - La Repubblica)
Siete tutti invitati alla: FESTA DI NAZIONE INDIANA (nel Castello Malaspina di Fosdinovo in Lunigiana)
Gianni Biondillo racconta Nazione Indiana: « a fine maggio siete tutti invitati alla nostra festa»
VISIONI D'ITALIA / MARSALA «Il porto e il vino, due leggende divorate dal tempo. Dei monumenti restano un piedistallo e qualche pilastro imbrattato. Marsala assassinato dalle vendemmie verdi » di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
La responsabilità dell’autore: Biagio Cepollaro (da Nazione Indiana)
IL SILENZIO COMPLICE di Evelina Santangelo (Pubblicato su Nazione Indiana)
SCIASCIA, IERI, OGGI E DOMANI di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - giovedì 25 marzo 2010)
La responsabilità dell’autore: Marcello Fois (Da Nazione Indiana)
Antonio Albanese: le sette parole chiave...
«Faccette verdi, tifoseria e cinepanettoni. Metafore elettorali per il Piemonte» di Gaia Rayneri
La responsabilità dell’autore: Nicola Lagioia (da Nazione Indiana)
Intervista a Evelina Santangelo (webzine: Sul Romanzo)
Intervista inedita di Fabrizio De Andrè
T.R.S.T me! (Trieste vista dalla Luna) di Azra Nuhefendic (da Nazione Indiana)
NON TOCCARE IL MIO AMICO. Manifesto contro il razzismo in Italia.
«Palermo, quando la vita è un Gratta & Vinci» di Evelina Santagelo (il Fatto Quotidiano, sabato 27/02/2010)
Altri articoli su Mafia a Milano (da Nazione Indiana)
Nella bocca di Milano di Giuseppe Catozzella (da Nazione Indiana)
La responsabilità dell’autore: Michela Murgia (dall'inchiesta di Nazione Indiana)
«I meridionali sono meno intelligenti» da «il Corriere della Sera.it» (16 febbraio 2010)
«Lo scrittore solo» di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - sabato 13 febbraio 2010)
È morto J. D. Salinger... di cui non restano immagini recenti... a uso della stampa, almeno... ma ci restano intatti nella loro forza i suoi racconti e romanzi.
Gianni Lannes: libertà di stampa, navi dei veleni e... «leggerezze» o «distrazioni» di Stato
«Ascoltando “Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schoenberg», di Orsola Puecher (da Nazione Indiana)
«Morire nel deserto» di Fabrizio Gatti (da L'espresso)
«Terroni parassiti. Odio e identità di Radio Padania» di Evelina Santangelo (Il Fatto Quotidiano, sabato 23 gennaio 2010)
«Pubblicare per Berlusconi?» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
Ipocrisie e pregiudizi leghisti... conditi di somma arroganza e ignoranza crassa e... potere politico.
«Vite maledette»... vite da Insân... Uomini.
Rosarno: parlano gli stranieri, e sono parole che dovrebbero solo farci provare vergognare...
Rosarno e la rivolta degli schiavi: due pezzi pubblicati su NI degni di nota. Autori degli articoli: Marco Rovelli e di Biagio Simonetta
Kids On Rainbows... a tutti!
Orrore... in Iran...
Roma, Camera dei Deputati 3 gennaio 1925 (perché oggi è davvero tutto diverso, ma le parole non sono vergini)
«Siamo tutti feriti» di Evelina Santangelo
Rivoluzione verde. Ayatollah Kamenei: «gli oppositori sono cme la schiuma sull'acqua. Quello che rimane è il sistema. L'opposizione sarà eliminata»
Una delle venti capitali mondiali dei veleni: Linfen (Cina)... «la città morta» abitata dagli «spettri del mondo»
12.12.1969 Strage di Piazza Fontana - 12.12.2009 La giustizia non abita qui...
Scala - Carmen backstage
Io sto con i magistrati (Evelina Santangelo)
Firma anche tu l'appello di Roberto Saviano contro il cosiddetto «processo breve» sul sito di La Repubblica.it
da Wikipedia: La Banca Rasini (Berlusconi, Andreotti, Sindona, Calvi, Provenzano, Riina, Magano...)
«Berlusconiani ma compagni. A Einaudi la lotta continua» di Francesco Borgonovo (Libero 1-12-2009)
Alberto Asor Rosa: «Perché si spara su Einaudi» La Repubblica (30-11-2009)
«Letteratura come filosofia naturale» di Marco Belpoliti (da La Stampa)
«Il coro degli aspiranti scrittori, intellettuali, scrittori-intellettuali del nostro tempo... » (di Evelina Santangelo)
No-B Day
Walter Siti «Troppi paradisi» (2006).
«Coccodrillo amoroso. Ricordo di Alda Merini a pochi giorni dalla morte» di Marco Simonelli (Nazione Indiana)
«Noi sappiamo. Sono anni che sappiamo» di Barbara Spinelli
Primarie Pd: chiunque vinca...
«Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)» di Marco Rovelli (Nazione Indiana)
L’emergenza estetica nell’Italia maschilista di Maria Laura Rodotà (Corriere della Sera - 14 ottobre)
«Dialogo con Giorgio Vasta» di Alessandro Garigliano
Dopo la candidatura di Palermo alle Olimpiadi 2020...
Il pedinamento del giudice Mesiano... un tipo da tenere sotto stretta sorveglianza... come chiunque di noi... (verrebbe da dire, vista la natura delle stranezze che gli vengono contestate)
Il Fatto Quotidiano - venerdì 16 ottobre: un bell'articolo di Barbara Spinelli sulla cultura dell'anti-stato.
Il re di «Pointlandia, «Esso»... lancia la sua rivoluzione...
«È l’animale, questo, che non c’è» di Orsola Puecher (Nazione Indiana)
Pensiero eversivo... in tempi di «crisi».
«L’epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa Appunti sui tre saggi di Wu Ming 1 contenuti in New Italian Epic» di Tiziano Scarpa
Scorte negate.... Un articolo pubblicato su Agoravox. Autore: Sergio Bagnoli
«Baarìa (ovvero, il tempo dei sorvolatori)» di Evelina Santangelo (Nazione Indiana)
Mario Cervi e la sua «stanza» del manganello, nel Giornale diretto da Feltri
Negrita: Il libro in una mano, la bomba nell'altra
«La rivolta delle figlie» di Renzo Guolo (la Repubblica, giovedì 17 settembre 2009)
«Miraggi (ovvero, contrappunti ironici) di Sicilia» di Evelina Santangelo
LEGA LADRONA: a Renzo Bossi (figlio del senatùr Umberto Bossi) incarico da 12.000 euro al mese
«Frontiere erranti della letteratura» di Gianni Celati (Alias, 12 settembre 2009)
«VIDEOCRACY o del fascismo estetico» di Andrea inglese (da «Nazione Indiana»)
Berlusconi, presidente di turno al Parlamento Europeo (2003): «i turisti della politica...». Una pagina che ancora umilia.
E ora querelaci tutti (reazione - NI)
«Il salto di qualità...» di Evelina Santangelo
«La spaventosa ipnosi in cui sembra caduto il nostro paese» di Evelina Santangelo (pubblicato in NI)
Non si tratta solo di «sbavagliarsi»... Si tratta di uscire da questa sorta di spaventosa ipnosi in cui sembra caduto (o ricaduto) il nostro paese.
«Fatima e il Brembo» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
«Una gabbia per Calderoli» (di Maria Novella Oppo); «Calabria, Acquaformosa si deleghizza» (di Enrico Fierro)
Hamid Ziarati (scrittore iraniano, autore de' «Il meccanico delle rose»): «Lo slogan più bello in Iran: Dio è con noi, oscurate anche Lui!»
Roberto Saviano: «Perché Pecorella infanga don Peppe Diana?»
UN NASTRO VERDE AL POLSO. Appello dello scrittore Hamid Ziarati per la causa iraniana
25 luglio 2009, Roma: Global Day of Action - giornata di solidarietà per il popolo iraniano
Memorie eversive in tempi di ronde... Leggete «Quando i clandestini eravamo noi» di Aldo Maturo (Agoravox)
«Quando i cladestini eravamo noi» di Aldo Maturo
Message to the Young People of Iran by Bernard-Henri Lévy
«I ragazzi di Teheran...» di Evelina Santangelo
L'onda verde... Se il mondo ci chiama...
«Stazione Cumana di Montesanto... Come muore ognuno di noi», di Evelina Santangelo
Firmiamo l'appello di Repubblica contro la legge-bavaglio
«Teoremi... Riflessioni a margine dell’articolo di Carla Benedetti» Evelina Santangelo
«Scurati, una teoria per ogni stagione», di Carla Benedetti
Il nuovo sentimento che serve alla Sicilia. La città e la mafia (La Repubblica-Palermo, 2 giugno 2009)
Marco Belpoliti «Senza Vergogna». Intervento letto a Officina Italia
23 maggio 1992. Per non dimenticare...
Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa (di Elysa Fazzino)
La libertà su Internet è in serio pericolo ! (di Salvo Fundarotto)
La Corte costituzionale cambia la legge 40, insorgono i cattolici
«Se qualcosa è accaduto... (incontro con i ragazzi del Malaspina)» di Evelina Santangelo
«Attacco frontale allo spirito e ai fondamenti della nostra nazione. Esiste più la nostra nazione?» di Evelina Santangelo
Italia: a rischio la ibertà di stampa. Global Press Freedom 2009.
Il grande inganno del dopo terremoto (Da Il Messaggero.it - 3 maggio 2009)
Stand by me (di Jack Nitzsche)
«Se ogni gesto ha un peso e un valore che dipendono dai gesti precedenti... Memorandum dei 25 aprile del premier Berlusconi» di Evelina Santangelo
Prove di «equilibrismo»
«Ma io per il terremoto non do un euro» di Giacomo Di Girolamo (in www.marsala.it)
Kandahar: uccisa l'attivista per i diritti delle donne Sitara Achikzai.
Ray Bradbury «Fahrenheit 451»
Il treno del desiderio (foto inviata da Sabah Benziadi)
Vincenzo Pirrotta mette in scena «Terra matta».
«We will not go down» (Song for Gaza) by Michael Heart
«Stranieri... (alcune riflessioni che stanno alla base dell'idea di «straniero» in «Senzaterra»)» di Evelina Santangelo
«Vi racconto come una Senzaterra vive il suo rapporto con la Terramadre»
La lettera di Oscar Wilde recitata da Roberto Benigni
«Se non ora, quando...» di Evelina Santangelo
Nel 40° anniversario della morte di Jan Palach
In ricordo dell'amico fragile...
Forse sarebbe il caso di ricominciare tutto da qui...
Quel che vorrei augurare ai miei corregionali... e ai miei connazionali
L'Italia s-paesata... (una voce s-paesata)
Quando i lettori ti danno la sensazione di aver scritto proprio il libro che desideravi scrivere... (una lettera di Maria Adele Cipolla)
Torniamo un po' a pensare
Un gesto di civilità - di Roberto Casati (ricercatore del CNRS, vive a Parigi dove lavora al CREA - Centre de Recherche en Epistémologie Appliquée)
"Polar Express", destinazione: l'incubo
Alcune riflessioni sul romanzo "La lucertola color smeraldo" di Ambra Carta (università degli Studi di Palermo. Facoltà di Lettere e Filosofia)
Incontro con i ragazzi della Scuola media Di Vittorio allo Sperone
Riflessioni
La responsabilità dell’autore: Michela Murgia (dall'inchiesta di Nazione Indiana)

0
Dall'inchiesta della redazione di Nazione Indiana sulla responsabilità d'autore.
 

[Dopo gli interventi di Helena Janeczek, Andrea Inglese,  abbiamo pensato di mettere a punto un questionario composto di 10 domande, e di mandarlo a un certo numero di autori, critici e addetti al mestiere. Dopo Erri De Luca e Luigi Bernardi, le risposte di Michela Murgia]


Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici, che denunciano la totale mancanza di vitalità del romanzo e della poesia nell’Italia contemporanea? Ti sembra che le pagine culturali dei quotidiani e dei settimanali rispecchino in modo soddisfacente lo stato della nostra letteratura (prosa e poesia), e quali critiche faresti?

Aver scritto un paio di libri non mi dà licenza di commento sullo stato della letteratura italiana contemporanea più di qualunque altro lettore forte, anche se il mio «forte» significasse qualcosa di più dei  dodici libri all’anno della media italiana della categoria. In diversa proporzione ho letto libri ottimi e libri che mi hanno lasciato solo il rancore per i soldi spesi, ma ci vuole altro per vedere la produzione letteraria italiana come un corpo collettivo con uno stato di salute generale da verificare. Se si è critici o se del critico si ha l’inclinazione all’anamnesi, la si può (e si deve) leggere anche così; solo non è il mio mestiere. Avrei piuttosto qualcosa da dire sulla difficoltà di trovare qualcuno che il critico lo faccia ancora, al di là di marchette, anticipazioni, recensioni della quarta di copertina o sassolini dalle scarpe in terza pagina firmati non da critici, ma da scrittori con qualche conto di rabbia da regolare. Anche su Libero, perché no.

Ti sembra che la tendenza verso un’industrializzazione crescente dell’editoria freni in qualche modo l’apparizione di opere di qualità?

Posso parlare solo per la mia breve esperienza in ISBN e in Einaudi. La prima ha in catalogo molte scelte che un ordinario direttore di marketing editoriale rubricherebbe alla voce “invendibile”, o comunque di gran nicchia. Escono lo stesso, e grazie a queste scelte capita che mi si assesti sul comodino un ottimo sconosciuto come il Tonon dello scorso anno, non proprio un romanzo da strenna natalizia. Dai tipi di Torino del resto ho visto pubblicare libri che persino io intuivo che non avrebbero ripagato nemmeno la loro stampa, tanto lontani erano da quel che staziona in classifica. Valutati come buoni libri, anche questi sono usciti lo stesso. Finché cose così continuano a succedere persino in una grossa casa editrice dove la pressione sul risultato di vendita è forte, da lettore io respiro. Mi interrogo piuttosto sulla necessità, invocata da molti addetti ai lavori, di far uscire un certo numero di porcate vendibili per garantire copertura economica alle operazioni di qualità che altrimenti sarebbero puro mecenatismo. Se per poter raggiungere un lettore servono dieci consumatori di libri, il problema forse non sono solo le scelte editoriali.

Ti sembra che la maggior parte delle case editrici italiane facciano un buon lavoro in rapporto alla ricerca di nuovi autori di buon livello e alla promozione a lungo termine di autori e testi di qualità (prosa e/o poesia)?

Non ho abbastanza informazioni per esprimere un giudizio in questo ambito.

Credi che il web abbia mutato le modalità di diffusione e di fruizione della nostra letteratura (narrativa e/o poesia) contemporanea? E se sì, in che modo?

La rete è relativamente un bene di pochi, e i pochissimi che in rete si interessano di letteratura sono gli stessi che già leggono. A causa di questo limite, stimo che il web non abbia influito sulla diffusione e la fruizione, al massimo ha fornito un posto in più agli scout dove cercare segni di vita letteraria intelligente. Credo che invece – nell’area ristretta di questo ombelico – abbia influito moltissimo su cose collaterali alla scrittura, per esempio «educando» la nuova critica all’orizzontalità della rete, e rendendo visibile il percorso a chiunque se ne sia voluto interessare. Non mi pare apertura da poco per ambiti dove la norma è accoppiarsi tra consanguinei. L’esistenza di una interazione immediata, diretta e costante tra critici, lettori, scrittori e vari addetti ai lavori è una cosa possibile solo su internet, e non mi stupirei se questa nuova dinamica fosse all’origine di alcune scelte operative esterne alla rete, ma molto interne alla produzione, selezione e valutazione di opere letterarie.

Pensi che la letteratura, o alcune sue componenti, andrebbero sostenute in qualche modo, e in caso affermativo, in quali forme?

Le case editrici sono innanzitutto imprese commerciali, non riesco a immaginare che la loro modalità di produzione possa o addirittura debba essere sostenuta al di fuori del risultato di mercato delle singole scelte editoriali, qualunque cosa pubblichino. Sono invece incuriosita da forme di distribuzione alternative che taglino i costi al lettore. Spero che le nuove tecnologie possono fare per il libro una rivoluzione analoga a quella che stanno facendo per la musica, anche in una prospettiva di ridefinizione del copyright.

Nella oggettiva e evidente crisi della nostra democrazia (pervasivo controllo politico sui media e sostanziale impunità giuridica di chi detiene il potere, crescenti xenofobia e razzismo …), che ha una risonanza sempre maggiore all’estero, ti sembra che gli scrittori italiani abbiano modo di dire la loro, o abbiano comunque un qualche peso? Nella suddetta evidente crisi della nostra democrazia, ti sembra che gli scrittori abbiano delle responsabilità, vale a dire che avrebbero potuto o potrebbero esporsi maggiormente e in quali forme?

Salto a piè pari la distinzione tra l’opera letteraria e le uscite di opinione dello scrittore, perché mi pare di capire che la domanda parta proprio dalla constatazione che siano due cose distinte e non necessariamente consequenziali. È evidente che pubblicare libri non comporti una infusione di responsabilità civica. Lo scrittore è un cittadino che ha spazi di espressione più visibili di quelli del suo panettiere, ma se è vero che può decidere di usarli come luoghi ulteriori del suo eventuale dissenso, è ingenuo aspettarsi che lo senta come un automatismo. Pretendere presenza civica da chicchessia in virtù del fatto che scrive libri ha fatto sì che da un lato si sentano perfetti incompetenti esprimere banalità su qualunque argomento solo perché qualcuno gli ha pubblicato un romanzo, e dall’altro lato che alcuni rivendichino il diritto di fare da scrittori lo stesso silenzio che avrebbero fatto da panettieri, pur di non giocarsi la libertà personale di scegliere quando tacere. Quelli che auspicano lo scrittore civile sembrano infatti dimenticare che all’aumentare delle conseguenze di quello che dici, diminuisce proporzionalmente la tua possibilità di scegliere di non dirlo. Lo affermo perché in genere cerco di non tacere mai quello che mi indigna, ma se da un post di denuncia sul mio blog o da un articolo di giornale che ho firmato possono nascere una interrogazione parlamentare o una protesta pubblica, so benissimo che da quel momento non posso più scegliere di non scriverli senza diventare complice di quel che non ho denunciato. Tenere questa linea ha un costo crescente, ma per me il voler correre il rischio di pagarlo attiene più all’interpretazione della parola cittadino che non a quella di scrittore. Però non mi sembra che la questione sia lo scrittore che tace, anzi. A sentire i discorsi, anche quelli tra intellettuali, parrebbe che il problema sia piuttosto che gli scrittori parlino «troppo»,  o compaiano «troppo» in televisione a dire quel che pensano, o firmino «troppo». Accanto al coro sparuto di chi invoca lo scrittore civico come altri volevano il carabiniere di quartiere, si alza quello molto più folto di chi auspicherebbe che stesse zitto proprio in quanto scrittore, che si facesse un po’ i libri suoi –  «buoni libri», ça va sans dire –  a meno che non accetti di farsi sindacare come, dove e perché parlare;  immagino che questa schizofrenia dipenda dal fatto che la scelta di pronunciarsi da parte di alcuni metta in imbarazzo i silenzi di altri, ma il paradosso è che proprio chi sceglie di aprire bocca si trovi alla fine a pagare non solo il prezzo di aver rinunciato al controllo sul suo silenzio, ma anche quello di subire il processo alle intenzioni, e sentirsi tacciare di migliorismo, di ricerca di visibilità, o di compulsione al petizionismo sciacqua coscienza. Io parlo, firmo e scrivo comunque ogni volta che mi pare di poter ottenere delle conseguenze, ma non mi stupisce che il silenzio continui a sembrare ad alcuni più dignitoso della parola detta a queste condizioni.

Reputi che ci sia una separazione tra mondo della cultura e mondo politico e, in caso affermativo, pensi che abbia dei precisi effetti?

Il potere politico mira a costruire consenso, la cultura educa invece alla consapevolezza, quindi soprattutto al dissenso. Per questo diffido della cultura di cui la politica non ha timore, e sul territorio dove ho scelto di stare sto molto attenta al modo in cui si muovono i soldi in quel verso, perché dietro spesso ci sono patti di non belligeranza. Non è un caso che l’intellettuale che tace sia spesso proprio quello che presiede kermesse a nomina politica, che fa consulenze di questo o quell’ente o che campa in regime protetto di visibilità mediatica.

Ti sembra opportuno che uno scrittore con convincimenti democratici collabori alle pagine culturali di quotidiani quali «Libero» e «il Giornale», caratterizzati da stili giornalistici non consoni a un paese democratico (marcata faziosità dell’informazione, servilismo nei confronti di chi detiene il potere, prese di posizione xenofobe, razziste e omofobe …), e che appoggiano apertamente politiche che portano a un oggettivo deterioramento della democrazia?

Non è questione di opportunità. Per assurdo l’opportunità ci potrebbe pure essere, e magari sarebbe quella di raggiungere con un pensiero alternativo lettori che non comprerebbero mai il Manifesto; dire cose di sinistra a gente di destra pagato da Libero mi parrebbe un signor gesto di controcultura, se quello che ha fatto Nori fosse questo. Ma ripeto: non è questione di opportunità, e nemmeno di ideologia, perché di scrivere per Libero mi vergognerei anche se fossi di destra. Qualche tempo fa mi invitarono a intervenire sul tema del lavoro precario in un talk show condotto da tal Gianluigi Paragone, ex direttore della «Padania», ex vice direttore di «Libero» e attualmente vice in Rai in quota Lega. Rifiutai, motivando che non intendevo legittimare un salotto leghista da un mezzo ambiguo come lo schermo televisivo, dove è sufficiente una inquadratura scaltra a rendere funzionale un’opinione al suo contrario. L’ho fatto perché trovo corretto accettare il confronto solo quando c’è almeno la possibilità che a fare la differenza siano le idee, e non il mezzo. Trasmissioni come quella a cui non sono andata, o i TG di Mediaset, o «Libero» e «il Giornale» sono posti dove il mezzo, il registro espressivo di cui si serve scientemente e la linea editoriale tutta, esprimono un significato complessivo che prescinde dal singolo contenuto. Poco credibile pensare di starci dentro senza sporcarsi, verginalmente astratti dalla responsabilità dell’insieme. Mi si obietta che pubblico per Einaudi, quindi non sarei nella posizione di fare discorsi di purezza. Solo che io di pubblicare per Einaudi sono fiera, e rivendico il mio diritto di restarci non a dispetto di Berlusconi, ma esattamente perché è di Berlusconi. Non dirò che ci ho potuto scrivere ciò che volevo senza censure: quello dovrebbe essere il minimo sindacale con chiunque (ma ci sono posti de sinistra in cui ho dovuto discutere per ottenerlo, detto en passant). Dirò invece l’assurdità di valutare «Libero» o il TG4, strumenti nati come corazzate di disinformazione mirate a inquinare la percezione del reale nella gente, con lo stesso metro con cui misuro l’autorevolezza di una casa editrice la cui storia precede ampiamente Berlusconi, acquisita con modi che la magistratura ha definitivamente riconosciuto illegali, e quindi a tutti gli effetti posseduta illegittimamente, comprese le competenze delle persone che ci lavoravano dentro, e delle quali non ho alcuna intenzione di privarmi solo perché gli avvocati della famiglia Berlusconi hanno pagato un giudice per appropriarsi di Mondadori. Se c’è qualcuno che eticamente è fuori posto in Einaudi è Silvio Berlusconi, non Michela Murgia, non Ascanio Celestini, non Francesco Piccolo, non Marcello Fois o quanti di noi dichiaratamente a sinistra rivendicano il diritto di starci a condizioni di libertà. E devo dire che trovo inquietante che qualcuno possa considerare un traguardo democratico vedere Einaudi diventare un monolite ideologico berlusconiano dove abbiano diritto di cittadinanza solo gli scrittori (e gli addetti ai lavori) non antagonisti. Resta il fatto che il nostro comune lavoro gli fa guadagnare tanti soldi, e non farò finta che questo non sia un problema, visto che i soldi sono parte significativa della sua forza. Ma sarebbe avvilente se lo scopo di qualunque impegno civico io possa aver scelto di esprimere fosse quello di diminuire il patrimonio di Berlusconi, e non solo perché gli farei poco danno. Il mio obiettivo non è l’assalto al deposito di zio paperone, ma dire quello che penso a più gente possibile nel modo più efficace, con la speranza che, insieme alla voce di altri, il mio pensiero possa costituire materiale per la strutturazione del mio dissenso e di quello di chi lo condivide. Che altro vuol dire fare cultura, se non questo? A cosa altro dovrebbe servire? Sono stanca di sentirmi dire che sono incoerente perché, «pur» autore Einaudi, rivendico il diritto di criticare il modello politico e antropologico berlusconiano tutti i giorni che Dio manda in terra, e l’ironia sta nel fatto che me lo sento dire da intellettuali laureati in assenza civica, che anche avendo editori indipendenti non si assumono mai il rischio di scrivere una riga di pensiero fuori dagli steccati protetti, perché «non fanno comizi», loro, ma «buoni libri». Sarebbe un perfetto arredo da salotto questo compunto silenzio degli innocenti, se avessi un salotto.

 

Altri articoli su questo argomento:

  1. Lo scrittore solo (il Fatto Quotidiano – sabato 13 febbraio 2010) da il Fatto Quotidiano – sabato 13 febbraio 2010 LIBERTA’ Saviano può pubblicare per Mondadori? E si può collaborare con...
  2. Pubblicare per Berlusconi? di Helena Janeczek Pubblicare per Mondadori, Einaudi o altre case editrici appartenenti al gruppo di cui Berlusconi detiene la maggioranza...
Questo articolo è stato scritto da evelina santangelo, e pubblicato il 22 Febbraio 2010 alle 22:57, archiviato in indiani e contrassegnato Evelina Santangelo, la responsabilità dell'autore, Michela Murgia. Salva nei segnalibri il permalink. Seguine i commenti qui con il feed RSS di questo articolo. Scrivi un commento o lascia un trackback: Indirizzo per il trackback.
Riflessioni
Privacy Policy