Evelina Santangelo
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Riflessioni
#FestivalLetteratureMigranti 12 -16 ottobre 2016
Dopo i risultati della Classifica di Qualità sui libri usciti nel 2015 realizzata dall'inserto «la lettura» del «Corriere della sera», UNA PROPOSTA FRUTTUOSA, SPERO...
SCRIVERE - La grammatica dell'immaginazione
Quattro scrittori creano per «Repubblica» una storia ambientata in Sicilia per una stagione («La repubblica», giovedì, 1 ottobre 2015)
La Tonnara è di tutti. Su storia e bellezza non c'è il copyright (la Repubblica - Palermo, venerdì 14 agosto 2015)
Ecatombe nel Mediterraneo... ecatombe nel Mediterraneo...
Tra le pagine più belle del «Tamburo di latta» di Günter Grass
Per ricordare esattamente cosa accadde alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 (2001).
Accade in Sicilia... come potrebbe accadere solo in Sicilia
COSA FARE. COME FARE Iolanda Romano (Chiareletere)
Scrivo dunque sono (Evelina Santangelo)
Trittico Andreotti
Un tratto dello spirito nazionale: Fingere di non sapere… Ovvero dell'ingenuità e del candore del senatore Andreotti (e non solo)
Chiusa nella mia stanza in un'abissale solitudine («il Fatto Quotidiano» 10/12/2012
A Terramatta; di Costanza Quatriglio l'Efebo d'argento 2012
IL PROFILO DEL POTERE IN ITALIA - DATI EURISPES 2012
L'ultima bicicletta di Evelina Santangelo su «Doppiozero» (6 novembre 2012)
Perché il processo (Pier Paolo Pasolini «Corriere della Sera» 28 settembre 1975)
Se una città sa riconoscere i suoi narratori (La Repubblica - Palermo 14/09/2012)
STORIE PARALLELE DAI QUARTIERI DI PALERMO
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
Studio 2 - TRM
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
Workshop sul self-publishing
Sandro Bonvissuto «Dentro», Einaudi
Quello che, tra le altre cose, mi ha insegnato mio padre.
Palermo. Ci si continua a dilaniare «a sinistra»...
Booksweb tv
Roberto Andò ed Evelina Santangelo dialogano su Palermo. Due scrittori, una città in crisi. «Tra le rovine segni di vita»
Delirio elettorale...
PRESENTAZIONE «COSE DA PAZZI» ALLA VICARIA.
Una sedia per il Teatro Garibaldi Aperto
Ricordando Primo Levi
Palermo mai vista (da «Grazia» 9/4/2012)
UNA CITTÅ DA ROMANZO (intervista di Salvatore Ferlita a Evelina Santangelo)
Massimo Maugeri: intervista a Evelina Santangelo.
Il 3 aprile in libreria
Una riflessione su TQ dal sito di Michela Murgia
È morta Agota Kristof...
Ma è decrescita o trionfo del bestseller?
Su “Elisabeth” di Gilda Policastro
Tutti arancioni per mandare a casa questo governo
Voto alla Camera sul fine vita... 278 sì, 205 no, 7 astenuti
APPELLO ARANCIONE lanciato da Roberto Vecchioni, Daria Colombo e altri cento firmatari.
Sono libera di dire: ora devono pagare (da «il Fatto Quotidiano» domenica 10 luglio 2011)
IL POPOLO NON DEVE AVERE PAURA DEI GOVERNI
I blog italiani più seguiti - Classifica giugno 2011
L’anima, nel concreto... (Goffredo Fofi incontra Alice Rohrwacher)
La Generazione TQ e il verduraio di Havel
Vita della albero L'
Scrivono in tanti, sulla soppressione a Marsala del Festival "A Chiare Lettere"
Referendum 12-13 giugno: DIAMO UN SEGNALE CIVILE FORTE E SONORO.
Protestano i detenuti all'Ucciardone di Palermo. Da giorni. Nessuno se ne accorge.
Né apatica indifferenza né invettive ingiuriose né narcisismi ombelicali. Dovere di critica.
Il Dio impassibile di Malick (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 1 giugno 2011)
Il vento del nord, il vento del sud...
Ricominciamo da qui
APPELLO AI MILANESI
Intelligenza e umanità - Un pensiero prima di partire pe il salone del libro di Torino.
Cosa importa alla Nato? certo non le vite umane...
Questo referendum è una battaglia civile!!! In rai non se ne deve parlare. Ecco la lettera ai cittadini di Mariachiara Alberton
In questa Pasqua...
Le nostre comuni sorti repubblicane e democratiche
Asor Rosa: Non c'è più tempo.
Chi c'è dietro la morte di Vittorio Arrigoni? Perché è morto Vittorio Arrigoni?
In questo giorno di lutto...
Il cappio è chiuso...
Ma se un governo...
Pace a responsabilità limitata
Mio figlio cieco senza Giochi. Colpa della Gelmini (da «il Fatto Quotidiano», 22 marzo 2011)
Io ce l'ho...
In guerra contro Gheddafi
Non sempre si riesce ad essere lucidi...
«L’Italia senza inconscio. E senza desideri» di Massimo Recalcati
8 marzo 2011...
L’uomo dei segreti tra tangentopoli, santi e Santanchè (da «il Fatto Quotidiano» del 5 marzo 2011)
L'8 MARZO 2011 A PALERMO
La scuola, a casa mia
Il paese dei burattini e dei balocchi...
Oggi, a Oslo, è morto un nostro «antico» poeta.
«Accade a Palermo, la mia città» (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 23 febbraio 2011)
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari...
Caro Maroni, ecco che succede appaltando gli immigrati alle dittature
Teledurru. Lettera aperta di Fulvio Abbate a Nichi Vendola
Piccola riflessione marginali su certi disguidi con la stampa.
Perché sarò in piazza («il Fatto Quotidiano - giovedì 10 febbraio 2011)
Jennifer, che ha perso tutto, persino la traccia esile di un nome... nella mia città.
Aasma, la più coraggiosa ( «il Fatto Quotidiano» - 8 febbraio 2011)
Se non ora quando... nelle città d'Italia
Ciò che non siamo ciò che non vogliamo.
Il dissenso di Asmaa Mahfouz e il ruolo delle donne degiziane nelle proteste contro Mubarak
La conversazione globale al tempo dei citizen media: Global Voices Online
RUBY: SANTORO-TRAVAGLIO-SPINELLI, AVANTI PER LEGITTIMA DIFESA
Preghiera ai naviganti (da «il Fatto Quotidiano - sabato 29 gennaio 2011)
Scrittori e Battisti. La censura non è mai una buona idea (da «il Fatto Quotidiano - mercoledì 26 gennaio 2011)
Tutti contro la censura degli autori "pro-battisti" (Simonetta Fiori)
Una firma per Jafar Panahi
Libertà e giustizia sociale...
Vi prego, non «rivoltiamoci»... nella melma.
«L'agonia del teatro italiano» si potrebbe intitolare questa analisi spietata e quest' appello accorato del baritono Alfonso Antoniozzi
Il BUONSENSO...
BATTISTI, LE VITTIME, LO STATO di Giacomo Sartori (da Nazione Indiana)
Maghreb. L'umanità che brucia...
Rodotà: l’Italia laboratorio di totalitarismo (El Pais)
«I cento padroni di Palermo» di Pippo fava
«Scrivere è un lavoro», Josè Saramago
Che sia un buon inizio 2011 un po' dipenderà anche da ciascuno di noi...
Il metodo Marchionne & company... come importare il modello di lavoro cinese, dopo essersi sbarazzati di tutto il resto...
Un augurio, più che gli Auguri di Natale. Un controcanto di amore civile.
L’assalto ai palazzi del potere «fantasma»
Dettagli di... potere
A NATALE PUOI... UCCIDERE LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
Caro Saviano
B, Mangano e la sottomissione
Cultura fuori dalla cultura (da «il Fatto Quotidiano)
Foto di gruppo senza piazza (da «il Fatto Quotidiano»)
Omaggio al Maestro Monicelli
Matteo Renzi e il Cavaliere
«La resistenza al presente» di Chiara Valerio (L'Unità, 26 ottobre 2010)
Joubran Khalil Joubran (traduzione del narratore iracheno Yousif Latif Jaralla)
Nichi Vendola: Elogio della bellezza.
Rizzoli e il romanzo dedicato all'epica dei giovani di Casa Pound...
LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
«Cosa c’è di europeo nella letteratura europea?» (da Nazione Indiana)
Pasolini e gli Italiani
piccole patrie, distretti economici (da Nazione Indiana)
Sarah, un orrore domestico
Perché l’intellettuale ha perso l’aura? (da Europa - 5 ottobre 2010)
Perché abbiamo scelto di fare i libri delle Murene (Nazione Indiana)
Le recensioni delle scrittrici secondo lo scrittore Ottavio Cappellani...
Incredibili scuse a Dell'Utri («il Fatto quotidiano», martedì, 20 luglio 2010)
Bossi, il dottor «ce l’ho duro» (da «il Fatto Quotidiano» - martedì 10 agosto 2010)
Oro nero, ultimo nemico dell'Amazzonia («il Fatto Quotidiano» - giovedì 5 agosto 2010)
Mondadori, il coraggio di parlare (da "il Fatto Quotidiano" - mercoledì 1 settembre 2010)
Dopo dieci anni di collaborazione con la casa editrice Einaudi, dichiaro che io oggi più che mai non me ne vado.
«L'Eguaglianza uccisa dal Progresso» di Marco Revelli
«Così muore una Mamma Coraggio» di Paolo Sapegno
Pietro Mirabelli è morto, in miniera
Negato l'uso delle intercettazioni a carico di Cosentino. Il lutto della giustizia e la nostra vergogna.
A PROPOSITO DEI RISULTATI DEI TEST INVALSI. NORD, SUD E STRANIERI di Fiorella Farinelli
«Il senso di Vespa per le tette» («il Fatto Quotidiano», 7 settembre 2010)
DITE A TUTTO IL MONDO CHE HO PAURA DI MORIRE
Lavoro: Fantozzi era un dilettante («il Fatto Quotidiano», venerdì 16 luglio 2010)
Articolo 21 della Costituzione Italiana Riformata in base al diritto inalienabile alla «distrazione di Stato»
Cari lettori, gli scrittori Einaudi firmatari di questa lettera...
Addaura, nuova verità sull'attentato a Falcone (di Attilio Bolzoni - La Repubblica)
Siete tutti invitati alla: FESTA DI NAZIONE INDIANA (nel Castello Malaspina di Fosdinovo in Lunigiana)
Gianni Biondillo racconta Nazione Indiana: « a fine maggio siete tutti invitati alla nostra festa»
VISIONI D'ITALIA / MARSALA «Il porto e il vino, due leggende divorate dal tempo. Dei monumenti restano un piedistallo e qualche pilastro imbrattato. Marsala assassinato dalle vendemmie verdi » di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
La responsabilità dell’autore: Biagio Cepollaro (da Nazione Indiana)
IL SILENZIO COMPLICE di Evelina Santangelo (Pubblicato su Nazione Indiana)
SCIASCIA, IERI, OGGI E DOMANI di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - giovedì 25 marzo 2010)
La responsabilità dell’autore: Marcello Fois (Da Nazione Indiana)
Antonio Albanese: le sette parole chiave...
«Faccette verdi, tifoseria e cinepanettoni. Metafore elettorali per il Piemonte» di Gaia Rayneri
La responsabilità dell’autore: Nicola Lagioia (da Nazione Indiana)
Intervista a Evelina Santangelo (webzine: Sul Romanzo)
Intervista inedita di Fabrizio De Andrè
T.R.S.T me! (Trieste vista dalla Luna) di Azra Nuhefendic (da Nazione Indiana)
NON TOCCARE IL MIO AMICO. Manifesto contro il razzismo in Italia.
«Palermo, quando la vita è un Gratta & Vinci» di Evelina Santagelo (il Fatto Quotidiano, sabato 27/02/2010)
Altri articoli su Mafia a Milano (da Nazione Indiana)
Nella bocca di Milano di Giuseppe Catozzella (da Nazione Indiana)
La responsabilità dell’autore: Michela Murgia (dall'inchiesta di Nazione Indiana)
«I meridionali sono meno intelligenti» da «il Corriere della Sera.it» (16 febbraio 2010)
«Lo scrittore solo» di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - sabato 13 febbraio 2010)
È morto J. D. Salinger... di cui non restano immagini recenti... a uso della stampa, almeno... ma ci restano intatti nella loro forza i suoi racconti e romanzi.
Gianni Lannes: libertà di stampa, navi dei veleni e... «leggerezze» o «distrazioni» di Stato
«Ascoltando “Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schoenberg», di Orsola Puecher (da Nazione Indiana)
«Morire nel deserto» di Fabrizio Gatti (da L'espresso)
«Terroni parassiti. Odio e identità di Radio Padania» di Evelina Santangelo (Il Fatto Quotidiano, sabato 23 gennaio 2010)
«Pubblicare per Berlusconi?» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
Ipocrisie e pregiudizi leghisti... conditi di somma arroganza e ignoranza crassa e... potere politico.
«Vite maledette»... vite da Insân... Uomini.
Rosarno: parlano gli stranieri, e sono parole che dovrebbero solo farci provare vergognare...
Rosarno e la rivolta degli schiavi: due pezzi pubblicati su NI degni di nota. Autori degli articoli: Marco Rovelli e di Biagio Simonetta
Kids On Rainbows... a tutti!
Orrore... in Iran...
Roma, Camera dei Deputati 3 gennaio 1925 (perché oggi è davvero tutto diverso, ma le parole non sono vergini)
«Siamo tutti feriti» di Evelina Santangelo
Rivoluzione verde. Ayatollah Kamenei: «gli oppositori sono cme la schiuma sull'acqua. Quello che rimane è il sistema. L'opposizione sarà eliminata»
Una delle venti capitali mondiali dei veleni: Linfen (Cina)... «la città morta» abitata dagli «spettri del mondo»
12.12.1969 Strage di Piazza Fontana - 12.12.2009 La giustizia non abita qui...
Scala - Carmen backstage
Io sto con i magistrati (Evelina Santangelo)
Firma anche tu l'appello di Roberto Saviano contro il cosiddetto «processo breve» sul sito di La Repubblica.it
da Wikipedia: La Banca Rasini (Berlusconi, Andreotti, Sindona, Calvi, Provenzano, Riina, Magano...)
«Berlusconiani ma compagni. A Einaudi la lotta continua» di Francesco Borgonovo (Libero 1-12-2009)
Alberto Asor Rosa: «Perché si spara su Einaudi» La Repubblica (30-11-2009)
«Letteratura come filosofia naturale» di Marco Belpoliti (da La Stampa)
«Il coro degli aspiranti scrittori, intellettuali, scrittori-intellettuali del nostro tempo... » (di Evelina Santangelo)
No-B Day
Walter Siti «Troppi paradisi» (2006).
«Coccodrillo amoroso. Ricordo di Alda Merini a pochi giorni dalla morte» di Marco Simonelli (Nazione Indiana)
«Noi sappiamo. Sono anni che sappiamo» di Barbara Spinelli
Primarie Pd: chiunque vinca...
«Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)» di Marco Rovelli (Nazione Indiana)
L’emergenza estetica nell’Italia maschilista di Maria Laura Rodotà (Corriere della Sera - 14 ottobre)
«Dialogo con Giorgio Vasta» di Alessandro Garigliano
Dopo la candidatura di Palermo alle Olimpiadi 2020...
Il pedinamento del giudice Mesiano... un tipo da tenere sotto stretta sorveglianza... come chiunque di noi... (verrebbe da dire, vista la natura delle stranezze che gli vengono contestate)
Il Fatto Quotidiano - venerdì 16 ottobre: un bell'articolo di Barbara Spinelli sulla cultura dell'anti-stato.
Il re di «Pointlandia, «Esso»... lancia la sua rivoluzione...
«È l’animale, questo, che non c’è» di Orsola Puecher (Nazione Indiana)
Pensiero eversivo... in tempi di «crisi».
«L’epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa Appunti sui tre saggi di Wu Ming 1 contenuti in New Italian Epic» di Tiziano Scarpa
Scorte negate.... Un articolo pubblicato su Agoravox. Autore: Sergio Bagnoli
«Baarìa (ovvero, il tempo dei sorvolatori)» di Evelina Santangelo (Nazione Indiana)
Mario Cervi e la sua «stanza» del manganello, nel Giornale diretto da Feltri
Negrita: Il libro in una mano, la bomba nell'altra
«La rivolta delle figlie» di Renzo Guolo (la Repubblica, giovedì 17 settembre 2009)
«Miraggi (ovvero, contrappunti ironici) di Sicilia» di Evelina Santangelo
LEGA LADRONA: a Renzo Bossi (figlio del senatùr Umberto Bossi) incarico da 12.000 euro al mese
«Frontiere erranti della letteratura» di Gianni Celati (Alias, 12 settembre 2009)
«VIDEOCRACY o del fascismo estetico» di Andrea inglese (da «Nazione Indiana»)
Berlusconi, presidente di turno al Parlamento Europeo (2003): «i turisti della politica...». Una pagina che ancora umilia.
E ora querelaci tutti (reazione - NI)
«Il salto di qualità...» di Evelina Santangelo
«La spaventosa ipnosi in cui sembra caduto il nostro paese» di Evelina Santangelo (pubblicato in NI)
Non si tratta solo di «sbavagliarsi»... Si tratta di uscire da questa sorta di spaventosa ipnosi in cui sembra caduto (o ricaduto) il nostro paese.
«Fatima e il Brembo» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
«Una gabbia per Calderoli» (di Maria Novella Oppo); «Calabria, Acquaformosa si deleghizza» (di Enrico Fierro)
Hamid Ziarati (scrittore iraniano, autore de' «Il meccanico delle rose»): «Lo slogan più bello in Iran: Dio è con noi, oscurate anche Lui!»
Roberto Saviano: «Perché Pecorella infanga don Peppe Diana?»
UN NASTRO VERDE AL POLSO. Appello dello scrittore Hamid Ziarati per la causa iraniana
25 luglio 2009, Roma: Global Day of Action - giornata di solidarietà per il popolo iraniano
Memorie eversive in tempi di ronde... Leggete «Quando i clandestini eravamo noi» di Aldo Maturo (Agoravox)
«Quando i cladestini eravamo noi» di Aldo Maturo
Message to the Young People of Iran by Bernard-Henri Lévy
«I ragazzi di Teheran...» di Evelina Santangelo
L'onda verde... Se il mondo ci chiama...
«Stazione Cumana di Montesanto... Come muore ognuno di noi», di Evelina Santangelo
Firmiamo l'appello di Repubblica contro la legge-bavaglio
«Teoremi... Riflessioni a margine dell’articolo di Carla Benedetti» Evelina Santangelo
«Scurati, una teoria per ogni stagione», di Carla Benedetti
Il nuovo sentimento che serve alla Sicilia. La città e la mafia (La Repubblica-Palermo, 2 giugno 2009)
Marco Belpoliti «Senza Vergogna». Intervento letto a Officina Italia
23 maggio 1992. Per non dimenticare...
Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa (di Elysa Fazzino)
La libertà su Internet è in serio pericolo ! (di Salvo Fundarotto)
La Corte costituzionale cambia la legge 40, insorgono i cattolici
«Se qualcosa è accaduto... (incontro con i ragazzi del Malaspina)» di Evelina Santangelo
«Attacco frontale allo spirito e ai fondamenti della nostra nazione. Esiste più la nostra nazione?» di Evelina Santangelo
Italia: a rischio la ibertà di stampa. Global Press Freedom 2009.
Il grande inganno del dopo terremoto (Da Il Messaggero.it - 3 maggio 2009)
Stand by me (di Jack Nitzsche)
«Se ogni gesto ha un peso e un valore che dipendono dai gesti precedenti... Memorandum dei 25 aprile del premier Berlusconi» di Evelina Santangelo
Prove di «equilibrismo»
«Ma io per il terremoto non do un euro» di Giacomo Di Girolamo (in www.marsala.it)
Kandahar: uccisa l'attivista per i diritti delle donne Sitara Achikzai.
Ray Bradbury «Fahrenheit 451»
Il treno del desiderio (foto inviata da Sabah Benziadi)
Vincenzo Pirrotta mette in scena «Terra matta».
«We will not go down» (Song for Gaza) by Michael Heart
«Stranieri... (alcune riflessioni che stanno alla base dell'idea di «straniero» in «Senzaterra»)» di Evelina Santangelo
«Vi racconto come una Senzaterra vive il suo rapporto con la Terramadre»
La lettera di Oscar Wilde recitata da Roberto Benigni
«Se non ora, quando...» di Evelina Santangelo
Nel 40° anniversario della morte di Jan Palach
In ricordo dell'amico fragile...
Forse sarebbe il caso di ricominciare tutto da qui...
Quel che vorrei augurare ai miei corregionali... e ai miei connazionali
L'Italia s-paesata... (una voce s-paesata)
Quando i lettori ti danno la sensazione di aver scritto proprio il libro che desideravi scrivere... (una lettera di Maria Adele Cipolla)
Torniamo un po' a pensare
Un gesto di civilità - di Roberto Casati (ricercatore del CNRS, vive a Parigi dove lavora al CREA - Centre de Recherche en Epistémologie Appliquée)
"Polar Express", destinazione: l'incubo
Alcune riflessioni sul romanzo "La lucertola color smeraldo" di Ambra Carta (università degli Studi di Palermo. Facoltà di Lettere e Filosofia)
Incontro con i ragazzi della Scuola media Di Vittorio allo Sperone
Riflessioni
Intervista a Evelina Santangelo (webzine: Sul Romanzo)

018 marzo 2010
Intervista a Evelina Santangelo - editor Einaudi
Di Morgan Palmas

Buongiorno, vorrei anzitutto chiederle qual è stato il percorso professionale che l’ha portata a divenire editor in una casa editrice.

Personalmente credo che il mio mestiere di editor derivi in gran parte dalla formazione che ho cercato di consolidare in anni di studio in Italia e all’estero nel tentativo di formarmi una sensibilità letteraria e linguistica il più possibile duttile e viva. Ma un ruolo determinante ha certamente avuto l’incontro con due editor che mi hanno insegnato i fondamenti del mestiere: Mauro Bersani e Dalia Oggero, entrambi editor della casa editrice Einaudi. Affiancando Dalia Oggero per un anno intero ho imparato quasi tutto quello che ho poi approfondito e messo in pratica in seguito. Però, senza una solida sensibilità letteraria, una conoscenza della produzione letteraria e della produzione libraria contemporanea, credo che non sarei andata molto in là, personalmente.

Esistono un percorso standard o canali privilegiati oppure ritiene che vi siano più possibilità per diventare un editor?

Il vero problema è che esistono pochissimi percorsi di formazione in questo senso. Spesso si hanno idee molto vaghe sull’editing e molto generiche, tra l’altro, mentre il mestiere dell’editor si apprende lavorando in campo, affiancando un bravo editor, magari, e misurandosi di volta in volta con i testi in questione, la natura specifica di ognuno di essi e le ragioni specifiche che spingono a sceglierli e a pubblicarli.

Come è in concreto la sua giornata lavorativa? Quali sono le sue specificità imprescindibili?

Non ho una giornata tipo. Diciamo che quando lavoro a un mio libro, di fatto, passo l’intera giornata a scrivere, dalla mattina alla sera, preferibilmente in un posto separato, addirittura lontano il più possibile da quasi tutto... anche se la fase preparatoria e le fasi intermedie tra i vari momenti di stesura li trascorro, in realtà, ovunque mi capiti, magari portandomi sempre dietro un quadernetto dove appuntare nei momenti più impensabili intuizioni, brandelli di dialogo, ipotesi narrative, idee di sviluppi o micropassaggi narrativi. Per tutto il resto – gli editing, le traduzioni, gli articoli, le lezioni – le cose invece vanno diversamente. Preferisco sempre lavorare in modo concentrato e intensivo, ma non ho bisogno di un tale profondo isolamento, tranne nei rari casi in cui sento la necessità di liberare la mente dal chiacchiericcio in cui, come tutti, sono calata. Nelle fasi precedenti la scrittura di articoli o di testi d’invenzione accade però, in realtà, che serva proprio calarsi in quel chiacchiericcio lì, nel «gergo del mondo», per trovare la propria strada, il proprio sguardo o i luoghi e le circostanze specifiche in cui affondare lo sguardo e mettere alla prova la propria sensibilità.

Nel mondo editoriale vede più merito rispetto al “sistema” Italia o reputa invece che il pensiero comune dell’amata raccomandazione sia purtroppo la via più comune? Quali percentuali fra le due?

Non mi sentirei di fare un discorso «in generale», perché non conosco abbastanza tutto il mondo dell’editoria. Posso parlare con cognizione di causa della mia esperienza e, nella mia esperienza, in questi dieci anni circa di collaborazione con la casa editrice Einaudi, personalmente, non mi è mai successo che un qualche libro venisse pubblicato «per raccomandazione». Di solito, nella fase preliminare di lettura, conta molto il parere di uno scrittore o di un critico che magari crede in un certo autore, e questo perché si tende a pensare che il parere di un lettore non occasionale sia una prima manifestazione non dico della bontà di un libro, ma del suo possibile valore. E quando dico «valore» intendo includere, e nello stesso tempo distinguere, almeno due diversi tipi di valore: il valore letterario e il valore commerciale. Non sempre le due cose vanno di pari passo, non sempre si hanno certezze su entrambi i fronti, non sempre entrambi sono garanzia di pubblicazione... E lo dico perché mi è anche capitato di contribuire a ritenere impubblicabili libri il cui valore commerciale non era così incerto, ma la cui natura avrebbe intaccato la riconoscibilità stessa di una certa collana o addirittura di un certo universo poliedrico, variegato di libri che, nel loro insieme, definiscono ad esempio la narrativa italiana così come la disegna una certa casa editrice... e i disegni di ciascuna casa editrice, come è evidente, possono essere i più disparati, così come gli obiettivi e le priorità.

Se crede nel merito, quali sono le sue azioni quotidiane per favorirlo?

Io credo non nel «merito» in assoluto, credo nel merito incarnato in scelte che danno la misura di un talento, di una professionalità, di una sensibilità, di una formazione. Troppo spesso ho l’impressione che si voglia fare affidamento su talenti privi di alcuna formazione, o in bilico sull’improvvisazione, e troppo spesso sento apostrofare la serietà, la fatica, la consapevolezza, la severità come un limite, la traccia di una mancanza di generosità e vivacità, dove la vivacità intellettuale è confusa con l’esser brillanti e la generosità con la sostanziale noncuranza o con la convenienza (la severità di giudizio genera spesso rancori, la generosità invece gratitudine, almeno nella maggior parte dei casi). Così, personalmente, cerco di lavorare sempre con passione, che è attitudine preliminare e imprescindibile, ma anche con rigore, sia quando lavoro ai miei testi sia quando lavoro ai testi degli altri: durante gli editing o le lezioni.
D’altro canto, credo che non ci sia miglior forma di rispetto nella lettura, ad esempio, che leggere davvero sino in fondo quello che gli altri hanno scritto, senza pregiudizi e senza quella generosità che è spesso un modo per non assumersi le proprie responsabilità di lettore. Lo stesso vale, evidentemente, per la scrittura, dove diventa fondamentale, almeno per me, il confronto serrato, e senza mezzi termini, con le mie due editor di riferimento e un’amica scrittrice (con cui ci confrontiamo da anni). Per il resto, ho l’impressione che si possa fare molto insegnando, non tanto a scrivere, quanto a leggere. È quel che faccio con i miei allievi tutte le volte che svolgo le mie lezioni, anche quando si tratta dei loro testi.
Se non si riesce a leggere o a intuire con la dovuta umiltà e il dovuto distacco quel che si è scritto o che si va scrivendo, come si fa a comprendere il senso, i sensi di ciò che si sta scrivendo? (ruolo che spesso svolgono poi, in sede di editing, gli editor, tra l’altro, il cui compito è anche stimolare a questa più profonda comprensione del testo lì dove magari la materia è sfuggita di mano all’autore). Se non si riesce a leggere o se non si tenta di decifrare alcuni aspetti dell’esistenza in cui siamo calati o che, in un modo o nell’altro, appartengono al nostro tempo e alle nostre circostanze, come si fa a trovare strade per scrivere qualcosa che valga la pena scrivere e poi anche leggere? Se non si legge sino in fondo quel che altri autori migliori di noi hanno scritto, cercando di comprendere quel che non è dato vedere in superficie, come si fa a essere scrittori un po’ migliori di quel che siamo o vorremmo essere? Ecco, io cerco di insegnare questo tutte le volte che me ne è data la possibilità. E cerco, allo stesso tempo, il più possibile e nei limiti del possibile, di lavorare così. Una piccola cosa, nell’odierna deriva e nell’odierno culto per l’approssimazione brillante e l’improvvisazione rampante. Lo so. Un pessimo esempio.

Che cosa stima in uno scrittore esordiente e che cosa invece detesta?

E come faccio a parlare dello «scrittore esordiente» come se fosse una specie con tratti uguali e non individuali? Le posso dire cosa stimo in uno scrittore tout-court.
Stimo gli scrittori in cui mi sembra di riconoscere una buona dose di autorialità, anche se hanno gusti, sensibilità, immaginari molto diversi dai miei. Non mi interessa riconoscermi in uno scrittore, mi interessa cogliere, ad esempio, quel modo proprio del fare letterario che ha a che vedere con una compenetrazione profonda tra materia e forma al punto che le due cose, per il modo stesso in cui sono intessute, riescono a produrre, suscitare, far deflagrare, frammentare significati possibili, anche insospettati, inaugurando piccoli mondi o anche indagando con sguardi traversi mondi noti, o che comunque si credevano tali.
Stimo gli scrittori che, anche quando non riescono in questi piccoli miracoli propri dell’universo dell’invenzione letteraria, riescono però a trovare una loro strada, anche imperfetta, per restituirmi uno sguardo sul mondo o su un mondo (il loro, l’altrui, reale o puramente immaginario, poco importa) che si possa annoverare tra le esperienze umane, esistenziali, intellettuali o affettive dotate di una forza di significazione tale da modificare anche di pochissimo il nostro ordinario essere, le nostre ordinarie visioni e immaginazioni... Questo è ciò che suscita in me una vera emozione. Quel che detesto credo si possa intuire. Detesto tutto ciò che è ridotto a specie.

Quali sono le qualità della sua casa editrice e le prospettive? 

Non possiedo, ahimè, una casa editrice, né potrei mai dar conto in modo circostanziato di scelte che attengono a direttori editoriali, responsabili di collane o comunque a editor che lavorano a tempo pieno in casa editrice. Non vorrei parlare di prospettive che in realtà non conosco né di qualità che potrebbero modificarsi domani. L’unica cosa che mi sento di dire con sicurezza è che in Einaudi ho conosciuto editor di altissimo spessore umano, professionale e intellettuale, nonché di rara sensibilità, cui devo molto sia come editor sia come scrittrice.

Che cosa pensa delle case editrici a pagamento? 

Penso che il più delle volte siano delle tipografie travestite da case editrici, anche se talvolta mi sorge il dubbio che vi si annidi pure qualche impostore.

Un consiglio a chi vorrebbe intraprendere l’attività di editor. 

Posso dare un consiglio solo riguardo a quel che dipende direttamente da chi vorrebbe intraprendere quel mestiere: formarsi una solida cultura letteraria fatta di libri letti e indagati nelle loro peculiarità espressive, narrative, formali, significative... e, allo stesso tempo, formarsi una sensibilità duttile aperta alle voci più disparate della contemporaneità, anche a quelle più commerciali, per imparare, se non altro, a riconoscere la natura delle cose e a cogliere dei discrimini. Per il resto, ci vuole una buona dose di fortuna, direi. E la fortuna maggiore, a mio avviso, è quella di ritrovarsi ad affiancare un bravo editor... anche se so benissimo che la nozione di bravura oggi non è un concetto così chiaro ed evidente. E non è detto che un domani i bravi editor non siano semplicemente dei bravi cacciatori e confezionatori di libri buoni da masticare. Ma non è detto, tutto sommato, nemmeno il contrario. E io, personalmente, punterei sul contrario.

La ringrazio e buon lavoro.



 

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