Evelina Santangelo
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Riflessioni
#FestivalLetteratureMigranti 12 -16 ottobre 2016
Dopo i risultati della Classifica di Qualità sui libri usciti nel 2015 realizzata dall'inserto «la lettura» del «Corriere della sera», UNA PROPOSTA FRUTTUOSA, SPERO...
SCRIVERE - La grammatica dell'immaginazione
Quattro scrittori creano per «Repubblica» una storia ambientata in Sicilia per una stagione («La repubblica», giovedì, 1 ottobre 2015)
La Tonnara è di tutti. Su storia e bellezza non c'è il copyright (la Repubblica - Palermo, venerdì 14 agosto 2015)
Ecatombe nel Mediterraneo... ecatombe nel Mediterraneo...
Tra le pagine più belle del «Tamburo di latta» di Günter Grass
Per ricordare esattamente cosa accadde alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 (2001).
Accade in Sicilia... come potrebbe accadere solo in Sicilia
COSA FARE. COME FARE Iolanda Romano (Chiareletere)
Scrivo dunque sono (Evelina Santangelo)
Trittico Andreotti
Un tratto dello spirito nazionale: Fingere di non sapere… Ovvero dell'ingenuità e del candore del senatore Andreotti (e non solo)
Chiusa nella mia stanza in un'abissale solitudine («il Fatto Quotidiano» 10/12/2012
A Terramatta; di Costanza Quatriglio l'Efebo d'argento 2012
IL PROFILO DEL POTERE IN ITALIA - DATI EURISPES 2012
L'ultima bicicletta di Evelina Santangelo su «Doppiozero» (6 novembre 2012)
Perché il processo (Pier Paolo Pasolini «Corriere della Sera» 28 settembre 1975)
Se una città sa riconoscere i suoi narratori (La Repubblica - Palermo 14/09/2012)
STORIE PARALLELE DAI QUARTIERI DI PALERMO
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
Studio 2 - TRM
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
Workshop sul self-publishing
Sandro Bonvissuto «Dentro», Einaudi
Quello che, tra le altre cose, mi ha insegnato mio padre.
Palermo. Ci si continua a dilaniare «a sinistra»...
Booksweb tv
Roberto Andò ed Evelina Santangelo dialogano su Palermo. Due scrittori, una città in crisi. «Tra le rovine segni di vita»
Delirio elettorale...
PRESENTAZIONE «COSE DA PAZZI» ALLA VICARIA.
Una sedia per il Teatro Garibaldi Aperto
Ricordando Primo Levi
Palermo mai vista (da «Grazia» 9/4/2012)
UNA CITTÅ DA ROMANZO (intervista di Salvatore Ferlita a Evelina Santangelo)
Massimo Maugeri: intervista a Evelina Santangelo.
Il 3 aprile in libreria
Una riflessione su TQ dal sito di Michela Murgia
È morta Agota Kristof...
Ma è decrescita o trionfo del bestseller?
Su “Elisabeth” di Gilda Policastro
Tutti arancioni per mandare a casa questo governo
Voto alla Camera sul fine vita... 278 sì, 205 no, 7 astenuti
APPELLO ARANCIONE lanciato da Roberto Vecchioni, Daria Colombo e altri cento firmatari.
Sono libera di dire: ora devono pagare (da «il Fatto Quotidiano» domenica 10 luglio 2011)
IL POPOLO NON DEVE AVERE PAURA DEI GOVERNI
I blog italiani più seguiti - Classifica giugno 2011
L’anima, nel concreto... (Goffredo Fofi incontra Alice Rohrwacher)
La Generazione TQ e il verduraio di Havel
Vita della albero L'
Scrivono in tanti, sulla soppressione a Marsala del Festival "A Chiare Lettere"
Referendum 12-13 giugno: DIAMO UN SEGNALE CIVILE FORTE E SONORO.
Protestano i detenuti all'Ucciardone di Palermo. Da giorni. Nessuno se ne accorge.
Né apatica indifferenza né invettive ingiuriose né narcisismi ombelicali. Dovere di critica.
Il Dio impassibile di Malick (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 1 giugno 2011)
Il vento del nord, il vento del sud...
Ricominciamo da qui
APPELLO AI MILANESI
Intelligenza e umanità - Un pensiero prima di partire pe il salone del libro di Torino.
Cosa importa alla Nato? certo non le vite umane...
Questo referendum è una battaglia civile!!! In rai non se ne deve parlare. Ecco la lettera ai cittadini di Mariachiara Alberton
In questa Pasqua...
Le nostre comuni sorti repubblicane e democratiche
Asor Rosa: Non c'è più tempo.
Chi c'è dietro la morte di Vittorio Arrigoni? Perché è morto Vittorio Arrigoni?
In questo giorno di lutto...
Il cappio è chiuso...
Ma se un governo...
Pace a responsabilità limitata
Mio figlio cieco senza Giochi. Colpa della Gelmini (da «il Fatto Quotidiano», 22 marzo 2011)
Io ce l'ho...
In guerra contro Gheddafi
Non sempre si riesce ad essere lucidi...
«L’Italia senza inconscio. E senza desideri» di Massimo Recalcati
8 marzo 2011...
L’uomo dei segreti tra tangentopoli, santi e Santanchè (da «il Fatto Quotidiano» del 5 marzo 2011)
L'8 MARZO 2011 A PALERMO
La scuola, a casa mia
Il paese dei burattini e dei balocchi...
Oggi, a Oslo, è morto un nostro «antico» poeta.
«Accade a Palermo, la mia città» (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 23 febbraio 2011)
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari...
Caro Maroni, ecco che succede appaltando gli immigrati alle dittature
Teledurru. Lettera aperta di Fulvio Abbate a Nichi Vendola
Piccola riflessione marginali su certi disguidi con la stampa.
Perché sarò in piazza («il Fatto Quotidiano - giovedì 10 febbraio 2011)
Jennifer, che ha perso tutto, persino la traccia esile di un nome... nella mia città.
Aasma, la più coraggiosa ( «il Fatto Quotidiano» - 8 febbraio 2011)
Se non ora quando... nelle città d'Italia
Ciò che non siamo ciò che non vogliamo.
Il dissenso di Asmaa Mahfouz e il ruolo delle donne degiziane nelle proteste contro Mubarak
La conversazione globale al tempo dei citizen media: Global Voices Online
RUBY: SANTORO-TRAVAGLIO-SPINELLI, AVANTI PER LEGITTIMA DIFESA
Preghiera ai naviganti (da «il Fatto Quotidiano - sabato 29 gennaio 2011)
Scrittori e Battisti. La censura non è mai una buona idea (da «il Fatto Quotidiano - mercoledì 26 gennaio 2011)
Tutti contro la censura degli autori "pro-battisti" (Simonetta Fiori)
Una firma per Jafar Panahi
Libertà e giustizia sociale...
Vi prego, non «rivoltiamoci»... nella melma.
«L'agonia del teatro italiano» si potrebbe intitolare questa analisi spietata e quest' appello accorato del baritono Alfonso Antoniozzi
Il BUONSENSO...
BATTISTI, LE VITTIME, LO STATO di Giacomo Sartori (da Nazione Indiana)
Maghreb. L'umanità che brucia...
Rodotà: l’Italia laboratorio di totalitarismo (El Pais)
«I cento padroni di Palermo» di Pippo fava
«Scrivere è un lavoro», Josè Saramago
Che sia un buon inizio 2011 un po' dipenderà anche da ciascuno di noi...
Il metodo Marchionne & company... come importare il modello di lavoro cinese, dopo essersi sbarazzati di tutto il resto...
Un augurio, più che gli Auguri di Natale. Un controcanto di amore civile.
L’assalto ai palazzi del potere «fantasma»
Dettagli di... potere
A NATALE PUOI... UCCIDERE LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
Caro Saviano
B, Mangano e la sottomissione
Cultura fuori dalla cultura (da «il Fatto Quotidiano)
Foto di gruppo senza piazza (da «il Fatto Quotidiano»)
Omaggio al Maestro Monicelli
Matteo Renzi e il Cavaliere
«La resistenza al presente» di Chiara Valerio (L'Unità, 26 ottobre 2010)
Joubran Khalil Joubran (traduzione del narratore iracheno Yousif Latif Jaralla)
Nichi Vendola: Elogio della bellezza.
Rizzoli e il romanzo dedicato all'epica dei giovani di Casa Pound...
LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
«Cosa c’è di europeo nella letteratura europea?» (da Nazione Indiana)
Pasolini e gli Italiani
piccole patrie, distretti economici (da Nazione Indiana)
Sarah, un orrore domestico
Perché l’intellettuale ha perso l’aura? (da Europa - 5 ottobre 2010)
Perché abbiamo scelto di fare i libri delle Murene (Nazione Indiana)
Le recensioni delle scrittrici secondo lo scrittore Ottavio Cappellani...
Incredibili scuse a Dell'Utri («il Fatto quotidiano», martedì, 20 luglio 2010)
Bossi, il dottor «ce l’ho duro» (da «il Fatto Quotidiano» - martedì 10 agosto 2010)
Oro nero, ultimo nemico dell'Amazzonia («il Fatto Quotidiano» - giovedì 5 agosto 2010)
Mondadori, il coraggio di parlare (da "il Fatto Quotidiano" - mercoledì 1 settembre 2010)
Dopo dieci anni di collaborazione con la casa editrice Einaudi, dichiaro che io oggi più che mai non me ne vado.
«L'Eguaglianza uccisa dal Progresso» di Marco Revelli
«Così muore una Mamma Coraggio» di Paolo Sapegno
Pietro Mirabelli è morto, in miniera
Negato l'uso delle intercettazioni a carico di Cosentino. Il lutto della giustizia e la nostra vergogna.
A PROPOSITO DEI RISULTATI DEI TEST INVALSI. NORD, SUD E STRANIERI di Fiorella Farinelli
«Il senso di Vespa per le tette» («il Fatto Quotidiano», 7 settembre 2010)
DITE A TUTTO IL MONDO CHE HO PAURA DI MORIRE
Lavoro: Fantozzi era un dilettante («il Fatto Quotidiano», venerdì 16 luglio 2010)
Articolo 21 della Costituzione Italiana Riformata in base al diritto inalienabile alla «distrazione di Stato»
Cari lettori, gli scrittori Einaudi firmatari di questa lettera...
Addaura, nuova verità sull'attentato a Falcone (di Attilio Bolzoni - La Repubblica)
Siete tutti invitati alla: FESTA DI NAZIONE INDIANA (nel Castello Malaspina di Fosdinovo in Lunigiana)
Gianni Biondillo racconta Nazione Indiana: « a fine maggio siete tutti invitati alla nostra festa»
VISIONI D'ITALIA / MARSALA «Il porto e il vino, due leggende divorate dal tempo. Dei monumenti restano un piedistallo e qualche pilastro imbrattato. Marsala assassinato dalle vendemmie verdi » di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
La responsabilità dell’autore: Biagio Cepollaro (da Nazione Indiana)
IL SILENZIO COMPLICE di Evelina Santangelo (Pubblicato su Nazione Indiana)
SCIASCIA, IERI, OGGI E DOMANI di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - giovedì 25 marzo 2010)
La responsabilità dell’autore: Marcello Fois (Da Nazione Indiana)
Antonio Albanese: le sette parole chiave...
«Faccette verdi, tifoseria e cinepanettoni. Metafore elettorali per il Piemonte» di Gaia Rayneri
La responsabilità dell’autore: Nicola Lagioia (da Nazione Indiana)
Intervista a Evelina Santangelo (webzine: Sul Romanzo)
Intervista inedita di Fabrizio De Andrè
T.R.S.T me! (Trieste vista dalla Luna) di Azra Nuhefendic (da Nazione Indiana)
NON TOCCARE IL MIO AMICO. Manifesto contro il razzismo in Italia.
«Palermo, quando la vita è un Gratta & Vinci» di Evelina Santagelo (il Fatto Quotidiano, sabato 27/02/2010)
Altri articoli su Mafia a Milano (da Nazione Indiana)
Nella bocca di Milano di Giuseppe Catozzella (da Nazione Indiana)
La responsabilità dell’autore: Michela Murgia (dall'inchiesta di Nazione Indiana)
«I meridionali sono meno intelligenti» da «il Corriere della Sera.it» (16 febbraio 2010)
«Lo scrittore solo» di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - sabato 13 febbraio 2010)
È morto J. D. Salinger... di cui non restano immagini recenti... a uso della stampa, almeno... ma ci restano intatti nella loro forza i suoi racconti e romanzi.
Gianni Lannes: libertà di stampa, navi dei veleni e... «leggerezze» o «distrazioni» di Stato
«Ascoltando “Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schoenberg», di Orsola Puecher (da Nazione Indiana)
«Morire nel deserto» di Fabrizio Gatti (da L'espresso)
«Terroni parassiti. Odio e identità di Radio Padania» di Evelina Santangelo (Il Fatto Quotidiano, sabato 23 gennaio 2010)
«Pubblicare per Berlusconi?» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
Ipocrisie e pregiudizi leghisti... conditi di somma arroganza e ignoranza crassa e... potere politico.
«Vite maledette»... vite da Insân... Uomini.
Rosarno: parlano gli stranieri, e sono parole che dovrebbero solo farci provare vergognare...
Rosarno e la rivolta degli schiavi: due pezzi pubblicati su NI degni di nota. Autori degli articoli: Marco Rovelli e di Biagio Simonetta
Kids On Rainbows... a tutti!
Orrore... in Iran...
Roma, Camera dei Deputati 3 gennaio 1925 (perché oggi è davvero tutto diverso, ma le parole non sono vergini)
«Siamo tutti feriti» di Evelina Santangelo
Rivoluzione verde. Ayatollah Kamenei: «gli oppositori sono cme la schiuma sull'acqua. Quello che rimane è il sistema. L'opposizione sarà eliminata»
Una delle venti capitali mondiali dei veleni: Linfen (Cina)... «la città morta» abitata dagli «spettri del mondo»
12.12.1969 Strage di Piazza Fontana - 12.12.2009 La giustizia non abita qui...
Scala - Carmen backstage
Io sto con i magistrati (Evelina Santangelo)
Firma anche tu l'appello di Roberto Saviano contro il cosiddetto «processo breve» sul sito di La Repubblica.it
da Wikipedia: La Banca Rasini (Berlusconi, Andreotti, Sindona, Calvi, Provenzano, Riina, Magano...)
«Berlusconiani ma compagni. A Einaudi la lotta continua» di Francesco Borgonovo (Libero 1-12-2009)
Alberto Asor Rosa: «Perché si spara su Einaudi» La Repubblica (30-11-2009)
«Letteratura come filosofia naturale» di Marco Belpoliti (da La Stampa)
«Il coro degli aspiranti scrittori, intellettuali, scrittori-intellettuali del nostro tempo... » (di Evelina Santangelo)
No-B Day
Walter Siti «Troppi paradisi» (2006).
«Coccodrillo amoroso. Ricordo di Alda Merini a pochi giorni dalla morte» di Marco Simonelli (Nazione Indiana)
«Noi sappiamo. Sono anni che sappiamo» di Barbara Spinelli
Primarie Pd: chiunque vinca...
«Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)» di Marco Rovelli (Nazione Indiana)
L’emergenza estetica nell’Italia maschilista di Maria Laura Rodotà (Corriere della Sera - 14 ottobre)
«Dialogo con Giorgio Vasta» di Alessandro Garigliano
Dopo la candidatura di Palermo alle Olimpiadi 2020...
Il pedinamento del giudice Mesiano... un tipo da tenere sotto stretta sorveglianza... come chiunque di noi... (verrebbe da dire, vista la natura delle stranezze che gli vengono contestate)
Il Fatto Quotidiano - venerdì 16 ottobre: un bell'articolo di Barbara Spinelli sulla cultura dell'anti-stato.
Il re di «Pointlandia, «Esso»... lancia la sua rivoluzione...
«È l’animale, questo, che non c’è» di Orsola Puecher (Nazione Indiana)
Pensiero eversivo... in tempi di «crisi».
«L’epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa Appunti sui tre saggi di Wu Ming 1 contenuti in New Italian Epic» di Tiziano Scarpa
Scorte negate.... Un articolo pubblicato su Agoravox. Autore: Sergio Bagnoli
«Baarìa (ovvero, il tempo dei sorvolatori)» di Evelina Santangelo (Nazione Indiana)
Mario Cervi e la sua «stanza» del manganello, nel Giornale diretto da Feltri
Negrita: Il libro in una mano, la bomba nell'altra
«La rivolta delle figlie» di Renzo Guolo (la Repubblica, giovedì 17 settembre 2009)
«Miraggi (ovvero, contrappunti ironici) di Sicilia» di Evelina Santangelo
LEGA LADRONA: a Renzo Bossi (figlio del senatùr Umberto Bossi) incarico da 12.000 euro al mese
«Frontiere erranti della letteratura» di Gianni Celati (Alias, 12 settembre 2009)
«VIDEOCRACY o del fascismo estetico» di Andrea inglese (da «Nazione Indiana»)
Berlusconi, presidente di turno al Parlamento Europeo (2003): «i turisti della politica...». Una pagina che ancora umilia.
E ora querelaci tutti (reazione - NI)
«Il salto di qualità...» di Evelina Santangelo
«La spaventosa ipnosi in cui sembra caduto il nostro paese» di Evelina Santangelo (pubblicato in NI)
Non si tratta solo di «sbavagliarsi»... Si tratta di uscire da questa sorta di spaventosa ipnosi in cui sembra caduto (o ricaduto) il nostro paese.
«Fatima e il Brembo» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
«Una gabbia per Calderoli» (di Maria Novella Oppo); «Calabria, Acquaformosa si deleghizza» (di Enrico Fierro)
Hamid Ziarati (scrittore iraniano, autore de' «Il meccanico delle rose»): «Lo slogan più bello in Iran: Dio è con noi, oscurate anche Lui!»
Roberto Saviano: «Perché Pecorella infanga don Peppe Diana?»
UN NASTRO VERDE AL POLSO. Appello dello scrittore Hamid Ziarati per la causa iraniana
25 luglio 2009, Roma: Global Day of Action - giornata di solidarietà per il popolo iraniano
Memorie eversive in tempi di ronde... Leggete «Quando i clandestini eravamo noi» di Aldo Maturo (Agoravox)
«Quando i cladestini eravamo noi» di Aldo Maturo
Message to the Young People of Iran by Bernard-Henri Lévy
«I ragazzi di Teheran...» di Evelina Santangelo
L'onda verde... Se il mondo ci chiama...
«Stazione Cumana di Montesanto... Come muore ognuno di noi», di Evelina Santangelo
Firmiamo l'appello di Repubblica contro la legge-bavaglio
«Teoremi... Riflessioni a margine dell’articolo di Carla Benedetti» Evelina Santangelo
«Scurati, una teoria per ogni stagione», di Carla Benedetti
Il nuovo sentimento che serve alla Sicilia. La città e la mafia (La Repubblica-Palermo, 2 giugno 2009)
Marco Belpoliti «Senza Vergogna». Intervento letto a Officina Italia
23 maggio 1992. Per non dimenticare...
Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa (di Elysa Fazzino)
La libertà su Internet è in serio pericolo ! (di Salvo Fundarotto)
La Corte costituzionale cambia la legge 40, insorgono i cattolici
«Se qualcosa è accaduto... (incontro con i ragazzi del Malaspina)» di Evelina Santangelo
«Attacco frontale allo spirito e ai fondamenti della nostra nazione. Esiste più la nostra nazione?» di Evelina Santangelo
Italia: a rischio la ibertà di stampa. Global Press Freedom 2009.
Il grande inganno del dopo terremoto (Da Il Messaggero.it - 3 maggio 2009)
Stand by me (di Jack Nitzsche)
«Se ogni gesto ha un peso e un valore che dipendono dai gesti precedenti... Memorandum dei 25 aprile del premier Berlusconi» di Evelina Santangelo
Prove di «equilibrismo»
«Ma io per il terremoto non do un euro» di Giacomo Di Girolamo (in www.marsala.it)
Kandahar: uccisa l'attivista per i diritti delle donne Sitara Achikzai.
Ray Bradbury «Fahrenheit 451»
Il treno del desiderio (foto inviata da Sabah Benziadi)
Vincenzo Pirrotta mette in scena «Terra matta».
«We will not go down» (Song for Gaza) by Michael Heart
«Stranieri... (alcune riflessioni che stanno alla base dell'idea di «straniero» in «Senzaterra»)» di Evelina Santangelo
«Vi racconto come una Senzaterra vive il suo rapporto con la Terramadre»
La lettera di Oscar Wilde recitata da Roberto Benigni
«Se non ora, quando...» di Evelina Santangelo
Nel 40° anniversario della morte di Jan Palach
In ricordo dell'amico fragile...
Forse sarebbe il caso di ricominciare tutto da qui...
Quel che vorrei augurare ai miei corregionali... e ai miei connazionali
L'Italia s-paesata... (una voce s-paesata)
Quando i lettori ti danno la sensazione di aver scritto proprio il libro che desideravi scrivere... (una lettera di Maria Adele Cipolla)
Torniamo un po' a pensare
Un gesto di civilità - di Roberto Casati (ricercatore del CNRS, vive a Parigi dove lavora al CREA - Centre de Recherche en Epistémologie Appliquée)
"Polar Express", destinazione: l'incubo
Alcune riflessioni sul romanzo "La lucertola color smeraldo" di Ambra Carta (università degli Studi di Palermo. Facoltà di Lettere e Filosofia)
Incontro con i ragazzi della Scuola media Di Vittorio allo Sperone
Riflessioni
Massimo Maugeri: intervista a Evelina Santangelo.

0COSE DA PAZZI, di Evelina Santangelo
aprile 2, 2012letteratitudinenews

COSE DA PAZZI, di Evelina Santangelo

di Massimo Maugeri

Da martedì 3 aprile è disponibile in libreria il nuovo romanzo di Evelina Santangelo: “Cose da pazzi” (Einaudi, pagg. 336, euro 21). Pubblichiamo, di seguito, un’intervista che l’autrice del libro ha rilasciato in esclusiva perLetteratitudine

 

(dalla scheda del libro)

Rafael è un ragazzino tutto pepe, pieno di vita, di dubbi e di pensieri strani. Richi è un irresistibile sbruffoncello, segnato ma non piegato dalla malattia.
Nella casba dei vicoli di una Palermo in trasformazione, si buttano nel mondo. Sperimentano l’alfabeto mafioso e il suo contrario, incarnato nella figura di una piccola professoressa dagli occhi verdi.
Crescono a scossoni, tra cani randagi, mirabolanti imprese calcistiche ispirate al capitano rosanero Miccoli, e gli ormoni impazziti dell’adolescenza.
E la loro amicizia, insieme alle storie e alle contraddizioni che li circondano, a poco a poco illumina e complica la comprensione delle cose.

Il cuore di questo libro è la storia di una grande amicizia tra due ragazzini.
Intorno a quel cuore c’è un corpo: la Palermo di oggi, tra vecchie botteghe e lounge bar. Una città dove tutto quello che fai o non fai, anche senza volerlo, può alimentare il potere mafioso. E questo per il semplice fatto che i padroni della strada traggono profitto anche dai gesti più piccoli e quotidiani di chiunque, come comprare senza saperlo un biglietto della lotteria taroccato.
Per Rafael – figlio di un’emigrata colombiana e di un operaio quasi disoccupato – e il suo amico Richi, crescere lì, nel quartiere Spina, è un percorso accidentato, pieno di ostacoli che i loro occhi quasi non registrano. Piantati come sono dalla mattina alla sera in vicolo Grande, a parlare dei rosanero, di corse clandestine, del culo sodo di Maura la Grossa, si confrontano quotidianamente, e per così dire naturalmente, con le regole non scritte di un mondo dove ogni diritto si trasforma in favore, ricevuto o concesso, e dove la connivenza s’infiltra ovunque.
Quelle regole stridono sempre di più con le lezioni di una piccola professoressa precaria dagli occhi verdissimi, una «persona civile», troppo civile per molti degli abitanti del quartiere Spina. Una che pare piovuta da un altro pianeta. È lei a dire giorno dopo giorno, in un ciclo di lezioni sulla legalità, qualcosa d’inconcepibile e dissonante. Sul pizzo, ad esempio, che i ragazzi chiamano «recupero crediti ». Sulla moda, sulla politica, sui sogni più inauditi. Le sue parole hanno la rara forza di suscitare reazioni imprevedibili,dubbi, domande, smarrimento, e insieme un profondo rispetto.
Cose da pazzi segue il destino di Rafael, di Richi e di altri personaggi a cui ci si affeziona, creando un ponte tra un sud immerso in un tessuto mafioso che crea miti e detta modelli e un nord di sradicamento, non diversamente compromesso. La Milano a cui approda Rafael.

 

- Evelina, il titolo del libro, “Cose da pazzi”, ricalca un modo di dire tipicamente siciliano che può assumere significati variabili. Quale significato «incarna», questo titolo, rispetto al romanzo e alla storia in esso narrato?
Quello che racconto è un mondo alla rovescia, dove spesso il diritto è inteso come un favore, dove la cosa pubblica è concepita in modo proprietario, come garanzia di interessi particolari, dove si è perduto il senso stesso di cittadinanza, e dove chi difende la propria dignità (la dignità del proprio lavoro, la dignità delle proprie idee) spesso sperimenta una condizione radicale di estraneità rispetto al contesto in cui vive, come se parlasse una lingua straniera. È questo quel che accade, ad esempio, alla piccola professoressa dagli occhi verdi, con le sue lezioni «civili» che sembrano eresie. Il fatto però è che in questo mio romanzo non è sempre facile segnare un confine netto tra comportamenti incivili e comportamenti che invece sono piuttosto delle forme di sopravvivenza… Perché, come accade nella vita, tutto spesso si mescola in modo inestricabile. Uno dei miei personaggi, Salvo, il proprietario del locale-trattoria di vicolo Grande, ad esempio, è sicuramente un arrogante, uno che fonda il suo potere su amicizie losche, però a suo modo è anche uno che ha insospettati barlumi d’umanità… e segue un suo senso, per quanto profondamente distorto, nell’amministrazione dei «beni comuni» (la strada e il quartiere in cui si svolge la mia storia). I ragazzini di cui racconto le vicende vivono sicuramente al limite della legalità, ma non rimangono indifferenti alle lezioni della professoressa Rita, e per quanto crescano acquattati nel loro quartiere di piazza Spina, hanno tratti del tutto simili a tanti altri ragazzini della loro età, si nutrono di immaginari globali, curano il look fino al parossismo, ora credono di essere al centro del mondo e ora invece si percepiscono come i più sfigati della terra…

- Come epigrafe del libro hai scelto una citazione di Estella Rodríguez: «Siccome il mondo è tondo è fatto per muoversi, girarlo». Perché questa scelta?
Hannah Arendet in un suo saggio dice che «la libertà di movimento è storicamente la più antica e la più elementare. Poter andare dove si vuole è il gesto originario di essere liberi, mentre la limitazione di tale libertà è stata da tempi immemorabili il preludio della schiavitù». A queste parole mi sono ispirata concependo il personaggio della madre di Rafael: una colombiana che ha sposato un operaio siciliano e rivendica la propria libertà di movimento e la propria cittadinanza con orgoglio.

- “Cose da pazzi” è anche un affresco della Palermo di oggi. Che tipo di città ne viene fuori? Quali elementi di continuità e di discontinuità, nel bene e nel male, presenta con la Palermo di dieci, venti, trent’anni fa?
La Palermo che racconto è una città in trasformazione, dove convivono tratti di modernità maldigerita, spesso esteriore (i lounge bar, i centri commerciali, i negozi alla moda…) con comportamenti, atteggiamenti, concezioni inveterate (la concezione proprietaria della cosa pubblica, il senso di cittadinanza ridotto a esercizio di potere su un territorio, piccolo o vasto che sia). Una città dissonante, ecco, marginale e globale al tempo stesso. Una città che si illude di essere esente dal corso della storia, ma che vive tutte le contraddizioni del nostro tempo. Nella professoressa dagli occhi verdi ho però voluto incarnare quella combattività culturale e civile che la stagione delle stragi e la fine della Primavera non è riuscita, a mio avviso, a soffocare del tutto. Ho insomma immaginato la mia città come una babele di comportamenti e lingue che faticano a intendersi… ma che convivono spesso in uno stesso crocicchio di strade.

- I due ragazzini protagonisti del libro, Rafael e Richi, si muovono in questo contesto… nel quartiere Spina. Come vivono il rapporto con i “loro luoghi”?
In modo confuso, come accade spesso agli adolescenti. Adeguano i loro comportamenti ai modelli imperanti nel loro quartiere, modelli spesso improntati alla prevaricazione e all’arroganza, al più gretto provincialismo, o alla modernità più esteriore, ma non sono affatto insensibili alle parole della professoressa Rita che contraddicono in modo puntuale la loro esperienza, sono un invito inesausto alla libertà, la libertà di scegliere intanto che individui essere.

- In cosa, Rafael e Richi, si assomigliano e in cosa – viceversa – sono diversi?
Si assomigliano nel modo di intendere l’amicizia e di salvaguardarla persino contro il destino di separazione che li attende. Per il resto, incarnano due modi di vivere l’adolescenza in modo completamente diverso. Richi affronta a muso duro la vita, è un maestro nella dissimulazione del dolore e della rassegnazione. Rafael è invece un grumo di domande inevase. E ha un doppio immaginario, in cui il mondo di piazza Spina si mescola ai racconti esotici della madre colombiana, alle sue pene, al suo orgoglio.

- Come hai già accennato, nella storia un ruolo importante è svolto da Rita, un’insegnante precaria che si sforza di impartire “lezioni di civiltà” esercitando, di fatto, un ruolo di contrasto rispetto alle abitudini consolidate nel quartiere. Fino a che punto un atteggiamento, e un esempio, come quelli offerti dalla “piccola professoressa precaria dagli occhi verdissimi” possono sortire effetti? Quali sono gli effetti su Rafael e Richi?
Sono convinta che nel farsi di un’esistenza pesano anche moltissimo certi incontri con persone speciali capaci di scompaginare i pensieri, di aprirli a nuove possibilità, nuove visioni, un nuovo sentimento delle cose, e di se stessi. E sono convinta che alcuni insegnanti possono avere un ruolo fondamentale in questo senso. A me è accaduto… Ecco, la professoressa Rita è una di questi insegnanti, una che sa conquistarsi il rispetto per le cose che dice e per il modo in cui le dice, con intelligenza (intesa come comprensione delle cose), passione, e senza mai concedere nulla all’arroganza. Non è una che s’impone, non è una «vincente», tutt’altro, è una piccola professoressa precaria che però non lascia che si calpesti la sua dignità d’insegnante. Non è affatto scontato che incontri del genere possano cambiare il corso di una vita, anzi. Le lezioni della professoressa Rita non cambieranno il destino di Richi, di Eros né del «pinnolone» di Lillo, e in fin dei conti nemmeno di Rafael, ma susciteranno in alcuni di loro dei pensieri nuovi, strani, saranno come un’opportunità che ogni insegnante, in quanto tale, dovrebbe offrire ai propri studenti, anche a costo di sembrare un illuso.

- A un certo punto Rafael approda a Milano. Che città trova?
Una città insospettata… quella Milano che troppo spesso si nasconde a se stessa… La Milano che ha saputo raccontare un attore come Giulio Cavalli, la Milano compromessa e collusa di cui hanno dato un resoconto puntuale Gianni Barbacetto e Davide Milosa in «Le mani sulla città»… Ma non voglio dire altro, perché quella Milano è anche il luogo per Rafael di una durissima consapevolezza.

- Ultima domanda: la letteratura ambientata in luoghi degradati e contraddittori, in un modo o nell’altro, può offrire un’occasione di riscatto o assume la valenza di mera consolazione (ammesso che abbia questa valenza)… o cos’altro?
Il ruolo specifico della letteratura non è consolare e nemmeno riscattare, almeno così la penso. La letteratura, quando ci riesce, e riesce ad essere tale, è un modo di interrogare l’esistenza, di allungare lo sguardo in universi che spesso rimangono fuori dal campo visivo, e che hanno il potere di irradiare un senso oltre se stessi, e lo fa spesso imitando la vita, senza preconcetti o preclusioni, senza voler dimostrare nulla, perché la letteratura non ha il compito di spiegare nulla, né di confezionare concetti esaustivi, e meno che mai di dire come vivere una vita… La letteratura, al limite, permette di guardare il mondo che racconta da prospettive inedite, e in questo senso è anche una forma di conoscenza, un modo di sperimentare l’esistenza e di dare ad essa una forma possibile.

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