Evelina Santangelo
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Riflessioni
#FestivalLetteratureMigranti 12 -16 ottobre 2016
Dopo i risultati della Classifica di Qualità sui libri usciti nel 2015 realizzata dall'inserto «la lettura» del «Corriere della sera», UNA PROPOSTA FRUTTUOSA, SPERO...
SCRIVERE - La grammatica dell'immaginazione
Quattro scrittori creano per «Repubblica» una storia ambientata in Sicilia per una stagione («La repubblica», giovedì, 1 ottobre 2015)
La Tonnara è di tutti. Su storia e bellezza non c'è il copyright (la Repubblica - Palermo, venerdì 14 agosto 2015)
Ecatombe nel Mediterraneo... ecatombe nel Mediterraneo...
Tra le pagine più belle del «Tamburo di latta» di Günter Grass
Per ricordare esattamente cosa accadde alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 (2001).
Accade in Sicilia... come potrebbe accadere solo in Sicilia
COSA FARE. COME FARE Iolanda Romano (Chiareletere)
Scrivo dunque sono (Evelina Santangelo)
Trittico Andreotti
Un tratto dello spirito nazionale: Fingere di non sapere… Ovvero dell'ingenuità e del candore del senatore Andreotti (e non solo)
Chiusa nella mia stanza in un'abissale solitudine («il Fatto Quotidiano» 10/12/2012
A Terramatta; di Costanza Quatriglio l'Efebo d'argento 2012
IL PROFILO DEL POTERE IN ITALIA - DATI EURISPES 2012
L'ultima bicicletta di Evelina Santangelo su «Doppiozero» (6 novembre 2012)
Perché il processo (Pier Paolo Pasolini «Corriere della Sera» 28 settembre 1975)
Se una città sa riconoscere i suoi narratori (La Repubblica - Palermo 14/09/2012)
STORIE PARALLELE DAI QUARTIERI DI PALERMO
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Aspettando Palermo. La voglia di rinascere di noi sopravvissuti (La Repubblica - Palermo 12 giugno 2012)
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
Studio 2 - TRM
Maestri (di valori) senza cattedra in una Palermo vista con occhi bassi.
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
PALERMO PRIDE 2012 (col patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, dell’Università di Palermo e del Comune di Palermo)
Workshop sul self-publishing
Sandro Bonvissuto «Dentro», Einaudi
Quello che, tra le altre cose, mi ha insegnato mio padre.
Palermo. Ci si continua a dilaniare «a sinistra»...
Booksweb tv
Roberto Andò ed Evelina Santangelo dialogano su Palermo. Due scrittori, una città in crisi. «Tra le rovine segni di vita»
Delirio elettorale...
PRESENTAZIONE «COSE DA PAZZI» ALLA VICARIA.
Una sedia per il Teatro Garibaldi Aperto
Ricordando Primo Levi
Palermo mai vista (da «Grazia» 9/4/2012)
UNA CITTÅ DA ROMANZO (intervista di Salvatore Ferlita a Evelina Santangelo)
Massimo Maugeri: intervista a Evelina Santangelo.
Il 3 aprile in libreria
Una riflessione su TQ dal sito di Michela Murgia
È morta Agota Kristof...
Ma è decrescita o trionfo del bestseller?
Su “Elisabeth” di Gilda Policastro
Tutti arancioni per mandare a casa questo governo
Voto alla Camera sul fine vita... 278 sì, 205 no, 7 astenuti
APPELLO ARANCIONE lanciato da Roberto Vecchioni, Daria Colombo e altri cento firmatari.
Sono libera di dire: ora devono pagare (da «il Fatto Quotidiano» domenica 10 luglio 2011)
IL POPOLO NON DEVE AVERE PAURA DEI GOVERNI
I blog italiani più seguiti - Classifica giugno 2011
L’anima, nel concreto... (Goffredo Fofi incontra Alice Rohrwacher)
La Generazione TQ e il verduraio di Havel
Vita della albero L'
Scrivono in tanti, sulla soppressione a Marsala del Festival "A Chiare Lettere"
Referendum 12-13 giugno: DIAMO UN SEGNALE CIVILE FORTE E SONORO.
Protestano i detenuti all'Ucciardone di Palermo. Da giorni. Nessuno se ne accorge.
Né apatica indifferenza né invettive ingiuriose né narcisismi ombelicali. Dovere di critica.
Il Dio impassibile di Malick (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 1 giugno 2011)
Il vento del nord, il vento del sud...
Ricominciamo da qui
APPELLO AI MILANESI
Intelligenza e umanità - Un pensiero prima di partire pe il salone del libro di Torino.
Cosa importa alla Nato? certo non le vite umane...
Questo referendum è una battaglia civile!!! In rai non se ne deve parlare. Ecco la lettera ai cittadini di Mariachiara Alberton
In questa Pasqua...
Le nostre comuni sorti repubblicane e democratiche
Asor Rosa: Non c'è più tempo.
Chi c'è dietro la morte di Vittorio Arrigoni? Perché è morto Vittorio Arrigoni?
In questo giorno di lutto...
Il cappio è chiuso...
Ma se un governo...
Pace a responsabilità limitata
Mio figlio cieco senza Giochi. Colpa della Gelmini (da «il Fatto Quotidiano», 22 marzo 2011)
Io ce l'ho...
In guerra contro Gheddafi
Non sempre si riesce ad essere lucidi...
«L’Italia senza inconscio. E senza desideri» di Massimo Recalcati
8 marzo 2011...
L’uomo dei segreti tra tangentopoli, santi e Santanchè (da «il Fatto Quotidiano» del 5 marzo 2011)
L'8 MARZO 2011 A PALERMO
La scuola, a casa mia
Il paese dei burattini e dei balocchi...
Oggi, a Oslo, è morto un nostro «antico» poeta.
«Accade a Palermo, la mia città» (da «il Fatto Quotidiano» - mercoledì 23 febbraio 2011)
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari...
Caro Maroni, ecco che succede appaltando gli immigrati alle dittature
Teledurru. Lettera aperta di Fulvio Abbate a Nichi Vendola
Piccola riflessione marginali su certi disguidi con la stampa.
Perché sarò in piazza («il Fatto Quotidiano - giovedì 10 febbraio 2011)
Jennifer, che ha perso tutto, persino la traccia esile di un nome... nella mia città.
Aasma, la più coraggiosa ( «il Fatto Quotidiano» - 8 febbraio 2011)
Se non ora quando... nelle città d'Italia
Ciò che non siamo ciò che non vogliamo.
Il dissenso di Asmaa Mahfouz e il ruolo delle donne degiziane nelle proteste contro Mubarak
La conversazione globale al tempo dei citizen media: Global Voices Online
RUBY: SANTORO-TRAVAGLIO-SPINELLI, AVANTI PER LEGITTIMA DIFESA
Preghiera ai naviganti (da «il Fatto Quotidiano - sabato 29 gennaio 2011)
Scrittori e Battisti. La censura non è mai una buona idea (da «il Fatto Quotidiano - mercoledì 26 gennaio 2011)
Tutti contro la censura degli autori "pro-battisti" (Simonetta Fiori)
Una firma per Jafar Panahi
Libertà e giustizia sociale...
Vi prego, non «rivoltiamoci»... nella melma.
«L'agonia del teatro italiano» si potrebbe intitolare questa analisi spietata e quest' appello accorato del baritono Alfonso Antoniozzi
Il BUONSENSO...
BATTISTI, LE VITTIME, LO STATO di Giacomo Sartori (da Nazione Indiana)
Maghreb. L'umanità che brucia...
Rodotà: l’Italia laboratorio di totalitarismo (El Pais)
«I cento padroni di Palermo» di Pippo fava
«Scrivere è un lavoro», Josè Saramago
Che sia un buon inizio 2011 un po' dipenderà anche da ciascuno di noi...
Il metodo Marchionne & company... come importare il modello di lavoro cinese, dopo essersi sbarazzati di tutto il resto...
Un augurio, più che gli Auguri di Natale. Un controcanto di amore civile.
L’assalto ai palazzi del potere «fantasma»
Dettagli di... potere
A NATALE PUOI... UCCIDERE LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
Caro Saviano
B, Mangano e la sottomissione
Cultura fuori dalla cultura (da «il Fatto Quotidiano)
Foto di gruppo senza piazza (da «il Fatto Quotidiano»)
Omaggio al Maestro Monicelli
Matteo Renzi e il Cavaliere
«La resistenza al presente» di Chiara Valerio (L'Unità, 26 ottobre 2010)
Joubran Khalil Joubran (traduzione del narratore iracheno Yousif Latif Jaralla)
Nichi Vendola: Elogio della bellezza.
Rizzoli e il romanzo dedicato all'epica dei giovani di Casa Pound...
LIBERTA' D'ESPRESSIONE...
«Cosa c’è di europeo nella letteratura europea?» (da Nazione Indiana)
Pasolini e gli Italiani
piccole patrie, distretti economici (da Nazione Indiana)
Sarah, un orrore domestico
Perché l’intellettuale ha perso l’aura? (da Europa - 5 ottobre 2010)
Perché abbiamo scelto di fare i libri delle Murene (Nazione Indiana)
Le recensioni delle scrittrici secondo lo scrittore Ottavio Cappellani...
Incredibili scuse a Dell'Utri («il Fatto quotidiano», martedì, 20 luglio 2010)
Bossi, il dottor «ce l’ho duro» (da «il Fatto Quotidiano» - martedì 10 agosto 2010)
Oro nero, ultimo nemico dell'Amazzonia («il Fatto Quotidiano» - giovedì 5 agosto 2010)
Mondadori, il coraggio di parlare (da "il Fatto Quotidiano" - mercoledì 1 settembre 2010)
Dopo dieci anni di collaborazione con la casa editrice Einaudi, dichiaro che io oggi più che mai non me ne vado.
«L'Eguaglianza uccisa dal Progresso» di Marco Revelli
«Così muore una Mamma Coraggio» di Paolo Sapegno
Pietro Mirabelli è morto, in miniera
Negato l'uso delle intercettazioni a carico di Cosentino. Il lutto della giustizia e la nostra vergogna.
A PROPOSITO DEI RISULTATI DEI TEST INVALSI. NORD, SUD E STRANIERI di Fiorella Farinelli
«Il senso di Vespa per le tette» («il Fatto Quotidiano», 7 settembre 2010)
DITE A TUTTO IL MONDO CHE HO PAURA DI MORIRE
Lavoro: Fantozzi era un dilettante («il Fatto Quotidiano», venerdì 16 luglio 2010)
Articolo 21 della Costituzione Italiana Riformata in base al diritto inalienabile alla «distrazione di Stato»
Cari lettori, gli scrittori Einaudi firmatari di questa lettera...
Addaura, nuova verità sull'attentato a Falcone (di Attilio Bolzoni - La Repubblica)
Siete tutti invitati alla: FESTA DI NAZIONE INDIANA (nel Castello Malaspina di Fosdinovo in Lunigiana)
Gianni Biondillo racconta Nazione Indiana: « a fine maggio siete tutti invitati alla nostra festa»
VISIONI D'ITALIA / MARSALA «Il porto e il vino, due leggende divorate dal tempo. Dei monumenti restano un piedistallo e qualche pilastro imbrattato. Marsala assassinato dalle vendemmie verdi » di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
La responsabilità dell’autore: Biagio Cepollaro (da Nazione Indiana)
IL SILENZIO COMPLICE di Evelina Santangelo (Pubblicato su Nazione Indiana)
SCIASCIA, IERI, OGGI E DOMANI di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - giovedì 25 marzo 2010)
La responsabilità dell’autore: Marcello Fois (Da Nazione Indiana)
Antonio Albanese: le sette parole chiave...
«Faccette verdi, tifoseria e cinepanettoni. Metafore elettorali per il Piemonte» di Gaia Rayneri
La responsabilità dell’autore: Nicola Lagioia (da Nazione Indiana)
Intervista a Evelina Santangelo (webzine: Sul Romanzo)
Intervista inedita di Fabrizio De Andrè
T.R.S.T me! (Trieste vista dalla Luna) di Azra Nuhefendic (da Nazione Indiana)
NON TOCCARE IL MIO AMICO. Manifesto contro il razzismo in Italia.
«Palermo, quando la vita è un Gratta & Vinci» di Evelina Santagelo (il Fatto Quotidiano, sabato 27/02/2010)
Altri articoli su Mafia a Milano (da Nazione Indiana)
Nella bocca di Milano di Giuseppe Catozzella (da Nazione Indiana)
La responsabilità dell’autore: Michela Murgia (dall'inchiesta di Nazione Indiana)
«I meridionali sono meno intelligenti» da «il Corriere della Sera.it» (16 febbraio 2010)
«Lo scrittore solo» di Evelina Santangelo (il Fatto Quotidiano - sabato 13 febbraio 2010)
È morto J. D. Salinger... di cui non restano immagini recenti... a uso della stampa, almeno... ma ci restano intatti nella loro forza i suoi racconti e romanzi.
Gianni Lannes: libertà di stampa, navi dei veleni e... «leggerezze» o «distrazioni» di Stato
«Ascoltando “Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schoenberg», di Orsola Puecher (da Nazione Indiana)
«Morire nel deserto» di Fabrizio Gatti (da L'espresso)
«Terroni parassiti. Odio e identità di Radio Padania» di Evelina Santangelo (Il Fatto Quotidiano, sabato 23 gennaio 2010)
«Pubblicare per Berlusconi?» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
Ipocrisie e pregiudizi leghisti... conditi di somma arroganza e ignoranza crassa e... potere politico.
«Vite maledette»... vite da Insân... Uomini.
Rosarno: parlano gli stranieri, e sono parole che dovrebbero solo farci provare vergognare...
Rosarno e la rivolta degli schiavi: due pezzi pubblicati su NI degni di nota. Autori degli articoli: Marco Rovelli e di Biagio Simonetta
Kids On Rainbows... a tutti!
Orrore... in Iran...
Roma, Camera dei Deputati 3 gennaio 1925 (perché oggi è davvero tutto diverso, ma le parole non sono vergini)
«Siamo tutti feriti» di Evelina Santangelo
Rivoluzione verde. Ayatollah Kamenei: «gli oppositori sono cme la schiuma sull'acqua. Quello che rimane è il sistema. L'opposizione sarà eliminata»
Una delle venti capitali mondiali dei veleni: Linfen (Cina)... «la città morta» abitata dagli «spettri del mondo»
12.12.1969 Strage di Piazza Fontana - 12.12.2009 La giustizia non abita qui...
Scala - Carmen backstage
Io sto con i magistrati (Evelina Santangelo)
Firma anche tu l'appello di Roberto Saviano contro il cosiddetto «processo breve» sul sito di La Repubblica.it
da Wikipedia: La Banca Rasini (Berlusconi, Andreotti, Sindona, Calvi, Provenzano, Riina, Magano...)
«Berlusconiani ma compagni. A Einaudi la lotta continua» di Francesco Borgonovo (Libero 1-12-2009)
Alberto Asor Rosa: «Perché si spara su Einaudi» La Repubblica (30-11-2009)
«Letteratura come filosofia naturale» di Marco Belpoliti (da La Stampa)
«Il coro degli aspiranti scrittori, intellettuali, scrittori-intellettuali del nostro tempo... » (di Evelina Santangelo)
No-B Day
Walter Siti «Troppi paradisi» (2006).
«Coccodrillo amoroso. Ricordo di Alda Merini a pochi giorni dalla morte» di Marco Simonelli (Nazione Indiana)
«Noi sappiamo. Sono anni che sappiamo» di Barbara Spinelli
Primarie Pd: chiunque vinca...
«Note sul rapporto tra personale e politico (in margine al caso Marrazzo)» di Marco Rovelli (Nazione Indiana)
L’emergenza estetica nell’Italia maschilista di Maria Laura Rodotà (Corriere della Sera - 14 ottobre)
«Dialogo con Giorgio Vasta» di Alessandro Garigliano
Dopo la candidatura di Palermo alle Olimpiadi 2020...
Il pedinamento del giudice Mesiano... un tipo da tenere sotto stretta sorveglianza... come chiunque di noi... (verrebbe da dire, vista la natura delle stranezze che gli vengono contestate)
Il Fatto Quotidiano - venerdì 16 ottobre: un bell'articolo di Barbara Spinelli sulla cultura dell'anti-stato.
Il re di «Pointlandia, «Esso»... lancia la sua rivoluzione...
«È l’animale, questo, che non c’è» di Orsola Puecher (Nazione Indiana)
Pensiero eversivo... in tempi di «crisi».
«L’epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa Appunti sui tre saggi di Wu Ming 1 contenuti in New Italian Epic» di Tiziano Scarpa
Scorte negate.... Un articolo pubblicato su Agoravox. Autore: Sergio Bagnoli
«Baarìa (ovvero, il tempo dei sorvolatori)» di Evelina Santangelo (Nazione Indiana)
Mario Cervi e la sua «stanza» del manganello, nel Giornale diretto da Feltri
Negrita: Il libro in una mano, la bomba nell'altra
«La rivolta delle figlie» di Renzo Guolo (la Repubblica, giovedì 17 settembre 2009)
«Miraggi (ovvero, contrappunti ironici) di Sicilia» di Evelina Santangelo
LEGA LADRONA: a Renzo Bossi (figlio del senatùr Umberto Bossi) incarico da 12.000 euro al mese
«Frontiere erranti della letteratura» di Gianni Celati (Alias, 12 settembre 2009)
«VIDEOCRACY o del fascismo estetico» di Andrea inglese (da «Nazione Indiana»)
Berlusconi, presidente di turno al Parlamento Europeo (2003): «i turisti della politica...». Una pagina che ancora umilia.
E ora querelaci tutti (reazione - NI)
«Il salto di qualità...» di Evelina Santangelo
«La spaventosa ipnosi in cui sembra caduto il nostro paese» di Evelina Santangelo (pubblicato in NI)
Non si tratta solo di «sbavagliarsi»... Si tratta di uscire da questa sorta di spaventosa ipnosi in cui sembra caduto (o ricaduto) il nostro paese.
«Fatima e il Brembo» di Helena Janeczek (da Nazione Indiana)
«Una gabbia per Calderoli» (di Maria Novella Oppo); «Calabria, Acquaformosa si deleghizza» (di Enrico Fierro)
Hamid Ziarati (scrittore iraniano, autore de' «Il meccanico delle rose»): «Lo slogan più bello in Iran: Dio è con noi, oscurate anche Lui!»
Roberto Saviano: «Perché Pecorella infanga don Peppe Diana?»
UN NASTRO VERDE AL POLSO. Appello dello scrittore Hamid Ziarati per la causa iraniana
25 luglio 2009, Roma: Global Day of Action - giornata di solidarietà per il popolo iraniano
Memorie eversive in tempi di ronde... Leggete «Quando i clandestini eravamo noi» di Aldo Maturo (Agoravox)
«Quando i cladestini eravamo noi» di Aldo Maturo
Message to the Young People of Iran by Bernard-Henri Lévy
«I ragazzi di Teheran...» di Evelina Santangelo
L'onda verde... Se il mondo ci chiama...
«Stazione Cumana di Montesanto... Come muore ognuno di noi», di Evelina Santangelo
Firmiamo l'appello di Repubblica contro la legge-bavaglio
«Teoremi... Riflessioni a margine dell’articolo di Carla Benedetti» Evelina Santangelo
«Scurati, una teoria per ogni stagione», di Carla Benedetti
Il nuovo sentimento che serve alla Sicilia. La città e la mafia (La Repubblica-Palermo, 2 giugno 2009)
Marco Belpoliti «Senza Vergogna». Intervento letto a Officina Italia
23 maggio 1992. Per non dimenticare...
Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa (di Elysa Fazzino)
La libertà su Internet è in serio pericolo ! (di Salvo Fundarotto)
La Corte costituzionale cambia la legge 40, insorgono i cattolici
«Se qualcosa è accaduto... (incontro con i ragazzi del Malaspina)» di Evelina Santangelo
«Attacco frontale allo spirito e ai fondamenti della nostra nazione. Esiste più la nostra nazione?» di Evelina Santangelo
Italia: a rischio la ibertà di stampa. Global Press Freedom 2009.
Il grande inganno del dopo terremoto (Da Il Messaggero.it - 3 maggio 2009)
Stand by me (di Jack Nitzsche)
«Se ogni gesto ha un peso e un valore che dipendono dai gesti precedenti... Memorandum dei 25 aprile del premier Berlusconi» di Evelina Santangelo
Prove di «equilibrismo»
«Ma io per il terremoto non do un euro» di Giacomo Di Girolamo (in www.marsala.it)
Kandahar: uccisa l'attivista per i diritti delle donne Sitara Achikzai.
Ray Bradbury «Fahrenheit 451»
Il treno del desiderio (foto inviata da Sabah Benziadi)
Vincenzo Pirrotta mette in scena «Terra matta».
«We will not go down» (Song for Gaza) by Michael Heart
«Stranieri... (alcune riflessioni che stanno alla base dell'idea di «straniero» in «Senzaterra»)» di Evelina Santangelo
«Vi racconto come una Senzaterra vive il suo rapporto con la Terramadre»
La lettera di Oscar Wilde recitata da Roberto Benigni
«Se non ora, quando...» di Evelina Santangelo
Nel 40° anniversario della morte di Jan Palach
In ricordo dell'amico fragile...
Forse sarebbe il caso di ricominciare tutto da qui...
Quel che vorrei augurare ai miei corregionali... e ai miei connazionali
L'Italia s-paesata... (una voce s-paesata)
Quando i lettori ti danno la sensazione di aver scritto proprio il libro che desideravi scrivere... (una lettera di Maria Adele Cipolla)
Torniamo un po' a pensare
Un gesto di civilità - di Roberto Casati (ricercatore del CNRS, vive a Parigi dove lavora al CREA - Centre de Recherche en Epistémologie Appliquée)
"Polar Express", destinazione: l'incubo
Alcune riflessioni sul romanzo "La lucertola color smeraldo" di Ambra Carta (università degli Studi di Palermo. Facoltà di Lettere e Filosofia)
Incontro con i ragazzi della Scuola media Di Vittorio allo Sperone
Riflessioni
«Coccodrillo amoroso. Ricordo di Alda Merini a pochi giorni dalla morte» di Marco Simonelli (Nazione Indiana)

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da Nazione Indiana (7 novembre 2009)


Fu nell’estate successiva al mio esaurimento nervoso. Stavo per compiere 16 anni. La Merini, cito a memoria da uno dei suoi molti testi in prosa, dice che l’adolescenza “è sempre alla ricerca disperata di un vertice (un verso) che la possa oltraggiare e al tempo stesso difendere”. Certamente io, adolescente borderline, mi sentivo ampiamente oltraggiato ma un verso-vertice che mi difendesse non l’avevo ancora trovato.

Questa breve precisazione esistenziale per ammettere che quando lessi su Oggi (settimanale da sala d’aspetto, da parrucchiera) di una “poetessa pazza” che scriveva della sua ventennale esperienza manicomiale, a colpirmi fu il sofferto dato biografico, non il fatto che si esprimesse in versi.

Ciò accadeva circa quindici anni fa. L’articolo parlava della Merini-Caso Umano, degli elettroshock, dell’isterectomia, della legge Bacchelli, del premio Viareggio. Del “riscatto” di una donna attraverso la scrittura in versi, attività che l’aveva resa famosa.

La rividi pochi mesi più tardi in TV, prima da Marzullo, poi in alcune puntate del Maurizio Costanzo Show. Io non appartengo alla generazione di coloro che hanno potuto vedere Ungaretti, Montale e Pasolini alla Rai, quando ancora le trasmissioni erano in bianco e nero. Non ho assistito all’epoca degli sceneggiati, quella in cui Gastone Moschin e Andreina Pagnani recitavano Chechov, per intendersi. Era raro vedere uno scrittore in TV, figurarsi un poeta. Al massimo c’era Aldo Busi.

Ballate non pagate della Merini e Proclama sul fascino, opera postuma di Dario Bellezza, furono i primi due libri di poesia contemporanea che comprai. Un sabato, in centro, alla libreria Marzocco di Firenze. Con la stessa convinzione con cui un ragazzino di quell’età poteva entrare in un negozio di dischi e chiedere l’ultimo di Madonna che avrebbe poi pagato con i soldi risparmiati dalla paghetta.

Non era Baudelaire, non era Rimbaud né Ginsberg, Bukowski o Mayakovskij. Erano poeti che si esprimevano nella mia lingua, non dovevo leggerli in traduzione. La settimana successiva mi ripresentai in libreria e comprai tutti i libri della Merini che riuscii a trovare.

Nell’America degli anni ‘60 gran parte del successo di Anne Sexton venne decretato dalla popolarità che si era guadagnata fra gli psichiatri e i loro pazienti, dalla sua abilità di trasformare i propri drammi personali in poesia, dal personaggio che in un certo senso era andata creandosi fin dal libro d’esordio intitolato To Bedlam and Part Way Back: la Casalinga Pazza, la Donna Fatale, la Mistica Erotica. Facendo le dovute proporzioni, possiamo rintracciare alcuni di questi elementi anche nella Merini: i suoi primi testi sono essenzialmente poesia religiosa turbata però da accenti erotici più pagani che cristiani; ha fin da subito mitizzato i suoi amori giovanili consumati nella Milano intellettuale del dopoguerra; negli anni ‘90, affrontando sia in poesia che in prosa la terribile esperienza manicomiale, divenne un punto di riferimento per i nevrotici e sensibili intellettualoidi che, come il sottoscritto, avevano velleità letterarie. Non stupisca il fenomeno: è l’allure di una biografia tumultuosa, al di là della qualità dell’opera, a spingere un lettore giovanissimo ad avvicinarsi al testo poetico. Almeno, così fu per me.

* * *

Credo che una parte del successo che la Merini riscosse negli anni ‘90 sia legato alla sua auto-bio-mito-grafia. A libri come La pazza della porta accanto (pubblicato da Bompiani in edizione tascabile, destinato quindi ad un pubblico ampio, non necessariamente interessato alla poesia). Ci sono altri testi in prosa della Merini che appartengono ad un’area limitrofa: L’altra verità. Diario di una diversa (prima e forse migliore “narrazione per epifanie”, sull’esperienza manicomiale) e i titoli usciti per Il Melangolo, negli anni ‘80: il monologante Delirio Amoroso e il Tormento delle figure. Solo nel caso del Diario credo si possa parlare di “controcanto in prosa” all’opera in versi, nello specifico alla celeberrima Terra Santa. Se da un lato queste prose possono essere viste come esperimento narrativo di un poeta (lettura in genere interessantissima per chi ne ama i versi), dall’altro sono l’edificazione (non certo fondamentale) di un Io lirico-Personaggio. E il personaggio affascinava moltissimo: la Merini-ragazza fatale nella Milano letteraria post-bellica, la Merini-pazza-alcolizzata, la Merini amante di Manganelli, Quasimodo, la Merini-camp che indossa vestiti dai colori sgargianti e gioielli a profusione, la Merini-clochard che in casa sua getta le cicche per terra.

La Merini che da qualche anno non scrive più a macchina, sulla sua vecchia macchina priva di nastro i cui tasti battono direttamente sulla carta-carbone, la Merini che invece i versi li detta, quella che compone poesie “all’impronta”: questa fu l’immagine di una Merini già esposta all’attenzione mediatica. Iniziò una pioggia di pubblicazioni fittissima, la sua bibliografia divenne in pochi anni sconfinata, immensa: dalle edizioni d’arte alle case editrici piccole, medie e grandi, a distribuzione locale e nazionale; aforismi, racconti, detti faceti, prose autobiografiche, lettere ed epistolari, poesie d’occasione, raccolte più o meno corpose, più o meno interessanti. Cataloghi di sue fotografie, in pose diversissime, compreso il suo famigerato nudo. Sono portato a credere che qualcuno possa essere persino arrivato a proporle di scrivere un libro di ricette.

Al di là di ciò che ha rappresentato la poesia di Alda Merini per il sottoscritto rimane il fatto che ha largamente contribuito, dagli anni ‘90, a interessare un vasto pubblico alla poesia. Andrebbe qui ricordato che l’ormai introvabile collana inVersi di Bompiani, diretta da Aldo Nove (collana che annoverava i poeti Rosaria Lorusso, Tommaso Ottonieri, Luca Ragagnin e Lello Voce) conteneva in ogni cd allegato un campionamento della voce della Merini. Fu lei a tenere a battesimo, in un certo senso, il primo esperimento di fonetizzazione autoriale del testo poetico su supporto audio intrapreso da un editore a distribuzione nazionale.

Possiamo negare che molta della poesia della Merini sia non solo scritta con la voce ma anche per la voce? Un enorme e frammentario poema per voce sola e lampi lirici, il dire come gesto: più che alle sue indiscusse doti di performer (la sua fisicità si sposava felicemente ad un piglio declamatorio quasi esistenzialista, più che profetico) penso alle interpretazioni di Milva. L’operazione rischiava il trash involontario ma riuscì ampiamente ad evitarlo. Quale altro poeta italiano avrebbe potuto suscitare l’interesse interpretativo di quella belva rossa di bravura che è la Pantera di Goro?

Di quanto scritto dalla Merini confesso di privilegiare le prime raccolte: La presenza di Orfeo (parlo della poesia singola dell’omonima raccolta) è un’erotica e tuttavia virginale prova retorica che poche sarebbero capaci di interpretare oggi. C’è un misticismo esibito e debordante, in quelle compagini. Doloroso, tormentato, fluidamente rapsodico. Icasticità imprevedibile. Poi: le trasfigurazioni de La Terra Santa, l’allucinazione come poetica e figura retorica. Fino a La volpe e il sipario, ultima compagine antologizzata da Maria Corti in Fiore di poesia.

* * *

Sono stato un lettore di Alda Merini fino al 1999, quando l’ho incontrata in occasione di una sua presentazione a Firenze. Da quel momento ho smesso di pensare a lei come scrittrice: io divenni un suo fan, nell’esatto senso della parola. Era a suo modo una diva e un fan ama la sua diva favorita indipendentemente dai risultati della sua carriera artistica, le proietta addosso ciò di cui necessita; nel suo parlare a braccio, nel raccontare al pubblico le sue vicende amorose e le esperienze più strazianti riusciva ad essere ironica. Recitava a memoria i suoi versi: un’intonazione coriacea, una sicurezza marmorea. Magnetica.

Mi attrasse la sua femminilità spiritosa, il suo carisma deciso e la sua modestia. Era una figura che rifiutava d’esser presa a modello: era un’ outsider in quanto ad esperienze. Parlò per tre ore, mi parvero dieci minuti. L’essere umano (non il Personaggio) superò il testo e da allora mi sono astenuto dall’esprimere giudizi di valore su ciò che andava pubblicando. Sono stato un appassionato lettore della Merini; ovviamente, col tempo, i miei gusti sono mutati e così pure le mie letture, maturando le ho preferito altri autori, ma l’empatia e la stima per quei testi che parlano di tormento, d’amore, di sopraffazione e sconfitta non son mai venute meno.

Era inevitabile che un poeta che diventa improvvisamente Personaggio e riscuote un successo di pubblico così ampio si attirasse le critiche più feroci: la poesia come dono divino e/o patologia, il mito dell’ispirazione oracolare, la figura del poeta-sciamano che riceve la Parola sono ovviamente stereotipi romantici che escludono a priori lo sforzo della ricerca nel linguaggio, lo studio (accademico o meno) di classici e contemporanei, l’impegno intellettuale come azione civile. Una certa immagine di Alda Merini incontrò (non sappiamo quanto accidentalmente) la necessità di un pubblico di occasionali lettori di poesia: un pubblico che aveva assoluto bisogno di credere all’irrazionalità della scrittura in versi. Non credo sia un caso che gli ultimi libri della Merini siano serialmente ispirati a figure religiose.

Sono propenso a credere che lo zoccolo duro dei suoi lettori fosse costituito da coloro che in un libro di poesia cercano espressioni aforistiche o metafore in stile Bacio Perugina da riciclare nei propri messaggi d’amore. Fenomeno macroscopico nella lirica della Merini è la variazione ossessiva sul tema amoroso, tema che non abbandona nemmeno in quella parte della sua opera in cui irrompe la tragedia dell’internamento, anzi: è forse in quei testi che ne percepiamo la necessità. Dall’amore passionale a quello platonico, amori mistici, corrisposti o meno, filiali, materni o sodali, spirituali, carnali, timidi o esibiti, quasi esibizionisti, sofferti o accarezzati, gioiosi, impossibili, ridicoli e tuttavia espressi con una compostissima dignità. Non è difficile credere che Alda Merini detenga il primato di autrice di versi amorosi più prolifica del ‘900 italiano.

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Tengo a ripeterlo: questo non vuole essere un intervento critico né potrebbe esserlo, giacché chi scrive, il fan, non può ovviamente essere dotato dell’oggettività e del distacco che la scienza filologica impone. Mi trovo a mio agio in questa posizione: ho stimato la forza e la vitalità della donna più che della scrittrice ed è stato l’essere umano Alda Merini e non il Personaggio della Poetessa a suscitare in me, come credo in molti altri, l’interesse.
Non invidio affatto coloro che dovranno o vorranno occuparsi di un’edizione completa del suo lavoro o anche di una scelta da farsi sulla totalità dei testi: si parla di una quantità di materiale difficilmente calcolabile, dal momento che dall’uscita de La Terra Santa in poi la Merini affidò ad altri il compito di redigere i suoi libri, limitandosi a comporre poesie (spesso, su consiglio dei medici da cui era in cura “a scopo liberatorio”) e tralasciando disposizione e costruzione del testo a stampa.

Da semplice lettore di poesia posso solamente concludere auspicando che coloro che si sono avvicinati alla complessa, variegata e (purtroppo sommersa) realtà della poesia italiana contemporanea grazie ad Alda Merini non si fermino a lei, le sopravvivano amando altre scritture, le più disparate, le più distanti. Forse i loro autori non avranno lo stesso fascino della “pazza della porta accanto” ma, oltrepassata la soglia, anche la più remota del condominio, si apre un mondo.

[5 novembre 2009]

Marco Simonelli


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