Evelina Santangelo
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Riflessioni
#FestivalLetteratureMigranti 12 -16 ottobre 2016
Dopo i risultati della Classifica di Qualità sui libri usciti nel 2015 realizzata dall'inserto «la lettura» del «Corriere della sera», UNA PROPOSTA FRUTTUOSA, SPERO...
SCRIVERE - La grammatica dell'immaginazione
Quattro scrittori creano per «Repubblica» una storia ambientata in Sicilia per una stagione («La repubblica», giovedì, 1 ottobre 2015)
La Tonnara è di tutti. Su storia e bellezza non c'è il copyright (la Repubblica - Palermo, venerdì 14 agosto 2015)
Ecatombe nel Mediterraneo... ecatombe nel Mediterraneo...
Tra le pagine più belle del «Tamburo di latta» di Günter Grass
Per ricordare esattamente cosa accadde alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 (2001).
Accade in Sicilia... come potrebbe accadere solo in Sicilia
COSA FARE. COME FARE Iolanda Romano (Chiareletere)
Scrivo dunque sono (Evelina Santangelo)
Trittico Andreotti
Un tratto dello spirito nazionale: Fingere di non sapere… Ovvero dell'ingenuità e del candore del senatore Andreotti (e non solo)
Chiusa nella mia stanza in un'abissale solitudine («il Fatto Quotidiano» 10/12/2012
A Terramatta; di Costanza Quatriglio l'Efebo d'argento 2012
IL PROFILO DEL POTERE IN ITALIA - DATI EURISPES 2012
L'ultima bicicletta di Evelina Santangelo su «Doppiozero» (6 novembre 2012)
Perché il processo (Pier Paolo Pasolini «Corriere della Sera» 28 settembre 1975)
Se una città sa riconoscere i suoi narratori (La Repubblica - Palermo 14/09/2012)
STORIE PARALLELE DAI QUARTIERI DI PALERMO
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
Studio 2 - TRM
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
Workshop sul self-publishing
Sandro Bonvissuto «Dentro», Einaudi
Quello che, tra le altre cose, mi ha insegnato mio padre.
Palermo. Ci si continua a dilaniare «a sinistra»...
Booksweb tv
Roberto Andò ed Evelina Santangelo dialogano su Palermo. Due scrittori, una città in crisi. «Tra le rovine segni di vita»
Delirio elettorale...
PRESENTAZIONE «COSE DA PAZZI» ALLA VICARIA.
Una sedia per il Teatro Garibaldi Aperto
Ricordando Primo Levi
Palermo mai vista (da «Grazia» 9/4/2012)
UNA CITTÅ DA ROMANZO (intervista di Salvatore Ferlita a Evelina Santangelo)
Massimo Maugeri: intervista a Evelina Santangelo.
Il 3 aprile in libreria
Una riflessione su TQ dal sito di Michela Murgia
È morta Agota Kristof...
Ma è decrescita o trionfo del bestseller?
Su “Elisabeth” di Gilda Policastro
Tutti arancioni per mandare a casa questo governo
Voto alla Camera sul fine vita... 278 sì, 205 no, 7 astenuti
APPELLO ARANCIONE lanciato da Roberto Vecchioni, Daria Colombo e altri cento firmatari.
Sono libera di dire: ora devono pagare (da «il Fatto Quotidiano» domenica 10 luglio 2011)
IL POPOLO NON DEVE AVERE PAURA DEI GOVERNI
I blog italiani più seguiti - Classifica giugno 2011
L’anima, nel concreto... (Goffredo Fofi incontra Alice Rohrwacher)
La Generazione TQ e il verduraio di Havel
Vita della albero L'
Scrivono in tanti, sulla soppressione a Marsala del Festival "A Chiare Lettere"
Referendum 12-13 giugno: DIAMO UN SEGNALE CIVILE FORTE E SONORO.
Protestano i detenuti all'Ucciardone di Palermo. Da giorni. Nessuno se ne accorge.
Né apatica indifferenza né invettive ingiuriose né narcisismi ombelicali. Dovere di critica.
Il Dio impassibile di Malick (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 1 giugno 2011)
Il vento del nord, il vento del sud...
Ricominciamo da qui
APPELLO AI MILANESI
Intelligenza e umanità - Un pensiero prima di partire pe il salone del libro di Torino.
Cosa importa alla Nato? certo non le vite umane...
Questo referendum è una battaglia civile!!! In rai non se ne deve parlare. Ecco la lettera ai cittadini di Mariachiara Alberton
In questa Pasqua...
Le nostre comuni sorti repubblicane e democratiche
Asor Rosa: Non c'è più tempo.
Chi c'è dietro la morte di Vittorio Arrigoni? Perché è morto Vittorio Arrigoni?
In questo giorno di lutto...
Il cappio è chiuso...
Ma se un governo...
Pace a responsabilità limitata
Mio figlio cieco senza Giochi. Colpa della Gelmini (da «il Fatto Quotidiano», 22 marzo 2011)
Io ce l'ho...
In guerra contro Gheddafi
Non sempre si riesce ad essere lucidi...
«L’Italia senza inconscio. E senza desideri» di Massimo Recalcati
8 marzo 2011...
L’uomo dei segreti tra tangentopoli, santi e Santanchè (da «il Fatto Quotidiano» del 5 marzo 2011)
L'8 MARZO 2011 A PALERMO
La scuola, a casa mia
Il paese dei burattini e dei balocchi...
Oggi, a Oslo, è morto un nostro «antico» poeta.
«Accade a Palermo, la mia città» (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 23 febbraio 2011)
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari...
Caro Maroni, ecco che succede appaltando gli immigrati alle dittature
Teledurru. Lettera aperta di Fulvio Abbate a Nichi Vendola
Piccola riflessione marginali su certi disguidi con la stampa.
Perché sarò in piazza («il Fatto Quotidiano - giovedì 10 febbraio 2011)
Jennifer, che ha perso tutto, persino la traccia esile di un nome... nella mia città.
Aasma, la più coraggiosa ( «il Fatto Quotidiano» - 8 febbraio 2011)
Se non ora quando... nelle città d'Italia
Ciò che non siamo ciò che non vogliamo.
Il dissenso di Asmaa Mahfouz e il ruolo delle donne degiziane nelle proteste contro Mubarak
La conversazione globale al tempo dei citizen media: Global Voices Online
RUBY: SANTORO-TRAVAGLIO-SPINELLI, AVANTI PER LEGITTIMA DIFESA
Preghiera ai naviganti (da «il Fatto Quotidiano - sabato 29 gennaio 2011)
Scrittori e Battisti. La censura non è mai una buona idea (da «il Fatto Quotidiano - mercoledì 26 gennaio 2011)
Tutti contro la censura degli autori "pro-battisti" (Simonetta Fiori)
Una firma per Jafar Panahi
Libertà e giustizia sociale...
Vi prego, non «rivoltiamoci»... nella melma.
«L'agonia del teatro italiano» si potrebbe intitolare questa analisi spietata e quest' appello accorato del baritono Alfonso Antoniozzi
Il BUONSENSO...
BATTISTI, LE VITTIME, LO STATO di Giacomo Sartori (da Nazione Indiana)
Maghreb. L'umanità che brucia...
Rodotà: l’Italia laboratorio di totalitarismo (El Pais)
«I cento padroni di Palermo» di Pippo fava
«Scrivere è un lavoro», Josè Saramago
Che sia un buon inizio 2011 un po' dipenderà anche da ciascuno di noi...
Il metodo Marchionne & company... come importare il modello di lavoro cinese, dopo essersi sbarazzati di tutto il resto...
Un augurio, più che gli Auguri di Natale. Un controcanto di amore civile.
L’assalto ai palazzi del potere «fantasma»
Dettagli di... potere
A NATALE PUOI... UCCIDERE LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
Caro Saviano
B, Mangano e la sottomissione
Cultura fuori dalla cultura (da «il Fatto Quotidiano)
Foto di gruppo senza piazza (da «il Fatto Quotidiano»)
Omaggio al Maestro Monicelli
Matteo Renzi e il Cavaliere
«La resistenza al presente» di Chiara Valerio (L'Unità, 26 ottobre 2010)
Joubran Khalil Joubran (traduzione del narratore iracheno Yousif Latif Jaralla)
Nichi Vendola: Elogio della bellezza.
Rizzoli e il romanzo dedicato all'epica dei giovani di Casa Pound...
LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
«Cosa c’è di europeo nella letteratura europea?» (da Nazione Indiana)
Pasolini e gli Italiani
piccole patrie, distretti economici (da Nazione Indiana)
Sarah, un orrore domestico
Perché l’intellettuale ha perso l’aura? (da Europa - 5 ottobre 2010)
Perché abbiamo scelto di fare i libri delle Murene (Nazione Indiana)
Le recensioni delle scrittrici secondo lo scrittore Ottavio Cappellani...
Incredibili scuse a Dell'Utri («il Fatto quotidiano», martedì, 20 luglio 2010)
Bossi, il dottor «ce l’ho duro» (da «il Fatto Quotidiano» - martedì 10 agosto 2010)
Oro nero, ultimo nemico dell'Amazzonia («il Fatto Quotidiano» - giovedì 5 agosto 2010)
Mondadori, il coraggio di parlare (da "il Fatto Quotidiano" - mercoledì 1 settembre 2010)
Dopo dieci anni di collaborazione con la casa editrice Einaudi, dichiaro che io oggi più che mai non me ne vado.
«L'Eguaglianza uccisa dal Progresso» di Marco Revelli
«Così muore una Mamma Coraggio» di Paolo Sapegno
Pietro Mirabelli è morto, in miniera
Negato l'uso delle intercettazioni a carico di Cosentino. Il lutto della giustizia e la nostra vergogna.
A PROPOSITO DEI RISULTATI DEI TEST INVALSI. NORD, SUD E STRANIERI di Fiorella Farinelli
«Il senso di Vespa per le tette» («il Fatto Quotidiano», 7 settembre 2010)
DITE A TUTTO IL MONDO CHE HO PAURA DI MORIRE
Lavoro: Fantozzi era un dilettante («il Fatto Quotidiano», venerdì 16 luglio 2010)
Articolo 21 della Costituzione Italiana Riformata in base al diritto inalienabile alla «distrazione di Stato»
Cari lettori, gli scrittori Einaudi firmatari di questa lettera...
Addaura, nuova verità sull'attentato a Falcone (di Attilio Bolzoni - La Repubblica)
Siete tutti invitati alla: FESTA DI NAZIONE INDIANA (nel Castello Malaspina di Fosdinovo in Lunigiana)
Gianni Biondillo racconta Nazione Indiana: « a fine maggio siete tutti invitati alla nostra festa»
VISIONI D'ITALIA / MARSALA «Il porto e il vino, due leggende divorate dal tempo. Dei monumenti restano un piedistallo e qualche pilastro imbrattato. Marsala assassinato dalle vendemmie verdi » di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
La responsabilità dell’autore: Biagio Cepollaro (da Nazione Indiana)
IL SILENZIO COMPLICE di Evelina Santangelo (Pubblicato su Nazione Indiana)
SCIASCIA, IERI, OGGI E DOMANI di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - giovedì 25 marzo 2010)
La responsabilità dell’autore: Marcello Fois (Da Nazione Indiana)
Antonio Albanese: le sette parole chiave...
«Faccette verdi, tifoseria e cinepanettoni. Metafore elettorali per il Piemonte» di Gaia Rayneri
La responsabilità dell’autore: Nicola Lagioia (da Nazione Indiana)
Intervista a Evelina Santangelo (webzine: Sul Romanzo)
Intervista inedita di Fabrizio De Andrè
T.R.S.T me! (Trieste vista dalla Luna) di Azra Nuhefendic (da Nazione Indiana)
NON TOCCARE IL MIO AMICO. Manifesto contro il razzismo in Italia.
«Palermo, quando la vita è un Gratta & Vinci» di Evelina Santagelo (il Fatto Quotidiano, sabato 27/02/2010)
Altri articoli su Mafia a Milano (da Nazione Indiana)
Nella bocca di Milano di Giuseppe Catozzella (da Nazione Indiana)
La responsabilità dell’autore: Michela Murgia (dall'inchiesta di Nazione Indiana)
«I meridionali sono meno intelligenti» da «il Corriere della Sera.it» (16 febbraio 2010)
«Lo scrittore solo» di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - sabato 13 febbraio 2010)
È morto J. D. Salinger... di cui non restano immagini recenti... a uso della stampa, almeno... ma ci restano intatti nella loro forza i suoi racconti e romanzi.
Gianni Lannes: libertà di stampa, navi dei veleni e... «leggerezze» o «distrazioni» di Stato
«Ascoltando “Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schoenberg», di Orsola Puecher (da Nazione Indiana)
«Morire nel deserto» di Fabrizio Gatti (da L'espresso)
«Terroni parassiti. Odio e identità di Radio Padania» di Evelina Santangelo (Il Fatto Quotidiano, sabato 23 gennaio 2010)
«Pubblicare per Berlusconi?» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
Ipocrisie e pregiudizi leghisti... conditi di somma arroganza e ignoranza crassa e... potere politico.
«Vite maledette»... vite da Insân... Uomini.
Rosarno: parlano gli stranieri, e sono parole che dovrebbero solo farci provare vergognare...
Rosarno e la rivolta degli schiavi: due pezzi pubblicati su NI degni di nota. Autori degli articoli: Marco Rovelli e di Biagio Simonetta
Kids On Rainbows... a tutti!
Orrore... in Iran...
Roma, Camera dei Deputati 3 gennaio 1925 (perché oggi è davvero tutto diverso, ma le parole non sono vergini)
«Siamo tutti feriti» di Evelina Santangelo
Rivoluzione verde. Ayatollah Kamenei: «gli oppositori sono cme la schiuma sull'acqua. Quello che rimane è il sistema. L'opposizione sarà eliminata»
Una delle venti capitali mondiali dei veleni: Linfen (Cina)... «la città morta» abitata dagli «spettri del mondo»
12.12.1969 Strage di Piazza Fontana - 12.12.2009 La giustizia non abita qui...
Scala - Carmen backstage
Io sto con i magistrati (Evelina Santangelo)
Firma anche tu l'appello di Roberto Saviano contro il cosiddetto «processo breve» sul sito di La Repubblica.it
da Wikipedia: La Banca Rasini (Berlusconi, Andreotti, Sindona, Calvi, Provenzano, Riina, Magano...)
«Berlusconiani ma compagni. A Einaudi la lotta continua» di Francesco Borgonovo (Libero 1-12-2009)
Alberto Asor Rosa: «Perché si spara su Einaudi» La Repubblica (30-11-2009)
«Letteratura come filosofia naturale» di Marco Belpoliti (da La Stampa)
«Il coro degli aspiranti scrittori, intellettuali, scrittori-intellettuali del nostro tempo... » (di Evelina Santangelo)
No-B Day
Walter Siti «Troppi paradisi» (2006).
«Coccodrillo amoroso. Ricordo di Alda Merini a pochi giorni dalla morte» di Marco Simonelli (Nazione Indiana)
«Noi sappiamo. Sono anni che sappiamo» di Barbara Spinelli
Primarie Pd: chiunque vinca...
«Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)» di Marco Rovelli (Nazione Indiana)
L’emergenza estetica nell’Italia maschilista di Maria Laura Rodotà (Corriere della Sera - 14 ottobre)
«Dialogo con Giorgio Vasta» di Alessandro Garigliano
Dopo la candidatura di Palermo alle Olimpiadi 2020...
Il pedinamento del giudice Mesiano... un tipo da tenere sotto stretta sorveglianza... come chiunque di noi... (verrebbe da dire, vista la natura delle stranezze che gli vengono contestate)
Il Fatto Quotidiano - venerdì 16 ottobre: un bell'articolo di Barbara Spinelli sulla cultura dell'anti-stato.
Il re di «Pointlandia, «Esso»... lancia la sua rivoluzione...
«È l’animale, questo, che non c’è» di Orsola Puecher (Nazione Indiana)
Pensiero eversivo... in tempi di «crisi».
«L’epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa Appunti sui tre saggi di Wu Ming 1 contenuti in New Italian Epic» di Tiziano Scarpa
Scorte negate.... Un articolo pubblicato su Agoravox. Autore: Sergio Bagnoli
«Baarìa (ovvero, il tempo dei sorvolatori)» di Evelina Santangelo (Nazione Indiana)
Mario Cervi e la sua «stanza» del manganello, nel Giornale diretto da Feltri
Negrita: Il libro in una mano, la bomba nell'altra
«La rivolta delle figlie» di Renzo Guolo (la Repubblica, giovedì 17 settembre 2009)
«Miraggi (ovvero, contrappunti ironici) di Sicilia» di Evelina Santangelo
LEGA LADRONA: a Renzo Bossi (figlio del senatùr Umberto Bossi) incarico da 12.000 euro al mese
«Frontiere erranti della letteratura» di Gianni Celati (Alias, 12 settembre 2009)
«VIDEOCRACY o del fascismo estetico» di Andrea inglese (da «Nazione Indiana»)
Berlusconi, presidente di turno al Parlamento Europeo (2003): «i turisti della politica...». Una pagina che ancora umilia.
E ora querelaci tutti (reazione - NI)
«Il salto di qualità...» di Evelina Santangelo
«La spaventosa ipnosi in cui sembra caduto il nostro paese» di Evelina Santangelo (pubblicato in NI)
Non si tratta solo di «sbavagliarsi»... Si tratta di uscire da questa sorta di spaventosa ipnosi in cui sembra caduto (o ricaduto) il nostro paese.
«Fatima e il Brembo» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
«Una gabbia per Calderoli» (di Maria Novella Oppo); «Calabria, Acquaformosa si deleghizza» (di Enrico Fierro)
Hamid Ziarati (scrittore iraniano, autore de' «Il meccanico delle rose»): «Lo slogan più bello in Iran: Dio è con noi, oscurate anche Lui!»
Roberto Saviano: «Perché Pecorella infanga don Peppe Diana?»
UN NASTRO VERDE AL POLSO. Appello dello scrittore Hamid Ziarati per la causa iraniana
25 luglio 2009, Roma: Global Day of Action - giornata di solidarietà per il popolo iraniano
Memorie eversive in tempi di ronde... Leggete «Quando i clandestini eravamo noi» di Aldo Maturo (Agoravox)
«Quando i cladestini eravamo noi» di Aldo Maturo
Message to the Young People of Iran by Bernard-Henri Lévy
«I ragazzi di Teheran...» di Evelina Santangelo
L'onda verde... Se il mondo ci chiama...
«Stazione Cumana di Montesanto... Come muore ognuno di noi», di Evelina Santangelo
Firmiamo l'appello di Repubblica contro la legge-bavaglio
«Teoremi... Riflessioni a margine dell’articolo di Carla Benedetti» Evelina Santangelo
«Scurati, una teoria per ogni stagione», di Carla Benedetti
Il nuovo sentimento che serve alla Sicilia. La città e la mafia (La Repubblica-Palermo, 2 giugno 2009)
Marco Belpoliti «Senza Vergogna». Intervento letto a Officina Italia
23 maggio 1992. Per non dimenticare...
Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa (di Elysa Fazzino)
La libertà su Internet è in serio pericolo ! (di Salvo Fundarotto)
La Corte costituzionale cambia la legge 40, insorgono i cattolici
«Se qualcosa è accaduto... (incontro con i ragazzi del Malaspina)» di Evelina Santangelo
«Attacco frontale allo spirito e ai fondamenti della nostra nazione. Esiste più la nostra nazione?» di Evelina Santangelo
Italia: a rischio la ibertà di stampa. Global Press Freedom 2009.
Il grande inganno del dopo terremoto (Da Il Messaggero.it - 3 maggio 2009)
Stand by me (di Jack Nitzsche)
«Se ogni gesto ha un peso e un valore che dipendono dai gesti precedenti... Memorandum dei 25 aprile del premier Berlusconi» di Evelina Santangelo
Prove di «equilibrismo»
«Ma io per il terremoto non do un euro» di Giacomo Di Girolamo (in www.marsala.it)
Kandahar: uccisa l'attivista per i diritti delle donne Sitara Achikzai.
Ray Bradbury «Fahrenheit 451»
Il treno del desiderio (foto inviata da Sabah Benziadi)
Vincenzo Pirrotta mette in scena «Terra matta».
«We will not go down» (Song for Gaza) by Michael Heart
«Stranieri... (alcune riflessioni che stanno alla base dell'idea di «straniero» in «Senzaterra»)» di Evelina Santangelo
«Vi racconto come una Senzaterra vive il suo rapporto con la Terramadre»
La lettera di Oscar Wilde recitata da Roberto Benigni
«Se non ora, quando...» di Evelina Santangelo
Nel 40° anniversario della morte di Jan Palach
In ricordo dell'amico fragile...
Forse sarebbe il caso di ricominciare tutto da qui...
Quel che vorrei augurare ai miei corregionali... e ai miei connazionali
L'Italia s-paesata... (una voce s-paesata)
Quando i lettori ti danno la sensazione di aver scritto proprio il libro che desideravi scrivere... (una lettera di Maria Adele Cipolla)
Torniamo un po' a pensare
Un gesto di civilità - di Roberto Casati (ricercatore del CNRS, vive a Parigi dove lavora al CREA - Centre de Recherche en Epistémologie Appliquée)
"Polar Express", destinazione: l'incubo
Alcune riflessioni sul romanzo "La lucertola color smeraldo" di Ambra Carta (università degli Studi di Palermo. Facoltà di Lettere e Filosofia)
Incontro con i ragazzi della Scuola media Di Vittorio allo Sperone
Riflessioni
La responsabilità dell’autore: Nicola Lagioia (da Nazione Indiana)

0Da Nazione Indiana

[Dopo gli interventi di Helena Janeczek e Andrea Inglese, abbiamo pensato di mettere a punto un questionario composto di 10 domande, e di mandarlo a un certo numero di autori, critici e addetti al mestiere. Dopo Erri De Luca, Luigi Bernardi, Michela Murgia, Giulio Mozzi, Emanule Trevi, Ferruccio Parazzoli, Claudio Piersanti, Franco Cordelli, Gherardo Bortolotti, Dario Voltolini, Tommaso Pincio, Alberto Abruzzese, ecco le risposte di Nicola Lagioia]

 

Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici che denunciano la totale mancanza di vitalità del romanzo e della poesia nell’Italia contemporanea?

Negli ultimi quindici-venti anni c’è stata grande vitalità nella letteratura italiana, il che non implica necessariamente l’eccellenza. Ci sono però stati tentativi (più o meno riusciti, o eroicamente falliti) di scrivere grandi opere, il che dimostra che alcuni di noi credono ancora nella postumità.
A questo punto mi domando chi sono i critici che parlano di “totale mancanza di vitalità”. A chi ci riferiamo, di preciso? Agli impiegati delle rubriche librarie il cui massimo contributo alle patrie lettere si riduce a quattro righine in croce sui supplementi pubblicitari dei quotidiani? Ma quelli con la critica letteraria non hanno più nulla a che fare, il loro mestiere e la loro vita stanno già tutti nella Ballata delle madri di Pasolini. Se al contrario si tratta dei critici che hanno messo davvero la propria vita al servizio della nostra crescita culturale, sono disposto a discutere, e tanto meglio se abbiamo opinioni divergenti. Tuttavia vorrei ricordare che non fu un meteorite caduto dalle parti di Fiesole a generare il Rinascimento, e dunque un intellettuale attivo in ambito letterario – critico o scrittore o editore – che si lamenti dello stato della nostra letteratura non può non allungare mezzo calcagno fino al banco degli imputati, magari anche per uscirne assolto: che cosa ha fatto, lui o lei, per migliorare lo stato delle cose?

 

Ti sembra che la tendenza verso un’industrializzazione crescente dell’editoria freni in qualche modo l’apparizione di opere di qualità?

Non mi sembra che la crescente industrializzazione dell’editoria europea abbia impedito, nell’ultimo quindicennio, allo spagnolo d’adozione Roberto Bolaño di scrivere I detective selvaggi e 2666, né a W.G. Sebald di licenziare Austerlitz, né che il liberismo selvaggio capace di condurre gli Stati Uniti nel gorgo della crisi abbia sabotato la qualità delle migliori opere di Don DeLillo o David Foster Wallace. Perdonate la pedanteria degli esempi, ma in un paese controriformato senza Riforma com’è l’Italia, preferisco sempre l’etica dei risultati a quella delle intenzioni. E comunque… so che può sembrare incredibile, ma i veri scrittori possiedono (pressoché intatta) questa capacità di sacrificare tutto alla stesura di un’opera, e sono disposti a stare anni sul libro che hanno deciso di scrivere, riducendo all’osso i propri bisogni, rinunciando a ben più sbrigative fonti di guadagno e di visibilità. Magari, ci scappa anche un grande libro.
Se poi la domanda è: la crescente industrializzazione dell’editoria moltiplica la scrittura e la pubblicazione di libri di merda? peggiora il nostro clima culturale? rende meno gratificante e spesso infrequentabile il mondo intellettuale? La mia risposta è: tre volte sì!

 

Ti sembra che le pagine culturali dei quotidiani e dei settimanali rispecchino in modo soddisfacente lo stato della nostra letteratura (prosa e poesia), e quali critiche faresti?

Ogni tanto sulle pagine culturali dei quotidiani compaiono pezzi bellissimi, ma si capisce che sono foglie di fico. La media infatti è sconfortante, il che risulta dimostrabile con un elementare procedimento matematico: fate il rapporto tra ciò che conquista visibilità sui grandi organi di informazione e ciò che veramente conta a livello qualitativo. Troverete trenta Fabio Volo per ogni Andrea Zanzotto. La parola d’ordine è: popolarità&pubblicità prima di tutto. Poi, con ciò che sfugge alla rete di questa logica, si riesce a fare di tanto in tanto anche cultura.
La colpa è tuttavia anche nostra quando sui giornali scriviamo articoli inutilmente noiosi, in cui non ci mettiamo mai davvero in gioco, non ci appassioniamo, e soprattutto quando utilizziamo le pagine di un giornale non a beneficio del nostro lettore ideale ma come pretesto per veicolare messaggi incrociati tra addetti ai lavori. Ma per quello basterebbe affidarsi alle mail collettive, no?

 

Ti sembra che la maggior parte delle case editrici italiane facciano un buon lavoro in rapporto alla ricerca di nuovi autori di buon livello e alla promozione a lungo termine di autori e testi di qualità (prosa e/o poesia)?

Il mio eroe rimane Robert Denöel, il quale, quando si ritrovò tra le mani il brogliaccio di Viaggio al termine della notte, contrasse debiti e si dannò l’anima per dare al libro dello sconosciuto dottor Destouches il risalto che meritava. Non mi sembra che il mondo editoriale trabocchi di persone del genere. Però, si sa, il sogno proibito di ogni scrittore è trovarsi davanti un editore che – per pubblicare l’opera al meglio – rischi e si metta in gioco almeno la metà di quanto ha fatto lui per scriverla. Capisco però che forse è un sogno illegittimo.
Detto questo, l’editoria italiana è in certi ambiti perfino superiore a quella di paesi più culturalmente sviluppati del nostro, ed è insieme generosa e cialtronesca. Da una parte, rappresentiamo il perfetto punto di fusione tra illuminato cosmolitismo e esterofilia: il ventidue/ventitré per cento dei libri che pubblichiamo è tradotto da altre lingue, e quando l’Accademia di Svezia ha lamentato il provincialismo degli scrittori statunitensi avrebbe fatto meglio a puntare il dito contro l’editoria di quel paese (i cui titoli tradotti non superano il 3 per cento). Questo è un nostro punto d’onore. Vengono pubblicati libri di grande qualità, indipendentemente dalla loro vendibilità. Molti vengono pubblicati in perdita. Sull’altro lato della medaglia sta il fatto che le case editrici italiane pubblicano anche un sacco di puttanate, e non così di rado si dannano per promuovere queste ultime, vale a dire opere che gli stessi editor, e gli stessi uffici stampa (spesso anche abbastanza sensibili e colti), considerano di mediocre fattura ma di buona spendibilità. È questo, temo, il vero peccato capitale della nostra editoria. Inutile fare esempi, è sotto gli occhi di tutti.


Credi che il web abbia mutato le modalità di diffusione e di fruizione della nostra letteratura (narrativa e/o poesia) contemporanea? E se sì, in che modo?

Il web, per ora, ha fatto molto bene al dibattito letterario. Con eccessi, attacchi di narcisismo e di megalomania, esibizione delle proprie frustrazioni personali (ma ahimè, soprattutto professionali) in forma di invettiva, risse insensate, è vero, ma il bilancio per adesso mi sembra più che positivo. Prendiamo un’inchiesta come quella che si sta facendo qui: fosse anche solo per motivi di spazio, sarebbe difficile ritrovarla su un grande quotidiano nazionale.

 

Pensi che la letteratura, o alcune sue componenti, andrebbero sostenute in qualche modo, e in caso affermativo, in quali forme?

Non ne ho idea. Forse sbaglio, mi sono talmente abituato a lavorare dando per scontata l’assenza di sostegni che non ci penso neanche più. Forse, più che gli scrittori, si dovrebbe sostenere un patrimonio come quello delle librerie indipendenti, che rischiano di venire schiacciate dalle grandi catene.

 

Nella oggettiva e evidente crisi della nostra democrazia (pervasivo controllo politico sui media e sostanziale impunità giuridica di chi detiene il potere, crescenti xenofobia e razzismo …), che ha una risonanza sempre maggiore all’estero, ti sembra che gli scrittori italiani abbiano modo di dire la loro, o abbiano comunque un qualche peso?

Il peso, il vero ruolo che svolge la letteratura in ambito politico e sociale, si misura sulla lunga, a volte sulla lunghissima distanza. Credo che il libro più letto e discusso negli ultimi anni in Italia sia Gomorra di Roberto Saviano. Sarebbe un errore però pretendere di saggiarne l’effetto sull’hic et nunc. Proprio mentre infatti di Gomorra (del libro e del film) parlavano tutti, ci sono state in Italia le ultime elezioni politiche. Durante la campagna elettorale, il co-fondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, alla presenza solidale del presidente dello stesso partito, Silvio Berlusconi, ha dichiarato pubblicamente: “Vittorio Mangano è un eroe”. Il che, non ha impedito agli italiani di votarli.
Che cosa voglio dire? Che ci sono più cose tra cielo e terra di quante ne contenga la filosofia degli Orazi di turno. L’età d’oro della cultura tedesca non ha impedito l’ascesa del Terzo Reich. Ma senza quella cultura non sarebbe stato possibile, dopo la Guerra, il vittorioso (e salvifico) rovesciamento della sentenza “dopo Auschwitz non è più possibile la poesia” che l’opera poetica di Paul Celan rese ad esempio possibile. Se dopo un conflitto mondiale in cui i “buoni” hanno vinto sganciando due bombe atomiche non siamo diventati dei totali mostri, è anche per merito di scrittori come Celan.


Nella suddetta evidente crisi della nostra democrazia, ti sembra che gli scrittori abbiano delle responsabilità, vale a dire che avrebbero potuto o potrebbero esporsi maggiormente e in quali forme?

La più importante responsabilità di uno scrittore è scrivere buoni se non ottimi se non eccellenti se non immortali libri. Se poi passiamo dalla parola alla prassi, allora all’intervento sono chiamati tutti, mica solo gli scrittori. Per rimanere alla pagina scritta, credo che un buon libro sia sempre, di per sé, contro il potere, perché usa necessariamente, per sua natura, un linguaggio antitetico rispetto a quello dominante, che oggi per intenderci è il linguaggio pubblicitario, inteso ovviamente in senso lato (il linguaggio politico è quasi sempre pubblicitario, spesso lo è anche quello giornalistico, certe volte lo è quello informale nelle chiacchiere tra intellettuali, nei casi più penosi si infila anche nel privato delle case e nelle camere da letto). È per questo che ritengo che tutta l’opera televisiva di uno come Antonio Ricci sia una fedele espressione del fascismo del mondo dei consumi: usa lo stesso linguaggio. E chi se ne frega se lo fa per criticare Berlusconi o Brunetta: se usi la stessa lingua del tuo nemico dichiarato, sei già lui.

 

Reputi che ci sia una separazione tra mondo della cultura e mondo politico e, in caso affermativo, pensi che abbia dei precisi effetti?

Il mondo della cultura è sempre più simile, nel suo funzionamento, a quello politico. Cambia la posta in gioco, d’accordo. Però, davvero, la situazione mi crea disagio e malessere, tanto più quando ne divento complice. Sempre più spesso, nelle chiacchiere tra scrittori, critici, giornalisti culturali, funzionari e collaboratori di case editrici, le questioni di carriera e bassa cucina di potere occupano maggiore spazio di quelle più eminentemente letterarie o creative o artistiche o esistenziali o filosofiche o civiche o politiche nel senso più nobile del termine (quante copie ha venduto il tuo libro? hai visto chi è diventato direttore editoriale della casa editrice x o caposervizio cultura del quotidiano y? come pensi di muoverti per quel premio letterario?). E tanto più queste chiacchiere sono o sembrano informali, tanto più il potere invade il loro centro. Persino il cazzo e la fica – da sempre ultimo rifugio delle chiacchiere informali – sono stati estromessi dalle nostre confidenze a beneficio del discorso sul potere e la carriera. È un’atmosfera penosa, connessa credo al processo di industrializzazione di cui si diceva prima, che contagia quasi tutti (direi che addirittura contagia tutti a turno, facendo leva sulle nostre debolezze), e che umilia e fa soffrire chiunque, uomini di successo o meno. Forse, per una semplice questione di sopravvivenza spirituale, etica ed emotiva, disertare a un certo punto diventerà un dovere. Spero ovviamente in un’inversione di tendenza. Ma dipende da noi, non da Berlusconi o Gian Arturo Ferrari.

 

Ti sembra opportuno che uno scrittore con convincimenti democratici collabori alle pagine culturali di quotidiani quali «Libero» e «il Giornale», caratterizzati da stili giornalistici non consoni a un paese democratico (marcata faziosità dell’informazione, servilismo nei confronti di chi detiene il potere, prese di posizione xenofobe, razziste e omofobe…), e che appoggiano apertamente politiche che portano a un oggettivo deterioramento della democrazia?

Provo un’istintiva repulsione per un quotidiano che, il giorno dopo la morte di Carlo Giuliani, titola in prima pagina “Così il popolo di Seattle ha ottenuto il suo martire”. E provo frustrazione per essere costretto a convivere con chi ritiene che agisca in buona fede un uomo come Vittorio Feltri, il quale, senza mai prendersi la briga di condividere coi suoi lettori le ragioni di un simile rovesciamento, è passato dalla santificazione della magistratura durante Mani Pulite alla sua demonizzazione una stagione dopo.
Non vorrei però che «Libero» e «Il Giornale» diventassero lo scarico di coscienza per le anime belle della sinistra. Pasolini ha veramente vissuto e pensato invano se non provassi la stessa istintiva repulsione per il linguaggio para-pubblicitario che trovo su molti quotidiani di centro e di sinistra. E se pensiamo che il fascismo del linguaggio della società dei consumi (di cui gli organi di informazione di sinistra sono pieni zeppi quanto quelli di destra) sia meno dannoso del fascismo di Berlusconi, allora a mio parere non abbiamo capito molto del tempo in cui stiamo vivendo. Ovviamente – visto che gli italiani sono stati così mediocri da non saper fare da sé – io spero che Berlusconi, per il bene della collettività, sia colpito dalla più incruenta delle malattie invalidanti il tempo necessario per essere spazzato via dall’agone politico. Ma non posso augurare di meno a D’Alema e a Prodi, i quali (fino a pubbliche e umili nonché motivate scuse che credo non arriveranno mai) io considero né più né meno che traditori della patria, visto che, al governo più di una volta negli ultimi 15 anni, non si sono gettati tra le fiamme pur di fare la legge sul conflitto d’interessi. Però, ripeto, questi eventuali fulmini dal cielo non renderebbero giustizia al popolo italiano, di cui facciamo parte tutti, e che si è scelto (molto tempo prima di depositare il proprio voto nelle urne) l’attuale classe dirigente.
Infine, sempre per rimanere ai giornali di sinistra: cosa dire di chi sulla carta si fregia di difendere i diritti dei lavoratori e poi non paga i propri collaboratori senza tra l’altro avvisarli che il loro lavoro sarà privo di corrispettivo, anzi assicurandogli il contrario? Per me questa è una cosa vergognosa e gravissima.
Il compito degli intellettuali, in un contesto del genere, è provare a riscattarsi giorno dopo giorno, attraverso ormai la microfisica dei gesti quotidiani: ogni secondo offre un banco di prova. Il problema è che però in Italia è molto invalsa la regola dell’“armiamoci e partite”. Proverò a fare un esempio che mi pare eloquente.
Pochi mesi fa, un dirigente di un grosso gruppo editoriale mi ha chiesto: “ma perché, tu che disprezzi Berlusconi, hai pubblicato i tuoi due ultimi romanzi con Einaudi?”
A questa legittima domanda, ho risposto quanto segue: a) il 90% degli autori che pubblicano per Einaudi sono antiberlusconiani. Se tutti decidessero di cambiare casa editrice, verrebbe distrutto un importante patrimonio culturale del nostro paese destinato altrimenti a sopravvivere all’attuale presidente del consiglio, il cui decesso fisico avverrà sicuramente entro un lasso di tempo inferiore rispetto a quello che colma la misura tra il giorno di fondazione dell’Einaudi e la primavera del 2010; b) in qualità di scrittore, scrivere un buon romanzo, cercare di scriverne uno ottimo, è uno dei migliori atti antitetici al potere che io mi sento in grado di fare – poco o tanto che questo significhi e valga – e, per ciò che riguarda gli ultimi due libri, l’Einaudi mi è sembrata la casa editrice (tra quelle che hanno mostrato di interessarsi al mio lavoro) che poteva supportarmi meglio.
È il mio pensiero, è ovviamente opinabile, può essere sbagliato. Ma visto che secondo il mio (antiberlusconiano) interlocutore le cose stavano in modo diverso, mi è sorta più che istintiva la domanda: “ma scusa: tu lavori in un grosso gruppo editoriale, e la vendita di un mio romanzo è un granello nella spiaggia rispetto al fatturato che fate girare voi. Di conseguenza: perché non ti batti all’interno del tuo gruppo editoriale affinché i vostri libri cessino di essere venduti nelle librerie della Mondadori?”
Sto ancora aspettando una risposta. La mia impressione è che siamo talmente occupati da ciò che secondo noi dovrebbero fare gli altri da arrivare a dimenticarci di noi stessi. Il che, temo, dimostra che sotto sotto ci consideriamo meno di niente. Così, per concludere, mi piacerebbe che la nostra autostima crescesse quel tanto che basta per far sì che tutti ci sentissimo chiamati in causa.

 

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