Evelina Santangelo
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Riflessioni
#FestivalLetteratureMigranti 12 -16 ottobre 2016
Dopo i risultati della Classifica di Qualità sui libri usciti nel 2015 realizzata dall'inserto «la lettura» del «Corriere della sera», UNA PROPOSTA FRUTTUOSA, SPERO...
SCRIVERE - La grammatica dell'immaginazione
Quattro scrittori creano per «Repubblica» una storia ambientata in Sicilia per una stagione («La repubblica», giovedì, 1 ottobre 2015)
La Tonnara è di tutti. Su storia e bellezza non c'è il copyright (la Repubblica - Palermo, venerdì 14 agosto 2015)
Ecatombe nel Mediterraneo... ecatombe nel Mediterraneo...
Tra le pagine più belle del «Tamburo di latta» di Günter Grass
Per ricordare esattamente cosa accadde alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 (2001).
Accade in Sicilia... come potrebbe accadere solo in Sicilia
COSA FARE. COME FARE Iolanda Romano (Chiareletere)
Scrivo dunque sono (Evelina Santangelo)
Trittico Andreotti
Un tratto dello spirito nazionale: Fingere di non sapere… Ovvero dell'ingenuità e del candore del senatore Andreotti (e non solo)
Chiusa nella mia stanza in un'abissale solitudine («il Fatto Quotidiano» 10/12/2012
A Terramatta; di Costanza Quatriglio l'Efebo d'argento 2012
IL PROFILO DEL POTERE IN ITALIA - DATI EURISPES 2012
L'ultima bicicletta di Evelina Santangelo su «Doppiozero» (6 novembre 2012)
Perché il processo (Pier Paolo Pasolini «Corriere della Sera» 28 settembre 1975)
Se una città sa riconoscere i suoi narratori (La Repubblica - Palermo 14/09/2012)
STORIE PARALLELE DAI QUARTIERI DI PALERMO
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
Studio 2 - TRM
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
Workshop sul self-publishing
Sandro Bonvissuto «Dentro», Einaudi
Quello che, tra le altre cose, mi ha insegnato mio padre.
Palermo. Ci si continua a dilaniare «a sinistra»...
Booksweb tv
Roberto Andò ed Evelina Santangelo dialogano su Palermo. Due scrittori, una città in crisi. «Tra le rovine segni di vita»
Delirio elettorale...
PRESENTAZIONE «COSE DA PAZZI» ALLA VICARIA.
Una sedia per il Teatro Garibaldi Aperto
Ricordando Primo Levi
Palermo mai vista (da «Grazia» 9/4/2012)
UNA CITTÅ DA ROMANZO (intervista di Salvatore Ferlita a Evelina Santangelo)
Massimo Maugeri: intervista a Evelina Santangelo.
Il 3 aprile in libreria
Una riflessione su TQ dal sito di Michela Murgia
È morta Agota Kristof...
Ma è decrescita o trionfo del bestseller?
Su “Elisabeth” di Gilda Policastro
Tutti arancioni per mandare a casa questo governo
Voto alla Camera sul fine vita... 278 sì, 205 no, 7 astenuti
APPELLO ARANCIONE lanciato da Roberto Vecchioni, Daria Colombo e altri cento firmatari.
Sono libera di dire: ora devono pagare (da «il Fatto Quotidiano» domenica 10 luglio 2011)
IL POPOLO NON DEVE AVERE PAURA DEI GOVERNI
I blog italiani più seguiti - Classifica giugno 2011
L’anima, nel concreto... (Goffredo Fofi incontra Alice Rohrwacher)
La Generazione TQ e il verduraio di Havel
Vita della albero L'
Scrivono in tanti, sulla soppressione a Marsala del Festival "A Chiare Lettere"
Referendum 12-13 giugno: DIAMO UN SEGNALE CIVILE FORTE E SONORO.
Protestano i detenuti all'Ucciardone di Palermo. Da giorni. Nessuno se ne accorge.
Né apatica indifferenza né invettive ingiuriose né narcisismi ombelicali. Dovere di critica.
Il Dio impassibile di Malick (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 1 giugno 2011)
Il vento del nord, il vento del sud...
Ricominciamo da qui
APPELLO AI MILANESI
Intelligenza e umanità - Un pensiero prima di partire pe il salone del libro di Torino.
Cosa importa alla Nato? certo non le vite umane...
Questo referendum è una battaglia civile!!! In rai non se ne deve parlare. Ecco la lettera ai cittadini di Mariachiara Alberton
In questa Pasqua...
Le nostre comuni sorti repubblicane e democratiche
Asor Rosa: Non c'è più tempo.
Chi c'è dietro la morte di Vittorio Arrigoni? Perché è morto Vittorio Arrigoni?
In questo giorno di lutto...
Il cappio è chiuso...
Ma se un governo...
Pace a responsabilità limitata
Mio figlio cieco senza Giochi. Colpa della Gelmini (da «il Fatto Quotidiano», 22 marzo 2011)
Io ce l'ho...
In guerra contro Gheddafi
Non sempre si riesce ad essere lucidi...
«L’Italia senza inconscio. E senza desideri» di Massimo Recalcati
8 marzo 2011...
L’uomo dei segreti tra tangentopoli, santi e Santanchè (da «il Fatto Quotidiano» del 5 marzo 2011)
L'8 MARZO 2011 A PALERMO
La scuola, a casa mia
Il paese dei burattini e dei balocchi...
Oggi, a Oslo, è morto un nostro «antico» poeta.
«Accade a Palermo, la mia città» (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 23 febbraio 2011)
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari...
Caro Maroni, ecco che succede appaltando gli immigrati alle dittature
Teledurru. Lettera aperta di Fulvio Abbate a Nichi Vendola
Piccola riflessione marginali su certi disguidi con la stampa.
Perché sarò in piazza («il Fatto Quotidiano - giovedì 10 febbraio 2011)
Jennifer, che ha perso tutto, persino la traccia esile di un nome... nella mia città.
Aasma, la più coraggiosa ( «il Fatto Quotidiano» - 8 febbraio 2011)
Se non ora quando... nelle città d'Italia
Ciò che non siamo ciò che non vogliamo.
Il dissenso di Asmaa Mahfouz e il ruolo delle donne degiziane nelle proteste contro Mubarak
La conversazione globale al tempo dei citizen media: Global Voices Online
RUBY: SANTORO-TRAVAGLIO-SPINELLI, AVANTI PER LEGITTIMA DIFESA
Preghiera ai naviganti (da «il Fatto Quotidiano - sabato 29 gennaio 2011)
Scrittori e Battisti. La censura non è mai una buona idea (da «il Fatto Quotidiano - mercoledì 26 gennaio 2011)
Tutti contro la censura degli autori "pro-battisti" (Simonetta Fiori)
Una firma per Jafar Panahi
Libertà e giustizia sociale...
Vi prego, non «rivoltiamoci»... nella melma.
«L'agonia del teatro italiano» si potrebbe intitolare questa analisi spietata e quest' appello accorato del baritono Alfonso Antoniozzi
Il BUONSENSO...
BATTISTI, LE VITTIME, LO STATO di Giacomo Sartori (da Nazione Indiana)
Maghreb. L'umanità che brucia...
Rodotà: l’Italia laboratorio di totalitarismo (El Pais)
«I cento padroni di Palermo» di Pippo fava
«Scrivere è un lavoro», Josè Saramago
Che sia un buon inizio 2011 un po' dipenderà anche da ciascuno di noi...
Il metodo Marchionne & company... come importare il modello di lavoro cinese, dopo essersi sbarazzati di tutto il resto...
Un augurio, più che gli Auguri di Natale. Un controcanto di amore civile.
L’assalto ai palazzi del potere «fantasma»
Dettagli di... potere
A NATALE PUOI... UCCIDERE LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
Caro Saviano
B, Mangano e la sottomissione
Cultura fuori dalla cultura (da «il Fatto Quotidiano)
Foto di gruppo senza piazza (da «il Fatto Quotidiano»)
Omaggio al Maestro Monicelli
Matteo Renzi e il Cavaliere
«La resistenza al presente» di Chiara Valerio (L'Unità, 26 ottobre 2010)
Joubran Khalil Joubran (traduzione del narratore iracheno Yousif Latif Jaralla)
Nichi Vendola: Elogio della bellezza.
Rizzoli e il romanzo dedicato all'epica dei giovani di Casa Pound...
LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
«Cosa c’è di europeo nella letteratura europea?» (da Nazione Indiana)
Pasolini e gli Italiani
piccole patrie, distretti economici (da Nazione Indiana)
Sarah, un orrore domestico
Perché l’intellettuale ha perso l’aura? (da Europa - 5 ottobre 2010)
Perché abbiamo scelto di fare i libri delle Murene (Nazione Indiana)
Le recensioni delle scrittrici secondo lo scrittore Ottavio Cappellani...
Incredibili scuse a Dell'Utri («il Fatto quotidiano», martedì, 20 luglio 2010)
Bossi, il dottor «ce l’ho duro» (da «il Fatto Quotidiano» - martedì 10 agosto 2010)
Oro nero, ultimo nemico dell'Amazzonia («il Fatto Quotidiano» - giovedì 5 agosto 2010)
Mondadori, il coraggio di parlare (da "il Fatto Quotidiano" - mercoledì 1 settembre 2010)
Dopo dieci anni di collaborazione con la casa editrice Einaudi, dichiaro che io oggi più che mai non me ne vado.
«L'Eguaglianza uccisa dal Progresso» di Marco Revelli
«Così muore una Mamma Coraggio» di Paolo Sapegno
Pietro Mirabelli è morto, in miniera
Negato l'uso delle intercettazioni a carico di Cosentino. Il lutto della giustizia e la nostra vergogna.
A PROPOSITO DEI RISULTATI DEI TEST INVALSI. NORD, SUD E STRANIERI di Fiorella Farinelli
«Il senso di Vespa per le tette» («il Fatto Quotidiano», 7 settembre 2010)
DITE A TUTTO IL MONDO CHE HO PAURA DI MORIRE
Lavoro: Fantozzi era un dilettante («il Fatto Quotidiano», venerdì 16 luglio 2010)
Articolo 21 della Costituzione Italiana Riformata in base al diritto inalienabile alla «distrazione di Stato»
Cari lettori, gli scrittori Einaudi firmatari di questa lettera...
Addaura, nuova verità sull'attentato a Falcone (di Attilio Bolzoni - La Repubblica)
Siete tutti invitati alla: FESTA DI NAZIONE INDIANA (nel Castello Malaspina di Fosdinovo in Lunigiana)
Gianni Biondillo racconta Nazione Indiana: « a fine maggio siete tutti invitati alla nostra festa»
VISIONI D'ITALIA / MARSALA «Il porto e il vino, due leggende divorate dal tempo. Dei monumenti restano un piedistallo e qualche pilastro imbrattato. Marsala assassinato dalle vendemmie verdi » di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
La responsabilità dell’autore: Biagio Cepollaro (da Nazione Indiana)
IL SILENZIO COMPLICE di Evelina Santangelo (Pubblicato su Nazione Indiana)
SCIASCIA, IERI, OGGI E DOMANI di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - giovedì 25 marzo 2010)
La responsabilità dell’autore: Marcello Fois (Da Nazione Indiana)
Antonio Albanese: le sette parole chiave...
«Faccette verdi, tifoseria e cinepanettoni. Metafore elettorali per il Piemonte» di Gaia Rayneri
La responsabilità dell’autore: Nicola Lagioia (da Nazione Indiana)
Intervista a Evelina Santangelo (webzine: Sul Romanzo)
Intervista inedita di Fabrizio De Andrè
T.R.S.T me! (Trieste vista dalla Luna) di Azra Nuhefendic (da Nazione Indiana)
NON TOCCARE IL MIO AMICO. Manifesto contro il razzismo in Italia.
«Palermo, quando la vita è un Gratta & Vinci» di Evelina Santagelo (il Fatto Quotidiano, sabato 27/02/2010)
Altri articoli su Mafia a Milano (da Nazione Indiana)
Nella bocca di Milano di Giuseppe Catozzella (da Nazione Indiana)
La responsabilità dell’autore: Michela Murgia (dall'inchiesta di Nazione Indiana)
«I meridionali sono meno intelligenti» da «il Corriere della Sera.it» (16 febbraio 2010)
«Lo scrittore solo» di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - sabato 13 febbraio 2010)
È morto J. D. Salinger... di cui non restano immagini recenti... a uso della stampa, almeno... ma ci restano intatti nella loro forza i suoi racconti e romanzi.
Gianni Lannes: libertà di stampa, navi dei veleni e... «leggerezze» o «distrazioni» di Stato
«Ascoltando “Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schoenberg», di Orsola Puecher (da Nazione Indiana)
«Morire nel deserto» di Fabrizio Gatti (da L'espresso)
«Terroni parassiti. Odio e identità di Radio Padania» di Evelina Santangelo (Il Fatto Quotidiano, sabato 23 gennaio 2010)
«Pubblicare per Berlusconi?» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
Ipocrisie e pregiudizi leghisti... conditi di somma arroganza e ignoranza crassa e... potere politico.
«Vite maledette»... vite da Insân... Uomini.
Rosarno: parlano gli stranieri, e sono parole che dovrebbero solo farci provare vergognare...
Rosarno e la rivolta degli schiavi: due pezzi pubblicati su NI degni di nota. Autori degli articoli: Marco Rovelli e di Biagio Simonetta
Kids On Rainbows... a tutti!
Orrore... in Iran...
Roma, Camera dei Deputati 3 gennaio 1925 (perché oggi è davvero tutto diverso, ma le parole non sono vergini)
«Siamo tutti feriti» di Evelina Santangelo
Rivoluzione verde. Ayatollah Kamenei: «gli oppositori sono cme la schiuma sull'acqua. Quello che rimane è il sistema. L'opposizione sarà eliminata»
Una delle venti capitali mondiali dei veleni: Linfen (Cina)... «la città morta» abitata dagli «spettri del mondo»
12.12.1969 Strage di Piazza Fontana - 12.12.2009 La giustizia non abita qui...
Scala - Carmen backstage
Io sto con i magistrati (Evelina Santangelo)
Firma anche tu l'appello di Roberto Saviano contro il cosiddetto «processo breve» sul sito di La Repubblica.it
da Wikipedia: La Banca Rasini (Berlusconi, Andreotti, Sindona, Calvi, Provenzano, Riina, Magano...)
«Berlusconiani ma compagni. A Einaudi la lotta continua» di Francesco Borgonovo (Libero 1-12-2009)
Alberto Asor Rosa: «Perché si spara su Einaudi» La Repubblica (30-11-2009)
«Letteratura come filosofia naturale» di Marco Belpoliti (da La Stampa)
«Il coro degli aspiranti scrittori, intellettuali, scrittori-intellettuali del nostro tempo... » (di Evelina Santangelo)
No-B Day
Walter Siti «Troppi paradisi» (2006).
«Coccodrillo amoroso. Ricordo di Alda Merini a pochi giorni dalla morte» di Marco Simonelli (Nazione Indiana)
«Noi sappiamo. Sono anni che sappiamo» di Barbara Spinelli
Primarie Pd: chiunque vinca...
«Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)» di Marco Rovelli (Nazione Indiana)
L’emergenza estetica nell’Italia maschilista di Maria Laura Rodotà (Corriere della Sera - 14 ottobre)
«Dialogo con Giorgio Vasta» di Alessandro Garigliano
Dopo la candidatura di Palermo alle Olimpiadi 2020...
Il pedinamento del giudice Mesiano... un tipo da tenere sotto stretta sorveglianza... come chiunque di noi... (verrebbe da dire, vista la natura delle stranezze che gli vengono contestate)
Il Fatto Quotidiano - venerdì 16 ottobre: un bell'articolo di Barbara Spinelli sulla cultura dell'anti-stato.
Il re di «Pointlandia, «Esso»... lancia la sua rivoluzione...
«È l’animale, questo, che non c’è» di Orsola Puecher (Nazione Indiana)
Pensiero eversivo... in tempi di «crisi».
«L’epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa Appunti sui tre saggi di Wu Ming 1 contenuti in New Italian Epic» di Tiziano Scarpa
Scorte negate.... Un articolo pubblicato su Agoravox. Autore: Sergio Bagnoli
«Baarìa (ovvero, il tempo dei sorvolatori)» di Evelina Santangelo (Nazione Indiana)
Mario Cervi e la sua «stanza» del manganello, nel Giornale diretto da Feltri
Negrita: Il libro in una mano, la bomba nell'altra
«La rivolta delle figlie» di Renzo Guolo (la Repubblica, giovedì 17 settembre 2009)
«Miraggi (ovvero, contrappunti ironici) di Sicilia» di Evelina Santangelo
LEGA LADRONA: a Renzo Bossi (figlio del senatùr Umberto Bossi) incarico da 12.000 euro al mese
«Frontiere erranti della letteratura» di Gianni Celati (Alias, 12 settembre 2009)
«VIDEOCRACY o del fascismo estetico» di Andrea inglese (da «Nazione Indiana»)
Berlusconi, presidente di turno al Parlamento Europeo (2003): «i turisti della politica...». Una pagina che ancora umilia.
E ora querelaci tutti (reazione - NI)
«Il salto di qualità...» di Evelina Santangelo
«La spaventosa ipnosi in cui sembra caduto il nostro paese» di Evelina Santangelo (pubblicato in NI)
Non si tratta solo di «sbavagliarsi»... Si tratta di uscire da questa sorta di spaventosa ipnosi in cui sembra caduto (o ricaduto) il nostro paese.
«Fatima e il Brembo» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
«Una gabbia per Calderoli» (di Maria Novella Oppo); «Calabria, Acquaformosa si deleghizza» (di Enrico Fierro)
Hamid Ziarati (scrittore iraniano, autore de' «Il meccanico delle rose»): «Lo slogan più bello in Iran: Dio è con noi, oscurate anche Lui!»
Roberto Saviano: «Perché Pecorella infanga don Peppe Diana?»
UN NASTRO VERDE AL POLSO. Appello dello scrittore Hamid Ziarati per la causa iraniana
25 luglio 2009, Roma: Global Day of Action - giornata di solidarietà per il popolo iraniano
Memorie eversive in tempi di ronde... Leggete «Quando i clandestini eravamo noi» di Aldo Maturo (Agoravox)
«Quando i cladestini eravamo noi» di Aldo Maturo
Message to the Young People of Iran by Bernard-Henri Lévy
«I ragazzi di Teheran...» di Evelina Santangelo
L'onda verde... Se il mondo ci chiama...
«Stazione Cumana di Montesanto... Come muore ognuno di noi», di Evelina Santangelo
Firmiamo l'appello di Repubblica contro la legge-bavaglio
«Teoremi... Riflessioni a margine dell’articolo di Carla Benedetti» Evelina Santangelo
«Scurati, una teoria per ogni stagione», di Carla Benedetti
Il nuovo sentimento che serve alla Sicilia. La città e la mafia (La Repubblica-Palermo, 2 giugno 2009)
Marco Belpoliti «Senza Vergogna». Intervento letto a Officina Italia
23 maggio 1992. Per non dimenticare...
Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa (di Elysa Fazzino)
La libertà su Internet è in serio pericolo ! (di Salvo Fundarotto)
La Corte costituzionale cambia la legge 40, insorgono i cattolici
«Se qualcosa è accaduto... (incontro con i ragazzi del Malaspina)» di Evelina Santangelo
«Attacco frontale allo spirito e ai fondamenti della nostra nazione. Esiste più la nostra nazione?» di Evelina Santangelo
Italia: a rischio la ibertà di stampa. Global Press Freedom 2009.
Il grande inganno del dopo terremoto (Da Il Messaggero.it - 3 maggio 2009)
Stand by me (di Jack Nitzsche)
«Se ogni gesto ha un peso e un valore che dipendono dai gesti precedenti... Memorandum dei 25 aprile del premier Berlusconi» di Evelina Santangelo
Prove di «equilibrismo»
«Ma io per il terremoto non do un euro» di Giacomo Di Girolamo (in www.marsala.it)
Kandahar: uccisa l'attivista per i diritti delle donne Sitara Achikzai.
Ray Bradbury «Fahrenheit 451»
Il treno del desiderio (foto inviata da Sabah Benziadi)
Vincenzo Pirrotta mette in scena «Terra matta».
«We will not go down» (Song for Gaza) by Michael Heart
«Stranieri... (alcune riflessioni che stanno alla base dell'idea di «straniero» in «Senzaterra»)» di Evelina Santangelo
«Vi racconto come una Senzaterra vive il suo rapporto con la Terramadre»
La lettera di Oscar Wilde recitata da Roberto Benigni
«Se non ora, quando...» di Evelina Santangelo
Nel 40° anniversario della morte di Jan Palach
In ricordo dell'amico fragile...
Forse sarebbe il caso di ricominciare tutto da qui...
Quel che vorrei augurare ai miei corregionali... e ai miei connazionali
L'Italia s-paesata... (una voce s-paesata)
Quando i lettori ti danno la sensazione di aver scritto proprio il libro che desideravi scrivere... (una lettera di Maria Adele Cipolla)
Torniamo un po' a pensare
Un gesto di civilità - di Roberto Casati (ricercatore del CNRS, vive a Parigi dove lavora al CREA - Centre de Recherche en Epistémologie Appliquée)
"Polar Express", destinazione: l'incubo
Alcune riflessioni sul romanzo "La lucertola color smeraldo" di Ambra Carta (università degli Studi di Palermo. Facoltà di Lettere e Filosofia)
Incontro con i ragazzi della Scuola media Di Vittorio allo Sperone
Riflessioni
VISIONI D'ITALIA / MARSALA «Il porto e il vino, due leggende divorate dal tempo. Dei monumenti restano un piedistallo e qualche pilastro imbrattato. Marsala assassinato dalle vendemmie verdi » di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

0dal Il Corriere della Sera - 1 maggio 2010

 

 

Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

Il monumento ai Mille, progettato nel 1961 dall'architetto Emanuele Mongiovì: non è stato mai ultimato E meno male che stavolta non hanno fatto la cartolina, col monumento rimasto lì incompiuto e usato come discarica di materassi, pneumatici e immondizia varia. Quello dello scultore Ettore Ximenes era finito su cartoncini affrancati e spediti in tutto il mondo: «Saluti da Marsala». Ogni tanto si aggiravano per il porto dei turisti smarriti: «Scusate, dov’è il monumento a Garibaldi?». «Sa, a dire il vero la scultura non è poi stata fatta...». Sono 149 anni che va avanti, il tormentone dell’opera commemorativa per ricordare quell’ 11 maggio 1860 in cui la Storia si affacciò da queste parti. «D'un subito, in fondo al mare del Boeo, apparvero i due vaporetti della spedizione, che scanzata la crociera, come saette, corsero il breve tratto di mare e pervennero nel porto - lasciò scritto il Cavaliere Antonino Alagna Spanò -. Uno, il Piemonte, restò alla bocca del molo e l'altro, il Lombardo, incagliò nelle secche, tra la scogliera e lo stabilimento enologico Woodhouse. Subito apparvero brulicanti sulla tolda i valorosi argonauti dalle camicie rosse, con grido Viva l'Italia, Viva Vittorio Emanuele!». Un mese dopo, il 9 giugno 1860, come hanno ricostruito nel libro «Non più Mille» tre giovani cronisti, Giacomo Di Girolamo, Antonella Genna e Francesco Timo, autori di una strabiliante inchiesta su un secolo e mezzo di promesse, intoppi, dispetti, sciatterie, c’era già in consiglio comunale chi invocava per quegli «argonauti» un ricordo marmoreo. Un secolo e mezzo dopo, tutti i tentativi di erigere un’opera grande e duratura sono falliti, uno dopo l'altro. Fino appunto al fallimento più clamoroso, quello dell’ambiziosissima struttura immaginata in occasione del centenario, nel 1961. Un progetto tirato in lungo per un quarto di secolo prima che saltassero fuori i soldi per cominciare (cominciare: poi, come sempre accade in Sicilia, pensavano di andar avanti a stralci...) e fosse battezzato dall’allora capo del governo Bettino Craxi e quasi subito bloccato da un’ordinanza della Capitaneria di porto i cui ufficiali, dopo aver partecipato alla posa della prima pietra, avevano scoperto che si trattava di un'opera abusiva costruita là dove non si poteva.

Le dovevano vedere fin da Favignana, le immense vele di marmo che l’architetto Emanuele Mongiovì aveva immaginato svettare fino a 47 metri sopra il gigantesco basamento fatto a forma di due navi che si uniscono. Una roba da far impallidire la memoria del colosso di Rodi... E invece eccolo lì, sgarrupato, mangiato dalle erbacce, coperto di graffiti: «Giusy buttana», «Truzzi al rogo, punk sul pogo», «Ti amo vitamì», «Stato latro», «Stato=Mafia». Il sito Marsala.it e la radio Rmc101 diretti da Di Girolamo hanno martellato per mesi, sulla schifezza di quel catafalco di cemento armato costato la cifra sbalorditiva di un miliardo e 200 mila lire del 1984, un milione e mezzo di euro di oggi, e ridotto a una discarica. E l'immondizia è stata lasciata là. Ne abbiamo scritto noi, sul Corriere. E l’immondizia è stata lasciata là. Sono venuti i telegiornali. E l'immondizia è stata lasciata là. Sta arrivando il presidente della Repubblica. E l'immondizia è ancora là. Che gli frega? Tanto, Giorgio Napolitano lo portano da un'altra parte. Occhio non vede, cuore non duole. Certo, anche il porto della leggenda fa schifo. Rottami di ogni genere, asfalto divorato dagli anni, manufatti arrugginiti. Per non dire delle carcasse di barche. Ma niente paura, proprio ieri hanno cominciato a stendere una moquette color verde che dà proprio l'impressione di essere un prato. Poi ci saranno un po' di strutture volanti, qualche ritocco qua e là... Troppa fatica, dare una ripulita vera. In compenso, quel giorno, il capo dello Stato potrà assistere all'arrivo di due yacht che, noleggiati dal Comune e affidati a Francesco De Angelis e Mauro Pelaschier (Giovanni Soldini ha detto: no, grazie) arriveranno qui come il Piemonte e il Lombardo dopo essere partiti da Quarto per ripercorrere nei dettagli (tranne i pizzicotti alle donne di Talamone, si capisce) tutta la spedizione. Costo della passarella nautica «La Regata dei Mille»: 198.000 euro. Tirati fuori, per ora, dalle povere casse municipali. Se il presidente sarà portato a rendere omaggio al basamento della colonna eretta qui al porto nel 1893, dovrà fare uno sforzo di immaginazione. E figurarsi quel primo monumento, l'unico fatto davvero, così com'era: in alto, sulla colonna, c’era una Vittoria Alata. Abbattuta dal tempo e dalle intemperie. Sul fianco di ciò che resta c'è scritto: «In attesa di più degno monumento». Aspetta aspetta, di anni ne sono passati 117. E coi soldi della regata, di quelle Vittorie alate ne potevano rifare quattro. Per non dire delle altre manifestazioni previste per la solenne ricorrenza: la proiezione de «Il gattopardo», il convegno «I Giovani e lo Sport» con Pietro Mennea, la «Maratona dei Mille», il Concerto della Banda nazionale dei Vigili del fuoco, il Raduno internazionale di «Kitesurf», la variante in cui il surfista è attaccato a un aquilone.

Tutta roba effimera di cui, una volta passato l’11 maggio (in attesa del mitico arrivo di un altro pacco di centinaia di migliaia di euro per finire con una variante un po' meno megalomane il monumento incompiuto, che l'allora potentissimo socialista Pietro Pizzo vive come una ferita a sangue) non resterà nulla. Ma come poteva il sindaco pidiellino marsalese, Renzo Carini, rinunciare a una «sua» regata dopo lo scherzetto fatto dai cugini di Trapani? Mettetevi al posto suo: apre il giornale e scopre che Mimmo Turano, il presidente della Provincia, si è inventato la Garibaldi Tall Ships Regatta 2010 e che il comunicato ne parla come del «fastoso evento che celebrerà il centocinquantesimo anniversario dello sbarco dei Mille a Trapani ». Minchia! A Trapani? Garibaldi a Trapani? Non bastasse, salta fuori che la regata costa un milione e 200 mila euro. «La Provincia non ha uscito una lira - spiega Turano festeggiando l’Unità d'Italia con un catastrofico scivolone in italiano -. Si tratta di soldi della Comunità Europea ». Non è del tutto vero, accertano i cronisti: la metà li mette proprio la Provincia. Non bastasse ancora, rivela Marsala.it, «la Provincia ha pagato 250.000 euro per la pubblicazione di un link sulle pagine del sito della compagnia Ryanair». Caruccio. La rissa sulle regate, in realtà, appare un problema secondario rispetto agli altri che angosciano gli abitanti dell'antica Lilibeo che sotto gli arabi, scrive Giovanni Alagna, venne ribattezzata Marsa Alì, «cioè porto di Alì e non di Allah come spesso erroneamente si dice». Primo fra tutti, la disoccupazione. Che stando agli ultimi dati diffusi in questi giorni dalla Regione, colpisce il 16% della popolazione complessiva e più della metà dei giovani. E spinge chi può ad andarsene. In «continente» o all’estero, sulle orme dei nonni fuggiti nelle Meriche o in Germania, verso la quale ancora oggi parte da piazza Pizzo, periodicamente, un pullman. Oppure a lasciarsi sedurre dalle ten tazioni che offre la mafia. La quale ha da queste parti un radicamento antico e, nonostante le batoste subite negli ultimi tempi grazie anche ad alcune inchieste che hanno inferto colpi durissimi all’ala «militare », conta su quello che viene indicato come il capo dei capi. Quel Matteo Messina Denaro che è latitante da un mucchio di tempo e al quale Rmc101 dedica una coraggiosa rubrica quotidiana dal titolo irridente: «Dove sei Matteo? ». Certo, la mafia delle stragi appare lontana. Le indagini giudiziarie raccontano però storie di inquietanti ambiguità. Impasti melmosi. Dice tutto un passaggio dedicato alla città capoluogo dal libro L'isola civile. Le aziende siciliane contro la mafia scritto da Serena Uccello e Nino Amadore: «Tutti sanno chi comanda in questa città che sembra di frontiera e, invece, è la capitale della mafia che conta, quella dei colletti bianchi, che non chiede il pizzo porta a porta in modo violento e invasivo, ma si lancia in articolate speculazioni economiche e finanziarie, lucrando sugli appalti pubblici e sui finanziamenti statali e comunitari. Se infatti Palermo è la capitale della mafia che si vede, ma anche dell’antimafia che risponde e agisce, Trapani è la capitale della mafia che riesce a farsi invisibile, così pulviscolare da permeare ogni corpo della società e delle istituzioni, annullando qualunque distinzione». Un'ambiguità tra il lecito e il «quasi lecito», la legalità e l’illegalità, la scorciatoia «innocente » e la sopraffazione feroce, con la quale i marsalesi devono fare i conti tutti i giorni. A partire dal fenomeno dell'abusivismo. Che ha visto accertare le posizioni di almeno 400 case totalmente abusive tirate su soprattutto lungo le spiagge a sud. Molte sono state acquisite dal Comune, che non sapendo bene quali pesci prendere (votano tutti, votano...), ha cercato una composizione lasciando dentro gli inquilini in cambio di una specie di affitto corrispondente all’Ici.

Molte si potevano già buttare giù. Ma a quel punto è partito lo scaricabarile: non ci sono i soldi per le ruspe, le ditte incaricate non sono entusiaste di procedere, la giunta dice che tocca decidere al consiglio comunale... E non c'è, sia chiaro, solo l’abusivismo straccione. Diciassette persone sono finite sotto processo per un’inchiesta su un caso di «presunto» abusivismo sull’Isola Lunga, all’interno della meravigliosa Riserva delle Isole dello Stagnone, celeberrimo per i paesaggi segnati dai mulini a vento e per Mozia, antica colonia fenicia. Perché «presunto»? Perché, formalmente, i pesanti ritocchi (diciamo così) a certi fabbricati preesistenti destinati a diventare un hotel esclusivo avevano avuto il via libera perfino del «Consiglio Provinciale Scientifico delle riserve e del patrimonio naturale della provincia di Trapani», i cui membri presenti a quella seduta (tranne l'unico che si astenne) si ritrovano oggi tra gli indagati. Una storia singolare. Con il responsabile della Lega Italiana per la Protezione Uccelli, Antonio Provenza, che dichiara come «una struttura ricettiva di tipo turistico potrebbe considerarsi come un fattore positivo contribuendo a proteggere l'ambiente» e che «la presenza dell’uomo non è un danno per gli animali, purché l'uomo non faccia la bestia». E con i principali protagonisti pubblici, cioè la Provincia e il Comune di Marsala, che non si costituiscono parte civile. Come mai? Perché quel nuovo resort, secondo il sindaco, «ha impreziosito il panorama». No, rispondono gli oppositori: perché dietro l’operazione immobiliare c'è Giacomo D’Alì, cugino di Antonio, senatore del Pdl. Di chi parliamo? Risponde Amici come prima. Storie di mafia e politica nella Seconda Repubblica di Francesco Forgione: «A Trapani tutto ha a che fare con loro: sono proprietari delle storiche saline, sono presenti in una miriade di società finanziarie e gestiscono una rete di attività economiche. È loro anche la squadra di basket, da sempre in serie A, e controllano una grossa quota societaria del Trapani Calcio. Anche il bellissimo palazzo settecentesco sede della Provincia regionale, nel centralissimo corso Fardella, si chiama Palazzo D'Alí. Ma, soprattutto, sono stati per decenni i proprietari della Banca Sicula, il terzo istituto bancario della Sicilia...». Insomma: gente abituata da un paio di secoli a cenare con posate d’argento e bere in bicchieri di cristallo. A proposito di bicchieri: e il Marsala? Ahi, ahi... Il vino che rese celebre la cittadina prima ancora che entrasse con Garibaldi nella storia patria, a partire da quando nel 1770 il commerciante John Woodhouse, venuto in Sicilia per acquistare ceneri di soda, ne scoprì la delizia e ne spedì un po' di barili in Inghilterra, finendo per innamorarsi di quel nettare fino a scegliere di vivere con altri inglesi lì, a Marsala, è in crisi nera.

Colpa dei cambiamenti dei gusti, del calo dei consumi, della scelta scellerata che per qualche decennio ha visto alcune grandi case puntare tutto sulla quantità per arraffare più denaro possibile, delle difficoltà dei produttori più seri impossibilitati a reggere con i loro squisiti Marsala elitari e costosi l'ostilità di un mercato stravolto dalla cattiva fama di un nome svilito. Fatto sta che in questi giorni Fabrizio Carrera, direttore di Cronachedigusto.it, giornale on-ine di gastronomia, si è spinto a scrivere: «Ho letto gli ingredienti della carne Simmenthal. Ad un certo punto c’è scritto Marsala. Non è un errore. È il famoso vino doc siciliano che in questo caso viene utilizzato come conservante della carne in scatola. E, a giudicare dall’uso che se ne fa da lustri, con ottimi risultati». Ma allora, se «ben oltre un quarto della produzione di Marsala Fine, ovvero ben 20 mila ettolitri circa, è venduto sfuso (..) non per essere bevuto» allora basta: «non chiamatelo più Marsala». Tesi ripresa da Attilio Scienza, presidente del corso di laurea di Viticoltura ed Enologia dell'Università di Milano: «Tutti i Marsala dolci vengono fatti con caramello per dare quella sensazione di invecchiato e bruciato. È come fare un vermouth. Oramai è un prodotto industriale in cui la base enologica non è più legata al territorio, ad alberelli di 100 anni che fanno grappoli di grillo o cataratto. È questo il vino che dovrebbe rispecchiare un territorio, una cultura? Se dobbiamo pensare a come lo fanno oggi, allora perché non lo realizzano in Svizzera o in Germania? Sarebbe uguale». La controprova? I migliori hanno preferito concentrarsi su altri vini. Eccellenti. E riservare al «vero» Marsala, prezioso e costoso, solo una piccola nicchia. Vogliamo dirla tutta? Un grandissimo vino è stato buttato via anche dalla politica, dell’assistenzialismo, da una visione oscena dell'agricoltura e della clientela. L'ultima conferma è in una tabella pubblicata da Agrisole. Dove viene riassunto come le varie regioni italiane hanno investito i fondi per metà europei per la promozione dei prodotti. Totale dei progetti: 78. Totale dei soldi investiti: 62 milioni e mezzo di euro. Progetti siciliani: zero. Soldi spesi dalla Sicilia: zero. Da queste parti, purtroppo, viene previlegiata piuttosto la «vendemmia verde». Cioè l'incentivo europeo (1.300 euro a ettaro) a tagliare i grappoli in giugno. Il che significa, spiega José Rallo, che segue col padre e il fratello l'azienda Donnafugata, «assassinare le vigne». Peggio, significa umiliare il contadino con un messaggio: il tuo lavoro non ci interessa. Devastante. Come si può pretendere, poi, di salvare ciò che resta di un vino leggendario?

 

 

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01 maggio 2010
Riflessioni
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