Evelina Santangelo
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Riflessioni
#FestivalLetteratureMigranti 12 -16 ottobre 2016
Dopo i risultati della Classifica di Qualità sui libri usciti nel 2015 realizzata dall'inserto «la lettura» del «Corriere della sera», UNA PROPOSTA FRUTTUOSA, SPERO...
SCRIVERE - La grammatica dell'immaginazione
Quattro scrittori creano per «Repubblica» una storia ambientata in Sicilia per una stagione («La repubblica», giovedì, 1 ottobre 2015)
La Tonnara è di tutti. Su storia e bellezza non c'è il copyright (la Repubblica - Palermo, venerdì 14 agosto 2015)
Ecatombe nel Mediterraneo... ecatombe nel Mediterraneo...
Tra le pagine più belle del «Tamburo di latta» di Günter Grass
Per ricordare esattamente cosa accadde alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 (2001).
Accade in Sicilia... come potrebbe accadere solo in Sicilia
COSA FARE. COME FARE Iolanda Romano (Chiareletere)
Scrivo dunque sono (Evelina Santangelo)
Trittico Andreotti
Un tratto dello spirito nazionale: Fingere di non sapere… Ovvero dell'ingenuità e del candore del senatore Andreotti (e non solo)
Chiusa nella mia stanza in un'abissale solitudine («il Fatto Quotidiano» 10/12/2012
A Terramatta; di Costanza Quatriglio l'Efebo d'argento 2012
IL PROFILO DEL POTERE IN ITALIA - DATI EURISPES 2012
L'ultima bicicletta di Evelina Santangelo su «Doppiozero» (6 novembre 2012)
Perché il processo (Pier Paolo Pasolini «Corriere della Sera» 28 settembre 1975)
Se una città sa riconoscere i suoi narratori (La Repubblica - Palermo 14/09/2012)
STORIE PARALLELE DAI QUARTIERI DI PALERMO
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
Studio 2 - TRM
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
Workshop sul self-publishing
Sandro Bonvissuto «Dentro», Einaudi
Quello che, tra le altre cose, mi ha insegnato mio padre.
Palermo. Ci si continua a dilaniare «a sinistra»...
Booksweb tv
Roberto Andò ed Evelina Santangelo dialogano su Palermo. Due scrittori, una città in crisi. «Tra le rovine segni di vita»
Delirio elettorale...
PRESENTAZIONE «COSE DA PAZZI» ALLA VICARIA.
Una sedia per il Teatro Garibaldi Aperto
Ricordando Primo Levi
Palermo mai vista (da «Grazia» 9/4/2012)
UNA CITTÅ DA ROMANZO (intervista di Salvatore Ferlita a Evelina Santangelo)
Massimo Maugeri: intervista a Evelina Santangelo.
Il 3 aprile in libreria
Una riflessione su TQ dal sito di Michela Murgia
È morta Agota Kristof...
Ma è decrescita o trionfo del bestseller?
Su “Elisabeth” di Gilda Policastro
Tutti arancioni per mandare a casa questo governo
Voto alla Camera sul fine vita... 278 sì, 205 no, 7 astenuti
APPELLO ARANCIONE lanciato da Roberto Vecchioni, Daria Colombo e altri cento firmatari.
Sono libera di dire: ora devono pagare (da «il Fatto Quotidiano» domenica 10 luglio 2011)
IL POPOLO NON DEVE AVERE PAURA DEI GOVERNI
I blog italiani più seguiti - Classifica giugno 2011
L’anima, nel concreto... (Goffredo Fofi incontra Alice Rohrwacher)
La Generazione TQ e il verduraio di Havel
Vita della albero L'
Scrivono in tanti, sulla soppressione a Marsala del Festival "A Chiare Lettere"
Referendum 12-13 giugno: DIAMO UN SEGNALE CIVILE FORTE E SONORO.
Protestano i detenuti all'Ucciardone di Palermo. Da giorni. Nessuno se ne accorge.
Né apatica indifferenza né invettive ingiuriose né narcisismi ombelicali. Dovere di critica.
Il Dio impassibile di Malick (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 1 giugno 2011)
Il vento del nord, il vento del sud...
Ricominciamo da qui
APPELLO AI MILANESI
Intelligenza e umanità - Un pensiero prima di partire pe il salone del libro di Torino.
Cosa importa alla Nato? certo non le vite umane...
Questo referendum è una battaglia civile!!! In rai non se ne deve parlare. Ecco la lettera ai cittadini di Mariachiara Alberton
In questa Pasqua...
Le nostre comuni sorti repubblicane e democratiche
Asor Rosa: Non c'è più tempo.
Chi c'è dietro la morte di Vittorio Arrigoni? Perché è morto Vittorio Arrigoni?
In questo giorno di lutto...
Il cappio è chiuso...
Ma se un governo...
Pace a responsabilità limitata
Mio figlio cieco senza Giochi. Colpa della Gelmini (da «il Fatto Quotidiano», 22 marzo 2011)
Io ce l'ho...
In guerra contro Gheddafi
Non sempre si riesce ad essere lucidi...
«L’Italia senza inconscio. E senza desideri» di Massimo Recalcati
8 marzo 2011...
L’uomo dei segreti tra tangentopoli, santi e Santanchè (da «il Fatto Quotidiano» del 5 marzo 2011)
L'8 MARZO 2011 A PALERMO
La scuola, a casa mia
Il paese dei burattini e dei balocchi...
Oggi, a Oslo, è morto un nostro «antico» poeta.
«Accade a Palermo, la mia città» (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 23 febbraio 2011)
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari...
Caro Maroni, ecco che succede appaltando gli immigrati alle dittature
Teledurru. Lettera aperta di Fulvio Abbate a Nichi Vendola
Piccola riflessione marginali su certi disguidi con la stampa.
Perché sarò in piazza («il Fatto Quotidiano - giovedì 10 febbraio 2011)
Jennifer, che ha perso tutto, persino la traccia esile di un nome... nella mia città.
Aasma, la più coraggiosa ( «il Fatto Quotidiano» - 8 febbraio 2011)
Se non ora quando... nelle città d'Italia
Ciò che non siamo ciò che non vogliamo.
Il dissenso di Asmaa Mahfouz e il ruolo delle donne degiziane nelle proteste contro Mubarak
La conversazione globale al tempo dei citizen media: Global Voices Online
RUBY: SANTORO-TRAVAGLIO-SPINELLI, AVANTI PER LEGITTIMA DIFESA
Preghiera ai naviganti (da «il Fatto Quotidiano - sabato 29 gennaio 2011)
Scrittori e Battisti. La censura non è mai una buona idea (da «il Fatto Quotidiano - mercoledì 26 gennaio 2011)
Tutti contro la censura degli autori "pro-battisti" (Simonetta Fiori)
Una firma per Jafar Panahi
Libertà e giustizia sociale...
Vi prego, non «rivoltiamoci»... nella melma.
«L'agonia del teatro italiano» si potrebbe intitolare questa analisi spietata e quest' appello accorato del baritono Alfonso Antoniozzi
Il BUONSENSO...
BATTISTI, LE VITTIME, LO STATO di Giacomo Sartori (da Nazione Indiana)
Maghreb. L'umanità che brucia...
Rodotà: l’Italia laboratorio di totalitarismo (El Pais)
«I cento padroni di Palermo» di Pippo fava
«Scrivere è un lavoro», Josè Saramago
Che sia un buon inizio 2011 un po' dipenderà anche da ciascuno di noi...
Il metodo Marchionne & company... come importare il modello di lavoro cinese, dopo essersi sbarazzati di tutto il resto...
Un augurio, più che gli Auguri di Natale. Un controcanto di amore civile.
L’assalto ai palazzi del potere «fantasma»
Dettagli di... potere
A NATALE PUOI... UCCIDERE LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
Caro Saviano
B, Mangano e la sottomissione
Cultura fuori dalla cultura (da «il Fatto Quotidiano)
Foto di gruppo senza piazza (da «il Fatto Quotidiano»)
Omaggio al Maestro Monicelli
Matteo Renzi e il Cavaliere
«La resistenza al presente» di Chiara Valerio (L'Unità, 26 ottobre 2010)
Joubran Khalil Joubran (traduzione del narratore iracheno Yousif Latif Jaralla)
Nichi Vendola: Elogio della bellezza.
Rizzoli e il romanzo dedicato all'epica dei giovani di Casa Pound...
LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
«Cosa c’è di europeo nella letteratura europea?» (da Nazione Indiana)
Pasolini e gli Italiani
piccole patrie, distretti economici (da Nazione Indiana)
Sarah, un orrore domestico
Perché l’intellettuale ha perso l’aura? (da Europa - 5 ottobre 2010)
Perché abbiamo scelto di fare i libri delle Murene (Nazione Indiana)
Le recensioni delle scrittrici secondo lo scrittore Ottavio Cappellani...
Incredibili scuse a Dell'Utri («il Fatto quotidiano», martedì, 20 luglio 2010)
Bossi, il dottor «ce l’ho duro» (da «il Fatto Quotidiano» - martedì 10 agosto 2010)
Oro nero, ultimo nemico dell'Amazzonia («il Fatto Quotidiano» - giovedì 5 agosto 2010)
Mondadori, il coraggio di parlare (da "il Fatto Quotidiano" - mercoledì 1 settembre 2010)
Dopo dieci anni di collaborazione con la casa editrice Einaudi, dichiaro che io oggi più che mai non me ne vado.
«L'Eguaglianza uccisa dal Progresso» di Marco Revelli
«Così muore una Mamma Coraggio» di Paolo Sapegno
Pietro Mirabelli è morto, in miniera
Negato l'uso delle intercettazioni a carico di Cosentino. Il lutto della giustizia e la nostra vergogna.
A PROPOSITO DEI RISULTATI DEI TEST INVALSI. NORD, SUD E STRANIERI di Fiorella Farinelli
«Il senso di Vespa per le tette» («il Fatto Quotidiano», 7 settembre 2010)
DITE A TUTTO IL MONDO CHE HO PAURA DI MORIRE
Lavoro: Fantozzi era un dilettante («il Fatto Quotidiano», venerdì 16 luglio 2010)
Articolo 21 della Costituzione Italiana Riformata in base al diritto inalienabile alla «distrazione di Stato»
Cari lettori, gli scrittori Einaudi firmatari di questa lettera...
Addaura, nuova verità sull'attentato a Falcone (di Attilio Bolzoni - La Repubblica)
Siete tutti invitati alla: FESTA DI NAZIONE INDIANA (nel Castello Malaspina di Fosdinovo in Lunigiana)
Gianni Biondillo racconta Nazione Indiana: « a fine maggio siete tutti invitati alla nostra festa»
VISIONI D'ITALIA / MARSALA «Il porto e il vino, due leggende divorate dal tempo. Dei monumenti restano un piedistallo e qualche pilastro imbrattato. Marsala assassinato dalle vendemmie verdi » di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
La responsabilità dell’autore: Biagio Cepollaro (da Nazione Indiana)
IL SILENZIO COMPLICE di Evelina Santangelo (Pubblicato su Nazione Indiana)
SCIASCIA, IERI, OGGI E DOMANI di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - giovedì 25 marzo 2010)
La responsabilità dell’autore: Marcello Fois (Da Nazione Indiana)
Antonio Albanese: le sette parole chiave...
«Faccette verdi, tifoseria e cinepanettoni. Metafore elettorali per il Piemonte» di Gaia Rayneri
La responsabilità dell’autore: Nicola Lagioia (da Nazione Indiana)
Intervista a Evelina Santangelo (webzine: Sul Romanzo)
Intervista inedita di Fabrizio De Andrè
T.R.S.T me! (Trieste vista dalla Luna) di Azra Nuhefendic (da Nazione Indiana)
NON TOCCARE IL MIO AMICO. Manifesto contro il razzismo in Italia.
«Palermo, quando la vita è un Gratta & Vinci» di Evelina Santagelo (il Fatto Quotidiano, sabato 27/02/2010)
Altri articoli su Mafia a Milano (da Nazione Indiana)
Nella bocca di Milano di Giuseppe Catozzella (da Nazione Indiana)
La responsabilità dell’autore: Michela Murgia (dall'inchiesta di Nazione Indiana)
«I meridionali sono meno intelligenti» da «il Corriere della Sera.it» (16 febbraio 2010)
«Lo scrittore solo» di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - sabato 13 febbraio 2010)
È morto J. D. Salinger... di cui non restano immagini recenti... a uso della stampa, almeno... ma ci restano intatti nella loro forza i suoi racconti e romanzi.
Gianni Lannes: libertà di stampa, navi dei veleni e... «leggerezze» o «distrazioni» di Stato
«Ascoltando “Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schoenberg», di Orsola Puecher (da Nazione Indiana)
«Morire nel deserto» di Fabrizio Gatti (da L'espresso)
«Terroni parassiti. Odio e identità di Radio Padania» di Evelina Santangelo (Il Fatto Quotidiano, sabato 23 gennaio 2010)
«Pubblicare per Berlusconi?» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
Ipocrisie e pregiudizi leghisti... conditi di somma arroganza e ignoranza crassa e... potere politico.
«Vite maledette»... vite da Insân... Uomini.
Rosarno: parlano gli stranieri, e sono parole che dovrebbero solo farci provare vergognare...
Rosarno e la rivolta degli schiavi: due pezzi pubblicati su NI degni di nota. Autori degli articoli: Marco Rovelli e di Biagio Simonetta
Kids On Rainbows... a tutti!
Orrore... in Iran...
Roma, Camera dei Deputati 3 gennaio 1925 (perché oggi è davvero tutto diverso, ma le parole non sono vergini)
«Siamo tutti feriti» di Evelina Santangelo
Rivoluzione verde. Ayatollah Kamenei: «gli oppositori sono cme la schiuma sull'acqua. Quello che rimane è il sistema. L'opposizione sarà eliminata»
Una delle venti capitali mondiali dei veleni: Linfen (Cina)... «la città morta» abitata dagli «spettri del mondo»
12.12.1969 Strage di Piazza Fontana - 12.12.2009 La giustizia non abita qui...
Scala - Carmen backstage
Io sto con i magistrati (Evelina Santangelo)
Firma anche tu l'appello di Roberto Saviano contro il cosiddetto «processo breve» sul sito di La Repubblica.it
da Wikipedia: La Banca Rasini (Berlusconi, Andreotti, Sindona, Calvi, Provenzano, Riina, Magano...)
«Berlusconiani ma compagni. A Einaudi la lotta continua» di Francesco Borgonovo (Libero 1-12-2009)
Alberto Asor Rosa: «Perché si spara su Einaudi» La Repubblica (30-11-2009)
«Letteratura come filosofia naturale» di Marco Belpoliti (da La Stampa)
«Il coro degli aspiranti scrittori, intellettuali, scrittori-intellettuali del nostro tempo... » (di Evelina Santangelo)
No-B Day
Walter Siti «Troppi paradisi» (2006).
«Coccodrillo amoroso. Ricordo di Alda Merini a pochi giorni dalla morte» di Marco Simonelli (Nazione Indiana)
«Noi sappiamo. Sono anni che sappiamo» di Barbara Spinelli
Primarie Pd: chiunque vinca...
«Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)» di Marco Rovelli (Nazione Indiana)
L’emergenza estetica nell’Italia maschilista di Maria Laura Rodotà (Corriere della Sera - 14 ottobre)
«Dialogo con Giorgio Vasta» di Alessandro Garigliano
Dopo la candidatura di Palermo alle Olimpiadi 2020...
Il pedinamento del giudice Mesiano... un tipo da tenere sotto stretta sorveglianza... come chiunque di noi... (verrebbe da dire, vista la natura delle stranezze che gli vengono contestate)
Il Fatto Quotidiano - venerdì 16 ottobre: un bell'articolo di Barbara Spinelli sulla cultura dell'anti-stato.
Il re di «Pointlandia, «Esso»... lancia la sua rivoluzione...
«È l’animale, questo, che non c’è» di Orsola Puecher (Nazione Indiana)
Pensiero eversivo... in tempi di «crisi».
«L’epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa Appunti sui tre saggi di Wu Ming 1 contenuti in New Italian Epic» di Tiziano Scarpa
Scorte negate.... Un articolo pubblicato su Agoravox. Autore: Sergio Bagnoli
«Baarìa (ovvero, il tempo dei sorvolatori)» di Evelina Santangelo (Nazione Indiana)
Mario Cervi e la sua «stanza» del manganello, nel Giornale diretto da Feltri
Negrita: Il libro in una mano, la bomba nell'altra
«La rivolta delle figlie» di Renzo Guolo (la Repubblica, giovedì 17 settembre 2009)
«Miraggi (ovvero, contrappunti ironici) di Sicilia» di Evelina Santangelo
LEGA LADRONA: a Renzo Bossi (figlio del senatùr Umberto Bossi) incarico da 12.000 euro al mese
«Frontiere erranti della letteratura» di Gianni Celati (Alias, 12 settembre 2009)
«VIDEOCRACY o del fascismo estetico» di Andrea inglese (da «Nazione Indiana»)
Berlusconi, presidente di turno al Parlamento Europeo (2003): «i turisti della politica...». Una pagina che ancora umilia.
E ora querelaci tutti (reazione - NI)
«Il salto di qualità...» di Evelina Santangelo
«La spaventosa ipnosi in cui sembra caduto il nostro paese» di Evelina Santangelo (pubblicato in NI)
Non si tratta solo di «sbavagliarsi»... Si tratta di uscire da questa sorta di spaventosa ipnosi in cui sembra caduto (o ricaduto) il nostro paese.
«Fatima e il Brembo» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
«Una gabbia per Calderoli» (di Maria Novella Oppo); «Calabria, Acquaformosa si deleghizza» (di Enrico Fierro)
Hamid Ziarati (scrittore iraniano, autore de' «Il meccanico delle rose»): «Lo slogan più bello in Iran: Dio è con noi, oscurate anche Lui!»
Roberto Saviano: «Perché Pecorella infanga don Peppe Diana?»
UN NASTRO VERDE AL POLSO. Appello dello scrittore Hamid Ziarati per la causa iraniana
25 luglio 2009, Roma: Global Day of Action - giornata di solidarietà per il popolo iraniano
Memorie eversive in tempi di ronde... Leggete «Quando i clandestini eravamo noi» di Aldo Maturo (Agoravox)
«Quando i cladestini eravamo noi» di Aldo Maturo
Message to the Young People of Iran by Bernard-Henri Lévy
«I ragazzi di Teheran...» di Evelina Santangelo
L'onda verde... Se il mondo ci chiama...
«Stazione Cumana di Montesanto... Come muore ognuno di noi», di Evelina Santangelo
Firmiamo l'appello di Repubblica contro la legge-bavaglio
«Teoremi... Riflessioni a margine dell’articolo di Carla Benedetti» Evelina Santangelo
«Scurati, una teoria per ogni stagione», di Carla Benedetti
Il nuovo sentimento che serve alla Sicilia. La città e la mafia (La Repubblica-Palermo, 2 giugno 2009)
Marco Belpoliti «Senza Vergogna». Intervento letto a Officina Italia
23 maggio 1992. Per non dimenticare...
Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa (di Elysa Fazzino)
La libertà su Internet è in serio pericolo ! (di Salvo Fundarotto)
La Corte costituzionale cambia la legge 40, insorgono i cattolici
«Se qualcosa è accaduto... (incontro con i ragazzi del Malaspina)» di Evelina Santangelo
«Attacco frontale allo spirito e ai fondamenti della nostra nazione. Esiste più la nostra nazione?» di Evelina Santangelo
Italia: a rischio la ibertà di stampa. Global Press Freedom 2009.
Il grande inganno del dopo terremoto (Da Il Messaggero.it - 3 maggio 2009)
Stand by me (di Jack Nitzsche)
«Se ogni gesto ha un peso e un valore che dipendono dai gesti precedenti... Memorandum dei 25 aprile del premier Berlusconi» di Evelina Santangelo
Prove di «equilibrismo»
«Ma io per il terremoto non do un euro» di Giacomo Di Girolamo (in www.marsala.it)
Kandahar: uccisa l'attivista per i diritti delle donne Sitara Achikzai.
Ray Bradbury «Fahrenheit 451»
Il treno del desiderio (foto inviata da Sabah Benziadi)
Vincenzo Pirrotta mette in scena «Terra matta».
«We will not go down» (Song for Gaza) by Michael Heart
«Stranieri... (alcune riflessioni che stanno alla base dell'idea di «straniero» in «Senzaterra»)» di Evelina Santangelo
«Vi racconto come una Senzaterra vive il suo rapporto con la Terramadre»
La lettera di Oscar Wilde recitata da Roberto Benigni
«Se non ora, quando...» di Evelina Santangelo
Nel 40° anniversario della morte di Jan Palach
In ricordo dell'amico fragile...
Forse sarebbe il caso di ricominciare tutto da qui...
Quel che vorrei augurare ai miei corregionali... e ai miei connazionali
L'Italia s-paesata... (una voce s-paesata)
Quando i lettori ti danno la sensazione di aver scritto proprio il libro che desideravi scrivere... (una lettera di Maria Adele Cipolla)
Torniamo un po' a pensare
Un gesto di civilità - di Roberto Casati (ricercatore del CNRS, vive a Parigi dove lavora al CREA - Centre de Recherche en Epistémologie Appliquée)
"Polar Express", destinazione: l'incubo
Alcune riflessioni sul romanzo "La lucertola color smeraldo" di Ambra Carta (università degli Studi di Palermo. Facoltà di Lettere e Filosofia)
Incontro con i ragazzi della Scuola media Di Vittorio allo Sperone
Riflessioni
Pietro Mirabelli è morto, in miniera

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 Da Nazione Indiana

 di Simona Baldanzi e Marco Rovelli

[Stamani apro la mail, e trovo la notizia: Pietro Mirabelli è morto. Resto senza fiato. E' una mail di Simona Baldanzi, che Pietro me lo ha fatto conoscere e  ha frequentato a lungo, per la sua tesi di laurea che poi ha dato origine al suo Figlia di una vestaglia blu. Pietro era un minatore calabrese,  faceva gallerie, era un sindacalista che ha lottato, sempre. Pubblico la lettera che mi è arrivata da Simona Baldanzi, che due anni fa scrisse qui un testo che vale ancora, che vale ancora troppo, Noi buoni a nulla. Di seguito pubblico il capitolo di Lavorare uccide che dedicai  ai minatori della Tav, e a Pietro. E' poco, è niente, Pietro non c'è più, ma se i libri possono qualcosa è almeno far memoria, e la memoria prima o poi si usa. Sarebbe stato meglio usarla prima, però, e invece Pietro non c'è più. marco rovelli]

 

E’ morto stanotte Pietro Mirabelli in galleria in Svizzera. Un masso si è staccato dal fronte mentre una squadra lavorava con il jumbo. È morto in ospedale nel Canton Ticino per troppe lesioni interne. Aveva di recente lavorato per un breve periodo alla Toto a Barberino, dopo il periodo di cassaintegrazione in seguito alla chiusura dei lavori dell’Alta Velocità. Aveva infatti lavorato dal 2000 in CAVET dove era stato RLS, RSU fino alla conclusione dell’opera. Pietro era un minatore calabrese, era un lancista, quello che sparava cemento al fronte della galleria, che aveva lavorato in una miriade di cantieri, per le grandi opere, per la velocità e il benessere del Nord, mentre a Pagliarelle, nella sua terra, dovevi fare quindici minuti di macchina per raggiungere la prima edicola. Mai prima di lui ho conosciuto qualcuno che ha fatto della dignità del lavoro una propria insostituibile missione. Un testardo dei diritti che ultimamente era rimasto ferito da questa Italia, dalla sua politica, dai sindacati e se ne era andato in Svizzera anche e soprattutto per questo. Pietro era un figlio d’arte, come lui stesso si definiva. Il padre è morto di silicosi in seguito al lavoro di galleria. Pietro, anche se non ci credeva, era riuscito però a infrangere un silenzio sulla condizione dei minatori moderni e aveva conosciuto e incontrato una miriade di persone, coinvolgendo tutti nella sua battaglia a partire dal quarto turno e dalla sicurezza. Aveva anche fatto incontrare la comunità montana del Mugello e quella del Crotonese e il monumento nella piazza sui caduti al lavoro a Pagliarelle frutto dell’incontro di due terre, lo si deve a lui. Aveva letto le lettere dei condannati a morte della resistenza per scrivere la frase che sta impressa sotto quell’uomo di bronzo che accecato dalla luce esce dalla galleria fatta di pietra serena di Firenzuola, da quel suo Mugello a cui ha dato tanto, persino il nome della via di casa sua, ai piedi della Sila.
Ora, non venitemi a parlare di cultura della sicurezza, perché Pietro ne era l’essenza. Non ci crediamo che sia potuto succedere a lui proprio perché lui ha lottato contro tutto questo per tutti gli altri, per tutti noi.
Non riesco ad aggiungere molto, sono stata indecisa se scrivere e cosa scrivere, ma alla fine mi sono detta, zitta no. Zitti non possiamo stare. Dobbiamo informare e far girare la notizia, fra quelli che lo conoscevano, fra quelli che conoscono la sua storia, fra quelli che non lo conoscono. Pietro era un uomo e un simbolo di lotta, di quelle rare che sembrano non esistere più. Le morti sul lavoro restano sotto lo zerbino  di case vuote e lasciano un dolore lacerante che ti toglie il fiato. Ti toglie l’anima se a morire è Pietro.
 
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Altri nomadi
(da Lavorare uccide di Marco Rovelli)
In Italia ci sono intere comunità migranti, nomadi, senza fissa dimora. Vivono in baracche di legno o di lamiera, in venti per baracca. Di loro non si parla. Perché se ne stanno rintanate tra i monti. Fuori dalla vista.
Pietro Mirabelli è uno di questi nomadi. Viene da Pagliarelle, frazione di Petilia Policastro, provincia di Crotone. E sono molti i nomadi di Pagliarelle. Tutti figli d’arte, anche i padri spesso erano nomadi. E anche dei padri non ci se ne accorgeva, all’epoca. Il padre di Pietro emigrò nel 1950 per fare le autostrade: Liguria, Val d’Aosta, Trentino. Gli stessi luoghi li sta percorrendo Pietro, adesso. Questa è stata la sua eredità. Non ci sono più le autostrade da fare, adesso sono minatori galleristi. Negli ultimi undici anni Pietro è stato nel Mugello, sull’Appennino a nord di Firenze, a scavare la galleria da dove passerà la TAV, la linea ferroviaria ad alta velocità tra Firenze e Bologna. Il Mugello è il posto più vicino dove ha lavorato.
Pietro ha 25 anni di anzianità. Ha scavato il Frejus, la Val di Susa, la galleria di Rivoli sotto Torino, la roccia sopra Sanremo per l’Aurelia bis, la Carnia e il Mottarone sopra Stresa per le nuove gallerie della Voltri-Sempione. Ogni tanto torna a Pagliarelle. Un paese di duemila persone su colline di pietra. La maggior parte sono minatori galleristi, e vivono la maggior parte della vita lontano da casa. A Pietro è nato un figlio. “Mio figlio cresce a spanne e la galleria a metri. Una settimana dietro l’altra nel ventre della terra a scavare percorsi per l’alta velocità mentre lui lontano da qui, e da me, sorride alla luce del sole ogni mese in modo diverso.”
Si scavano gallerie lunghissime. Quella del Mugello è lunga diciannove chilometri. Quando  incontro Pietro, davanti alla stazione di S. Piero a Sieve, la galleria è ormai finita, stanno posando i binari. E’ facile pensare a quanto sia duro il lavoro. Minatore, autista, carpentiere, lancista. Pietro è un lancista esperto: spruzza il cemento sulle pareti della galleria, sulla roccia viva scavata dagli esplosivi o dagli escavatori, per impedirle di crollare. Solo che nel cemento c’è una miscela di derivati di silicato. La selce cristallina si attacca ai polmoni e non se ne va più. La silicosi è la malattia dei minatori. Molti che sono stati a minatori a vita li riconosci dalla tosse, dal fatto che se camminano si devono fermare per il respiro affannato. Anche il padre di Pietro è morto di silicosi.
Pasquale Costanzo era anche lui di Pagliarelle. Anche lui era andato al cantiere del Carlone, per la galleria di Vaglia. Prima era stato al cantiere di Fiorenzuola, poi lo zio era riuscito a farlo trasferire al Carlone, per averlo vicino. Era arrivato da due mesi, aveva ventitré anni, è morto il 31 gennaio 2000, al primo giorno di lavoro nel ciclo continuo.
“Noi lo abbiamo sempre contestato il ciclo continuo”, dice Pietro. Passa un treno, intanto, e fra qualche anno di qui passeranno treni a trecento all’ora. “Turni di otto ore. Sei giorni di lavoro al pomeriggio e uno di riposo, poi sei di lavoro di notte e due di riposo, infine sei di lavoro di mattina e tre di riposo. Teoricamente riuscivi ad andare a casa in quei tre giorni, dunque una volta ogni tre settimane. Uno che non c’è mai stato in galleria forse non si rende conto. Tra fumi, polvere, acqua, umidità, rumore, sempre la luce artificiale. Quarantott’ore in una settimana lì dentro, o sei notti di seguito, sono massacranti. Ma nessuno ci ha dato ascolto. Né la classe politica né il sindacato.”
I rapporti tra Pietro e il sindacato, che aveva accettato il ciclo continuo, non sono stati ottimi. Tanto che Pietro, che aveva guidato la protesta dei lavoratori contro il ciclo continuo ed era stato eletto come loro rappresentante, nel marzo 2002 stava per venire escluso dalla lista dei candidati preparata dai sindacati. Ma com’è possibile, con tutto quello che Pietro aveva fatto, e con tutta la voglia di riscatto a cui dava voce, che il sindacato avesse pensato di escluderlo? Furono 59 compagni di lavoro a imporlo dal basso, e fu rieletto col 40% dei suffragi. Manola Cavallini, la segretaria provinciale della Fillea (per i galleristi vige il contratto edile), disse ai tempi che non era vero che gli operai lavorassero 48 ore settimanali. Che lo dicevano perché non ne sapevano fare la media, e in realtà ne lavoravano 41-45. A parte il fatto che tre ore non sembrano poi questa gran differenza, in un ciclo continuo del genere, fa impressione questo distacco tra certi sindacalisti e i lavoratori. Meglio dargli degli ignoranti piuttosto che ascoltarli.
I lavoratori avevano firmato un contratto per fame di lavoro. Ma poi c’era quella vita in galleria, da fare, senza  riposo domenicale, con la turnazione di sei notti consecutive che non è possibile in nessun altro settore produttivo. Le squadre teoricamente erano di quindici uomini, ma molti si ammalavano o erano vittima di piccoli infortuni, e siccome il lavoro non poteva avere pause le squadre di intervento arrivavano a essere composte anche da solo cinque uomini, che devono garantire lo stesso risultato.
Così, a casa ci si va poco, tre giorni ogni tre settimane. Ma il sabato e la domenica, quando puoi davvero stare con la famiglia, capitano una volta ogni cinquantadue giorni. Era stata deciso così al tavolo concertativo tra Cavet (il consorzio che realizza i lavori, di proprietà per il 76% di Impregilo, ovvero Fiat, con una partecipazione all’11% della “cooperativa rossa” Cmc, la stessa che si è divisa con l’azienda di Lunardi i lavori della TAV della Val di Susa), Tav, governo, sindacato, enti locali (quando i sindaci andarono a Roma e firmarono tutto senza consultazioni popolari). I lavoratori erano abituati altrimenti, avrebbero voluto un orario normale, cinque giorni più due, come era sempre stato. E a casa ci si andava lo stesso, bastava un giorno di permesso, che poi si recuperava magari con lo straordinario, e almeno si era a casa sempre il sabato e la domenica.
Il bello è che il pretesto del ciclo continuo è stato quello di accelerare i tempi, ma poi la data di consegna è slittata due volte, dal 2005 al 2009. Con le spese triplicate, a totale carico dei contribuenti, rispetto alle previsioni iniziali di finanziamenti privati. Nonostante questo l’Ispettorato del Lavoro ha contestato alla Cavet violazioni alle norme sull’orario di lavoro e sui riposi settimanali per centinaia di lavoratori.
“I nostri uomini ridotti a delle macchine, solo lavoro mensa e sonno, e a casa mai” scrissero al presidente della repubblica Ciampi le donne degli operai del Carlone. “Noi diciamo basta. Il contratto-capestro, che tratta i nostri uomini della Calabria peggio di animali o macchine per i quali si ha cura e rispetto, de ve cessare.” Chiedevano riposo, “perché possano essere nelle nostre famiglie come reale presenza e non saltuaria apparizione e sparizione a causa di un lavoro che li schiavizza”. Ma il ciclo continuo non è cessato. Anzi, è stato esteso alle altre grandi opere.
Pasquale Costanzo venne chiamato in galleria sul lato Bologna. Avevano bisogno di un elettricista. Stava guidando una jeep, tornando verso il fronte di scavo. A trenta all’ora, eppure la jeep si ribaltò, e lui venne schiacciato. Non si è mai capito il perché.
Pasquale è stato il primo morto nella galleria di Vaglia, il primo morto del ciclo continuo. Fu dopo la sua morte che cominciò la protesta dei lavoratori contro quell’organizzazione del lavoro.
Nella galleria di Vaglia ne sono morti altri tre. Prima Giovanni Damiano, 42 anni, carpentiere. Stava gettando il cemento sull’arcorovescio, che sarebbe la parte inferiore della volta, ed un ferro gli si è infilato nel cervelletto. Poi Pasquale Adamo, 55 anni, che ebbe il tempo di vedere la sua morte, accorgendosi che la trivella che stava bucando Monte Morello aveva agganciato il suo giubbotto e lo stava trascinando con sé.  Infine un metalmeccanico di un subappalto, che stava lavorando ai casseri per la volta, schiacciato tra due lastre di metallo.
Finito questo lavoro, Pietro dovrà cercarsene un altro. Il contratto a tempo indeterminato dura finché dura il cantiere. Nel frattempo c’è la disoccupazione speciale lunga, una specie di cassa integrazione. E sarà ben difficile che il Cavet lo riassuma, dopo i fastidi che Pietro gli ha dato. E non sarà facile nemmeno che lo prenda un’altra ditta, le informazioni girano velocemente.
Eppure al momento di firmare i contratti i minatori sapevano che sarebbero stati ricollocati. Il ponte di Messina. Ma anche la Salerno-Reggio Calabria, dove i lotti disponibili sono già stati assegnati a persone di fiducia degli amministratori.
Prima di andarmene vado con Pietro al campo base del Carlone, asserragliato entro una gola. Una fila di baracche di lamiera, ognuna di ventidue persone. Caldo torrido in estate, freddo in inverno. Stanzette da due, separate da una parete inesistente, e quando stai dormendo il compagno di stanza arriva dal suo turno e ti sveglia. Bagni e docce in comune, armadietti microscopici. E’ qui che che questi minatori devono abitare per anni interminabili. Ma sono minatori del resto, è già una grazia per loro averlo, questo lavoro. Gli impiegati, però, le singole con bagno e docce ce l’hanno, vedi un po’ te dove passa a volte la differenza di classe, in un taglio di gola.
“Solo in questo campo base, mi dice Pietro, siamo in un centinaio di Pagliarelle. Facciamo queste opere, ma da noi c’è ancora la ferrovia che fece Mussolini, la Catanzaro-Crotone. Un paese di duemila abitanti a novecento metri d’altezza, senza un’edicola, un distributore, una banca. Due squadre di calcio senza un campo sportivo, il più vicino, senza erba, è a venticinque chilometri. Nelle scuole ci sono quaranta bambini per classe perché mancano le aule. L’ospedale più vicino è a cinquanta chilometri di curve. Le strade sono dissestate, l’asfalto a chiazze. E ogni volta torniamo, e ogni volta non cambia”.
Riflessioni
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